CATANIA – Sicilia, gli autotrasportatori hanno bloccato le merci nei porti. Tir e container fermi, piazzali desolati e scaffali della grande distribuzione che rischiano di restare vuoti se, come spiega Salvatore Bella, leader degli autotrasportatori, “il governo non interverrà e la protesta procederà a oltranza”.
“Non possiamo più andare avanti” – spiega a LiveSicilia l’imprenditore Angelo Di Martino, ai vertici del colosso di famiglia, Di Martino Group, leader nel trasporto su gomma, che ha aderito alla mobilitazione promossa dal Comitato contro caro gasolio, con prezzi alle stelle dopo la guerra ed Ets, la ecotassa europea (nella foto sotto, il porto di Catania).
Alle 16, una delegazione del Comitato dei trasportatori siciliani composta da Luigi Nicosia, Salvatore Bella, Maria Giovanna Termini, Luigi Cozza e Carmelo Arcoleo sarà ricevuta dal presidente della Regione Renato Schifani.
Non ci stanno, però i padroncini, cioè i piccoli trasportatori. “Noi non aderiamo”, spiega Giuseppe Richichi. Ma i ‘big’ sono in grado di condizionare gran parte delle forniture.
Sicilia, bloccate le merci nei porti
“Il 90% delle imprese che fanno intermodalità da stamattina è ferma nei principali porti dell’isola, ci rimarremo per 5 giorni, non movimentando i semirimorchi in entrata e in uscita, in attesa che il Governo ci convochi per il caro navi e caro gasolio. O si troverà una soluzione o ci fermeremo a oltranza”.
Salvatore Bella è il portavoce del Comitato degli autotrasportatori, minaccia “che il fermo di 5 giorni proceda senza alcuna scadenza se, da parte del governo nazionale e da quello regionale, non saranno affrontati i nodi che stanno mettendo in ginocchio i big del trasporto”.
Le richieste degli autotrasportatori
Tra i punti che hanno scatenato la mobilitazione c’è l’Ets, spiega il segretario del Comitato trasportatori siciliani, la tassa ecogreen imposta dall’Europa ed estesa al trasporto marittimo: “Da due anni paghiamo circa 400 euro in più per viaggiare sulle navi, perché le compagnie di navigazione hanno trasferito le loro spese su di noi, facendo lievitare i nostri costi”.
A questo, osserva ancora Bella, “si aggiunge l’aumento del costo del carburante”. Un combinato disposto che “mette in ginocchio il sistema di trasporto, in particolare quello siciliano”. Bella conferma la “disponibilità a confrontarsi con la Regione Siciliana”, apprezzandole la disponibilità, ma, spiega “la soluzione può arrivare soltanto dal governo nazionale: ci siamo già confrontati col ministro Matteo Salvini e col viceministro Edoardo Rixi, aspettiamo le loro risposte”.
“Il nostro obiettivo – conclude Bella – è quello di non rifornire le GDO almeno fino a che non avremo impegni scritti”.

