ACI SANT’ANTONIO (CATANIA) – Cresce la preoccupazione per il futuro della SIFI Group, azienda farmaceutica con sede nel Catanese, recentemente acquisita dal gruppo spagnolo Faes Farma. Secondo indiscrezioni sempre più insistenti, sarebbero almeno cinquanta i licenziamenti in arrivo, distribuiti tra diverse aree aziendali.
L’operazione di acquisizione si è conclusa nel terzo trimestre del 2025 con un investimento di 270 milioni di euro da parte della multinazionale iberica, finalizzato a rafforzare il proprio portafoglio nel settore oftalmico e consolidare la presenza in Europa e America Latina. Una scelta industriale che aveva fatto parlare di rilancio e sviluppo, ma che oggi si accompagna a voci di tagli al personale.

A lanciare l’allarme è il sindaco di Aci Sant’Antonio, Quintino Rocca, nel cui territorio ricade lo stabilimento. “Siamo sconcertati e preoccupati per le tempistiche repentine e per le modalità con cui si starebbe procedendo”, afferma il primo cittadino.
“Faes Farma ha acquistato un’azienda sana, non un animale morente. Vogliamo capire quali siano le motivazioni di questi licenziamenti e quale futuro si intenda garantire allo stabilimento e ai settori strategici come Ricerca e Sviluppo”.
Rocca annuncia di aver già contattato l’onorevole Anthony Barbagallo, che starebbe predisponendo un’interpellanza parlamentare, e chiama in causa tutte le istituzioni, dal presidente della Regione Siciliana Renato Schifani ai sindacati e al Governo nazionale.
“Non è una battaglia politica, ma una battaglia di territorio – sottolinea –. Non possiamo permettere che un’azienda siciliana venga acquisita e, dopo pochi mesi, ridimensionata. Le nostre eccellenze vanno tutelate”.
Al momento non risultano comunicazioni ufficiali da parte dell’azienda. La vicenda resta aperta e potrebbe approdare presto sui tavoli istituzionali regionali e nazionali.

