Super Camera, i nomi in ballo |Scatta la corsa alle poltrone

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22 Settembre 2017, 06:01

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CATANIA – Sette più uno. È questa la formula matematica a cui tende la Super Camera del Sud Est il cui consiglio è stato convocato per oggi con un unico punto all’ordine del giorno: l’elezione della giunta. Ogni componente avrà a disposizione due voti per eleggere i membri della giunta. In base allo statuto della Camera i componenti dovrebbero essere cinque ma un’attenta lettura della Legge Madia, per le Camere che superano le 80.000 imprese, e un sì ufficiale del Mise, li ha portati a sette. Sette più uno: il presidente. Cioè Pietro Agen, eletto lo scorso 4 settembre.

A pochissime ore dalla convocazione ci sono ancora aggiustamenti, abboccamenti, incontri. C’è anche qualche piccola “musione” che rubiamo a Camilleri e che, in fondo, ci sta tutta. La vittoria della cordata che fa capo a Confcommercio è una vittoria di squadra e ciascuno tende al suo piccolo posto al sole. Senza emolumento, ma al sole.

Si potrebbe pensare che i nomi siano già stati decisi ma questo è vero solo in parte, di sicuro c’è che i membri della giunta devono essere scelti rispettando determinati diktat. Il primo di questi rientra nell’obbligo di rappresentanza di quattro settori: industria, agricoltura, commercio e artigianato. Il secondo non è un vero obbligo imposto ma si potrebbe definire una scelta di opportunità, cioè la quota rosa. Il terzo è ancora meno determinante e riguarda la rappresentatività delle province che compongono adesso la Super Camera, cioè Catania, Siracusa e Ragusa. Per questo aspetto va sottolineato che non ci sono obblighi di alcun genere, paradossalmente tutti i membri in giunta potrebbero essere di Catania o di altra provincia. Ma nei fatti, pensare che ciò possa accadere, è praticamente impossibile.

Ma allora chi potrebbero essere questi sette? In un “potrebbero” molto sottolineato partiamo dal più probabile di tutti non fosse altro perché, al momento, è l’unico di questo settore ad essersi presentato in consiglio: Fabio Scaccia per l’industria. Anche al commercio la scommessa sembra facile e ipotizzare che sarà eletto Riccardo Galimberti, attuale presidente della territoriale catanese, sembra la mossa più probabile. Per gli artigiani gira il nome di Michele Marchese (Casartigiani Siracusa) che è il più anziano tra i consiglieri. Il gioco si fa più interessante e le quote salgono come nelle scommesse, con il nome per l’agricoltura. Potrebbe essere Giovanni Pappalardo di Coldiretti ma di “ma” in questo caso ce n’è più di uno. Il perché partirebbe da Ragusa da dove voci di corridoio bene informate parlano del desiderio di avere due posti in giunta, come Siracusa. La quota rosa infatti arriverebbe proprio dalla patria di Archimede e dalla locale Confcommercio con Vincenza Agata Privitera. Ecco perché sul settimo nome non ci sono ancora indiscrezioni anche se c’è una certezza: non sarà Peppino Giannone. Indiscrezioni che volano a iosa – e su più fronti – sul sesto che risponderebbe al nome di Salvatore Politino, il leader di Confesercenti Catania su cui proprio Confesercenti avrebbe storto il naso.

Quanto ci sia di vero in tutto questo non spetta a noi dirlo, ma sembra che proprio Politino sarà scelto come vice presidente vicario. Questo incarico, però, verrà deciso dalla giunta una volta costituita. Potrebbe accadere domani – come è successo a Messina – o in un’altra seduta di giunta da concordare. Bisogna aggiungere che, dopo la Madia, questi incarichi sono tutti senza emolumento e che nulla vieterebbe che uno, o più, assumesse il vicariato anche in considerazione dell’ampia porzione di territorio rappresentato.

Sempre con il condizionale alla mano, Pietro Agen e la città di Ragusa troveranno un accordo? Sul piatto della bilancia ci sono tanti problemi da risolvere e solo a voler considerare i due più importanti la risposta più probabile sembra essere un Sì pieno.

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I due “problemi” da affrontare sono la privatizzazione della Sac e le pensioni dei dipendenti delle Camere da risanare e definire.

Riguardo alle pensioni lo stesso Agen ha detto che c’è un impegno a risolverlo a livello regionale e nazionale perché le Camere siciliane, con esclusione di quella di Ragusa, detengono e pagano le pensioni in modo assolutamente difforme rispetto a quelle del resto d’Italia. Una disparità che deve essere sanata a meno che non ci sia l’intenzione di portarle al fallimento. Ma non sembra sia questo il caso.

La privatizzazione di Sac SpA non è una novità ed è notizia di cronaca da anni anche se da maggio 2016, con l’intervento di Crocetta, ha subito un deciso cambio di rotta in questa direzione. L’obiettivo è la privatizzare e questo significa che un investitore privato ne dovrà, quando sarà, assumere il controllo. Ciò non toglie che si sia tornato a parlare – ma anche in questo caso si tratta di voci di corridoio – di modifica dello statuto proprio in riferimento a quei famosi articoli 22 e 23 – quelli sui requisiti dei componenti il CdA, per intenderci anche se non ci sarebbe l’intenzione di alcuna modifica per i due ruoli apicali – che tanto ha fatto discutere nell’estate 2016 prima con la nomina, poi decaduta, di Ornella Laneri e poi con quella di Nico Torrisi attuale amministratore delegato di Sac SpA. Torrisi è anche presidente di Federalberghi e consigliere della Super Camera anche se qualcuno sostiene sia prossima, ma non immediata, una sua dimissione da quest’ultimo incarico. Il sostituto sarebbe già pronto: Dario Pistorio di Confcommercio.

In attesa di sapere cosa succederà durante la seconda seduta del Consiglio fissata per domani alle 10.30, chiudiamo con una notizia certa.

Stamattina c’è stata l’ultima – ma solo in ordine di tempo – udienza davanti al Tar per il ricorso presentato dalla cordata che faceva capo a Confindustria e che ora si chiama “Sicilia Impresa Associazione delle Micro Piccole e Medie Imprese della Sicilia”, nelle tre delegazioni di Catania, Siracusa e Ragusa. “Durante l’udienza, l’Avv. Prof. Longo, ritenute le esigenze delle associazioni ricorrenti apprezzabili favorevolmente e tutelabili adeguatamente con la sollecita definizione del giudizio nel merito, anche in considerazione dell’insediamento del Consiglio camerale medio tempore intervenuto, abbia chiesto il rinvio dell’udienza per la discussione del ricorso nel merito. Sennonché, a seguito della produzione, alla medesima udienza, del documento recante il D.M. dell’8 agosto 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 19 settembre 2017, da parte dell’Avv. Prof. Cariola, difensore del Commissario ad acta della Camera di Commercio, industria, Artigianato ed Agricoltura di Catania, Ragusa e Siracusa della Sicilia Orientale, l’Avv. Prof. Longo ha ravvisato l’opportunità di richiedere un breve rinvio della Camera di Consiglio, fissata poi dal Collegio in data 19.10.2017”.

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