È finito in carcere con l’accusa di tentato omicidio l’uomo che, secondo gli investigatori, il primo settembre scorso avrebbe travolto con la propria auto due giovani in scooter in una stazione di servizio di Brancaccio, a Palermo, per poi colpirli insieme ad altre persone. L’ordinanza di custodia cautelare, firmata dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Palermo su richiesta della Procura, è stata eseguita dagli agenti della Squadra di polizia giudiziaria del commissariato “Brancaccio”. L’uomo è stato rintracciato in Sardegna, dove si era trasferito dopo i fatti.
Tentato omicidio a Palermo, la ricostruzione
Alla base dell’episodio ci sarebbero vecchi dissapori legati a una relazione sentimentale con una ragazza. L’indagato, stando a quanto ricostruito, aveva fissato un incontro con uno dei due giovani presso un impianto di carburante della zona. Arrivato sul posto a bordo della sua vettura, però, non si sarebbe fermato per parlare con lui: avrebbe invece continuato la corsa, centrando lo scooter su cui viaggiavano il ragazzo e un amico.
Il pestaggio dopo l’impatto
Subito dopo l’urto, l’uomo sarebbe sceso dall’auto scagliandosi contro le due vittime, già a terra e ferite. Al pestaggio avrebbero partecipato anche altre persone: alcune avrebbero colpito direttamente i giovani, altre avrebbero sostenuto il gruppo e contribuito a intimorire i due ragazzi. Il violento episodio sarebbe durato diversi minuti, fino a quando gli aggressori si sono dileguati. I feriti sono stati trasferiti al Policlinico di Palermo, dove i medici li hanno giudicati guaribili rispettivamente in 15 e 7 giorni.
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Decisive le immagini delle telecamere
Gli accertamenti avviati subito dagli investigatori del commissariato hanno permesso di ricostruire passo dopo passo quanto accaduto e di dare un nome ai partecipanti. Un ruolo chiave lo hanno avuto le registrazioni degli impianti di videosorveglianza della zona, incrociate poi con verifiche sul territorio. Gli elementi raccolti hanno delineato la sequenza dei fatti e fatto emergere gravi indizi a carico dell’indagato.
La fuga in Sardegna
Quando gli agenti si sono presentati a casa sua, l’uomo non c’era: aveva già lasciato Palermo. Le ricerche, proseguite senza interruzioni, hanno consentito di localizzarlo in Sardegna. In collaborazione con il commissariato di Porto Cervo, gli investigatori lo hanno raggiunto e gli hanno notificato il provvedimento. È stato quindi condotto nel carcere di Sassari-Bancali, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
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