Palermo, tangenti alla Motorizzazione e i "titolari di altre agenzie"

Tangenti alla Motorizzazione: i “più forti”, le “altre agenzie” e mister X

L'inchiesta per corruzione non è chiusa

PALERMO – Era una corsa a chi offriva servizi più efficienti. Minimo sforzo, massimo risultato e cioè mettersi una patente nautica in tasca senza incorrere nella bocciatura. Oppure, così sostiene la Procura di Palermo, senza neppure la fatica di studiare o, peggio, di sostenere la prova pratica.

Dopo avere svolto l’esame alla Motorizzazione di Palermo un candidato raccontava di aver visto tanti altri come lui già in possesso delle risposte corrette ai quiz. Giuseppe Cardinale, uno dei principali indagati per corruzione, chiariva che loro erano “più forti” poiché consentivano ai candidati di lasciare i compiti “in bianco”.

Non ci sarebbe stato bisogno di copiare le risposte fornite in anticipo da un funzionario infedele. Successivamente qualcuno avrebbe preso i fogli in bianco e avrebbe compilato i quiz con le risposte esatte. “Aggiustiamo tutte cose”, diceva Felice Cardinale, ex funzionario della Motorizzazione che da pensionato collaborava con l’agenzia del figlio.

Ci sono parecchi spunti su cui ancora gli investigatori della Polstrada stanno lavorando. Come quello che riguarda un mister X chiamato semplicemente “Catania” per conto del quale era stata pagata una tangente da 4.000 euro. Di chi si tratta? Di un altro responsabile di scuola guida?

Il giudice per le indagini preliminari Filippo Serio, che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di cinque indagati, lo scrive in maniera chiara: “Le indagini hanno rivelato l’esistenza di stabili rapporti fiduciari tra operatori del settore e pubblici funzionali di riferimento, nonché l’esistenza di rapporti di collaborazione dei titolari di altre agenzie al fine di potersi garantire rapporti privilegiati con più funzionali contemporaneamente”. Si guarda anche anche ad alcune scuole guida della provincia.

Ciclicamente la magistratura interviene per ipotesi di corruzione alla Motorizzazione. Ipotesi che in molti casi hanno già portato alla condanna di diversi imputati. Il modus operandi sarebbe ripetitivo con i funzionari sorpresi dalle telecamere in bagno mentre contano soldi che gli investigatori bollano come tangenti.

Le ultime inchieste, prima del nuovo scandalo, hanno portato alla condanna e al secondo arresto del funzionario Luigi Costa che lavorava nel settore “autoveicoli” (immatricolazioni e cambio di destinazione d’uso dei mezzi), ora si indaga nel settore “conducenti” (patenti di guida e nautiche).“Sistema corruttivo diffuso”, scrive il Gip.

Dietro l’armadio della camera da letto, dentro un sacchetto di plastica, nascondeva 590 mila euro che sommati ai soldi di cui si parla nell’ultima inchiesta fanno risaltare “il sistema corruttivo diffuso”.


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