Catania

Tentata estorsione, 2 condanne: 5 anni al “nerone” del racket

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14 Giugno 2021, 17:41

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CATANIA – Lo avevano definito Nerone, come l’imperatore passato alla storia per “l’incendio di Roma”. Lucio Patanè è stato condannato a cinque anni e 3.300 mila euro di multa per tentata estorsione e danneggiamento aggravato. La sentenza è della prima sezione penale del Tribunale di Catania, giudice Manuela Matta. Pena invece di 3 anni e 2 mila euro per Ida Musumeci, che sarebbe ‘l’istigatrice’ dell’azione criminale ai danni di un’imprenditore di un’azienda agricola Sebastiano Costa. Che, supportato dall’associazione antiestorsione di Catania, ha avuto la forza nel 2016 di denunciare i soprusi subiti. Il Tribunale ha riconosciuto alla vittima 55 mila euro di risarcimento e all’associazione invece 3.300 euro. La giudice ha fissato nel termine di 90 giorni il deposito delle motivazioni della sentenza.

La denuncia

“Denunciare è l’unica soluzione”, ha sempre detto Nicola Grassi, presidente dell’associazione Antiracket. E questo verdetto, con pene così pesanti, è un esito giudiziario che dà il giusto imprinting alla lotta al racket. Dà fiducia.

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L’inchiesta

L’impianto accusatorio è stato fondato su una serie di intercettazioni che hanno permesso, all’indomani della denuncia, di incastrare Patanè e Musumeci che – da quello che emerge dall’inchiesta – sarebbero stati legati da un rapporto sentimentale. I locali dell’imprenditore, pronto ad inaugurare, sono stati gravemente danneggiati e vandalizzati. Danni quasi per 50mila euro. Ad “armare” la mano di Lucio Patanè sarebbe stata Ida Musumeci, venditrice ambulante di prodotti tipici locali, che non avrebbe visto di buon occhio l’apertura dell’attività di Costa. A pochi passi dalla sua. 

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14 Giugno 2021, 17:41

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