“Spero che Bianco| lavorerà per Catania”

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07 Dicembre 2014, 05:02

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CATANIA- L’ex sindaco di Catania Raffaele Stancanelli per la prima volta dopo la conclusione della campagna elettorale rompe il silenzio. Lo fa per rispondere alla lettera aperta, “molto bella” dice, che Bianco ha inviato, attraverso LivesiciliaCatania, ai catanesi. Lo fa a conclusione di un anno che lo ha visto in prima linea nella ricostruzione del centrodestra siciliano “attorno a Nello Musumeci”. E affronta tutti i temi che hanno caratterizzato i primi 18 mesi dell’amministrazione Bianco. Dall’abbattimento del ponte Gioeni al bilancio, dall’indagine su bilanci “falsificati” agli ex autonomisti che erano al suo fianco e adesso governano col centrosinistra. Un’intervista fiume, nella quale il sindaco risponde a distanza all’assessore Licandro su alcune questioni. E c’è stato tempo per parlare anche dell’aggressione a Bianco, del momento più bello e di quello più drammatico della sua sindacatura conclusasi nel 2013.

“PARLO DA CATANESE”. “Vorrei parlare da normale cittadino, abito a Catania, mi sono fatto un mio giudizio, ma penso che i catanesi abbiano chiaro come stanno andando le cose. Non sarò io a dire che ho lasciato Catania in buone condizioni”.

Inizia con un tira e molla, e un ex sindaco deciso a non parlare di Catania, la lunga intervista avvenuta dopo la manifestazione palermitana che ha consacrato Nello Musumeci leader del centrodestra siciliano, almeno agli occhi di Stancanelli e di coloro che stanno all’opposizione di Crocetta.

IL PIANO. Ed è dall’eredità lasciata a chi l’ha seguito sullo scranno più alto di Palazzo degli Elefanti, che Stancanelli punta l’attenzione: “Il Piano di rientro che è stato approvato dalla Corte dei Conti -dice a LivesiciliaCatania- è quello che avevamo lasciato noi, se oggi Catania può continuare in quell’attività di riequilibrio lo si deve a quel Piano.

Alcune iniziative che sono state inaugurate erano state finanziate da noi, sotto il profilo amministrativo c’è una continuità su alcune scelte fatte dalla mia amministrazione. Per quanto riguarda gli uomini che appoggiavano la mia maggioranza c’è chi è sempre coerente, c’è chi ritiene in maniera legittima, ma sfidando il giudizio che devono dare gli elettori, di spostarsi in base alle evenienze e convenienze. Non è un caso se il 60% degli alleati di Bianco provengono dal Mpa”.

“ENZO”. “Non mi sembra opportuno pronunciare giudizi su Bianco. Io non sono stato votato per essere rieletto sindaco, si vede che non sarò stato bravo a convincere i catanesi del mio modo di amministrare e giustamente non sono stato rieletto”. C’è rimasto male? “Chi impiega 5 anni delle propria vita -risponde Stancanelli- rinunciando a qualunque altra attività politica per la città che ama, è chiaro che inizialmente ci resta male, ma poi ho riacquistato la serenità”. “Io ho lavorato 5 anni -incalza l’ex sindaco- perché questa città che era arrivata ai minimi termini migliorasse. Adesso Bianco è il sindaco di Catania e mi auguro che al di là delle vetrine, degli spettacoli, possa proseguire il lavoro per la nostra città”.

INCHIESTA SUI BILANCI STANCANELLI. Alla domanda sull’inchiesta della magistratura che lo vede indagato nel procedimento sulla presunta falsificazione dei bilanci comunali, per evitare il dissesto, Stancanelli risponde senza esitazioni: “Nelle carte non c’è alcunché. Tante volte ho dimostrato di essere reattivo quando mi considero attaccato. Qui sono accusato di aver evitato il dissesto di Catania avendo una responsabilità oggettiva per attività non svolta dal sindaco, trattandosi di atti amministrativi predisposti dai dirigenti. Io non do la colpa agli altri, non mi appartiene culturalmente. Se ci sono degli errori nei numeri si deve vedere chi li ha fatti. Non ce ne sono, ma gli errori non possono mai incidere sull’attività politica e di indirizzo. Il sindaco e la giunta non approvano alcun rendiconto, mandano i documenti al consiglio comunale che ha gli elementi per accertare ogni cosa. Io sono sereno, aspetto che la giustizia faccia il suo corso. Voglio sottolineare che non sono indagato per aver rubato, né per aver pilotato appalti, corrotto qualcuno, né per qualsiasi altro reato infamante. Sarei accusato di aver evitato il dissesto di Catania, le devo confessare che da un punto di vista della mia azione amministrativa è un complimento e non un reato”.

IL PIU’ BEL RICORDO. “Ne ho tanti. Non so fare una graduatoria o una classifica. Per me andare nelle scuole era meraviglioso, lo facevo una volta la settimana, sono andato in moltisime scuole, essere salutato in giro quando incontravo qualcuno, era una cosa che mi faceva molto piacere perché mi dedicavo alle piccole cose. Sono tanti sguardi, ringraziamenti, persone che ancora oggi mi guardano con simpatia, sono una persona che oggi può andare ovunque senza essere insultato. Avrò commesso tanti errori, ma la gente ha capito che se li ho commessi non c’era né la malafede, né il motivo di andare contro questa o quella persona.

AGGRESSIONE A BIANCO. Non ha dubbi Raffaele Stancanelli: “La violenza va condannata senza se e senza ma. A lui va tutta la mia solidarietà. L’unica cosa che mi fa specie è che io sono stato aggredito due volte durante alcune manifestazioni, mi è stata bruciata la sede, ma ho visto che forse perché non ho la capacità di ampliare e fare da megafono alle attività positive o negative che ho fatto, che tutto questo spiegamento che c’è stato per Bianco, legittimo, nei miei confronti non c’è mai stato. Ma la violenza va condannata sempre. Una cosa che non ho gradito è che un personaggio che fa parte della giunta, che rappresenta lo 0,01 dei catanesi, un certo assessore alla Bellezza…Licandro…ha detto che quell’aggressione era quasi responsabilità della precedente amministrazione. Ma come può dire queste cose se un soggetto isolato con problemi psichici fa quell’atto che sicuramente è da condannare? Questo è il tipico atteggiamento di chi è convinto che la politica sia una contrapposizione tra buoni, ottimati, fautori del progresso che stanno a sinistra e i rozzi, i beceri che stanno a destra. E’ un atteggiamento che non aiuta quella concordia che lo stesso Bianco ha richiamato nella lettera che avete pubblicato”. Una lettera che è piaciuta a Stancanelli, che ha gradito “l’invito fatto ai cittadini di ritrovare la concordia”

RABBIA E AMORE. “Io conoscevo le difficoltà del Comune di Catania, appena sono entrato e ho preso contatti con la realtà mi sono reso conto che ci trovavamo in una situazione disastrosa. Era una situazione difficilissima nella quale abbiamo messo passione, responsabilità e sacrificio per uscire dai guai. E’ stata anche una sfida con me stesso per capire quanto amore avessi per questa città, e ho dato tutto me stesso. Ho rinunciato due volte a un seggio parlamentare e non ho avuto alcun dubbio. Io ero parlamentare e sindaco senza avere la doppia indiennità come altre decine di sindaci nel resto d’Italia”. E la sentenza della Corte Costituzionale? “Quando c’è stata la sentenza sono stato l’unico sindaco insieme a Cristaldi ad applicare la sentenza dimettendomi da parlamentare. E’ stata una scelta immediata”.

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QUELLA VOLTA A ROMA. Giacomo Rota, segretario della Cgil, in una lunga intervista di imminente pubblicazione ha detto che Stancanelli “ha sempre mantenuto gli impegni assunti”, anche quando andò a Roma il 14 agosto per i lavoratori windjet. “Ringrazio Rota per questo -risponde Stancanelli- ero stato attaccato per essere andato a Roma a farmi il ferragosto, in realtà ero andato lì per i lavoratori della windjet, ho fatto il mio dovere. Tutti i sindacalisti possono testimoniare che io li ricevevo, mi impegnavo e quando prendevo un impegno lo mantenevo. Il fatto che Rota, che è della Cgil ed è un mio avversario poltico, dica queste cose mi fa molto piacere.

“PROMESSE ELETTORALI”. “Non ho fatto slide e non è un mistero che 5 o 6 categorie non mi hanno votato perché non avevo preso impegni su determinate cose”. A cosa si riferisce? “Ad alcune categorie -risponde Stancanelli- che mi chiedevano delle cose che non si potevano fare perché la legge non ce lo permetteva. Altri presero l’impegno e furono votati. Ad un anno e mezzo di distanza nessuno di quegli impegni, presi da altri, è stato rispettato”.

TONDO GIOENI. “Mi sono assunto la responsabilità di non abbatterlo perchè mi era stato spiegato che sarebbe accaduto quello che sta accadendo ogni giorno, cioè che la città sarebbe stata divisa in due intasando il traffico”. Stancanelli rivendica un fatto specifico: “Quando mi è stato detto che si sarebbe intasata la città ho verificato le condizioni di sicurezza. Se fosse stato pericoloso lo avrei abbattuto, ma l’Università di Catania, attraverso la facoltà di Ingegneria, presentò al Comune una perizia nella quale si sosteneva che non c’era alcun problema, ma che bisognava fare soltanto un intervento per un ammaloramento normale dopo decenni e in quella direzione ci stavamo muovendo”. “E’ stato abbattuto -aggiunge Stancanelli- e si sono verificate le conseguenze previste dagli esperti che avevamo interpellato”. Conclude su questo punto l’ex sindaco: “L’abbattimento del ponte Gioeni è una scelta legittima, ma di cui si pagano poi le conseguenze e i cittadini valutano se quella scelta legittima è anche opportuna”.

I SACCHI NEL LUNGOMARE. L’ex sindaco interviene anche sullo scandalo, sollevato da LivesiciliaCatania, della presenza di centinaia di sacchi contenenti inerti al largo del lido Bellatrix, rimasti in fondo al mare perché i fondi a disposizione dell’amministrazione Bianco, sono stati dirottati verso il completamento delle opere a terra. In questo modo è stata possibile l’inaugurazione della tanto attesa rotonda. “E’ stata fatta una scelta precisa da chi mi ha seguito al Comune: piuttosto che togliere i sacchi dal fondo del mare è stata inaugurata una rotonda con le stesse risorse. La rotonda è più visibile, togliere i sacchi non crea visibilità. Non si inaugura l’eleminazione dei sacchi. Distrarre le somme per fare la rotonda era molto più utile per l’immagine che si deve dare ai cittadini. Ciascuno fa le proprie scelte”.

“MUSUMECI LEADER DEL CENTRODESTRA”. “Quest’anno ho lavorato molto per il centrodestra, un’area che è stata sempre maggioritaria in Sicilia ma non lo è dal punto di vista dei risultati politici conseguiti ultimamente. Sto lavorando per ricompattare quest’area. I partiti che si trovano nel centrodestra sono divisi e hanno strategie diverse. Pensi che Forza Italia è all’opposizione ma collabora in maniera concreta con Renzi. La Lega e Fratelli d’Italia sono all’opposizione. Le persone che vengono dalla destra, e io non ho mai rinnegato le mie origini, da quando ho iniziato a fare politica nel Movimento sociale italiano, penso che abbiamo un onere, creare le premesse per ricompattare il centrodestra. Oggi la vedo difficile, e i risultati elettorali lo dimostrano”. Stancanelli sottolinea che manca un tavolo di discussione regionale tra le forze del centrodestra: “Dopo l’incontro di luglio avevamo proposto una cabina di regia del centrodestra. Ci sono ancora molti egoismi e noi stiamo lavorando perché questi egoismi non ci siano più. La manifestazione a Palermo della settimana scorsa, al fianco di Nello Musumeci, leader dell’opposizione al governo Crocetta, va in questo senso. Musumeci sta dimostrando come si deve fare opposizione e la manifestazione di Palermo ha dimostrato che esiste nell’opinione pubblica siciliana l’aspettativa del centrodestra unito”.

SALVINI. L’ex sindaco di Catania si concentra sul leader della Lega Nord, Matteo Salvini: “Se ancora la classe politica, il Pd di Renzi e Forza Italia insistono perché le scelte dei cittadini debbano essere fatte in alcune stanze predisponendo liste bloccate è chiaro che si alimenta la divaricazione tra gente e partiti. Detto questo è chiaro che la Lega ha rappresentato in quest’ultimo periodo alcune tematiche sentite dai cittadini che vivono quotidianamente numerosi problemi. La destra in tante occasioni, in modo meno incisivo, ha portato avanti queste tematiche, ma la Lega all’articolo 1 del proprio statuto parla di secessione e chi è di destra ha innato nel proprio dna il valore patriottico e nazionale”. In ogni caso, tra il centrodestra che vorrebbe Stancanelli, e la Lega, “è possibile se si rinuncia alla secessione”

FIRRARELLO E GLI AUTONOMISTI. “Durante la mia sindacatura fui più volte attaccato da lui. In campagna elettorale si schierò apertamente con me, abbiamo recuperato i rapporti personali ma adesso non condivido la scelta che ha fatto di sostenere il governo Renzi”. Gli unici interlocutori possibili, per il progetto del nuovo centrodestra siciliano, sono gli automisti rimasti all’opposizione di Crocetta e Bianco. Come si recupera il rapporto con la gente? “Non solo facendo slogan -risponde Stancanelli- Berlusconi recuperò il centrodestra ma tutto si basò sul personalismo. Oggi si parla solo di partiti personali e televisivi, quello di Berlusconi, di Renzi, di Salvini…la gente vuole parlare con i propri rappresentanti. Questo è l’insegnamento che ci hanno tramandato i nostri politici di riferimento. Si dialogava con la base e nel territorio. In ogni comune c’era una sezione nella quale ci siriuniva. Non esisteva angolo dell’Italia in cui non c’era una sezione del Msi o del Pci. Esisteva la struttura di partito che dialogava con la gente”. “Io penso che il centrodestra -dice Stancanelli- abbia nelle componenti popolari la possibilità di rigenenrarsi, attraverso una classe dirigente rinnovata. Dobbiamo dare la possibilità a tanti giovani di esprimersi in poltica. Ecco perché le liste bloccate non permettono la formazione di una classe drigente di rilievo”.

LA PROSSIMA MOSSA “Continuerò questo lavoro che sto facendo assolutamente silenzioso in giro nelle province siciliane. Non vedo perché in Sicilia non possiamo creare un grande schieramento che oggi non può essere attorno ad un rappresentante: Nello Musumeci. Abbiamo compreso che attorno ad un personaggio che ha saputo amministrare, e che è rispettato a destra e a sinistra, possiamo ripartire. Lo slogan che più mi piace -conclude Stancanelli- è “Prima la Sicilia” e in questo Nello Musumeci ha un ruolo fondamentale”.

 

 

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07 Dicembre 2014, 05:02

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