Terremoto giudiziario al Comune |Le reazioni di sindacati e associazioni

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16 Marzo 2018, 16:30

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CATANIA – Il terremoto giudiziario che sta scuotendo il Comune di Catania continua a raccogliere commenti e reazioni. La Cgil di Catania esprime sdegno e amarezza per quanto emerso dall’operazione “Garbage affair” condotta stamattina dalla DIA”, scrive in una nota il sindacato etneo. “Nel ribadire ancora una volta la propria fiducia nella magistratura, spera che venga fatta chiarezza in tempi brevissimi,  – si legge nella nota – affinché venga restituita dignità e trasparenza ad un settore nevralgico come è quello dei rifiuti. Il comparto rifiuti è decisivo per il benessere primario dei cittadini e per tutti i lavoratori che vi gravitano a vario titolo”. “A fronte dell’enorme quota di esborso di denaro pubblico – al quale ovviamente partecipano i cittadini siciliani e catanesi- è fondamentale che il cerchio venga chiuso e che tutte le responsabilità vengano a galla. Quello dei rifiuti è un settore che troppe volte e in troppe versioni ha colpito la credibilità delle istituzioni e della trasparenza”.

Al coro di indignazione si unisce anche l’AssoConsumatori Consitalia che ha deciso di costituirsi parte civile “in difesa dei cittadini utenti consumatori danneggiati per spreco di denaro pubblico tramite manipolazioni gestite da comitati d’affare i quali oltre a lucrare in danno di fondi pubblici offrono pessimi esempi di gestione e pulizia”.  “Siamo certi che quanti appreso da notizie stampa e Tg sia l’inizio di una lunga scia di anomalie e infiltrazioni che potrà condurre ad altri nuovi e ulteriori riscontri e sviluppi giudiziari”, spiega Alfio Fabio Micalizzi, presidente regionale dell’associazione.  

Sul caso è intervenuta anche la Uil etnea. “I lavoratori dell’Igiene ambientale, spesso in arretrato di mesi con gli stipendi, e i cittadini sono le prime vittime di un sistema rifiuti che a Catania come altrove è colpevolmente inefficiente. Per questo, va espressa gratitudine a magistratura e forze dell’ordine ogni qualvolta contribuiscono a fare luce su tanti guasti criminali”. Lo affermano i segretari generali di Uil e UilT Catania, Enza Meli e Salvo Bonaventura, che aggiungono: “Oggi, abbiamo avuto notizia di un’inchiesta sul sistema di raccolta rifiuti nella provincia. Non è la prima, temiamo che non sarà l’ultima. Gli enti pubblici alzino la guardia, rafforzino i propri anticorpi contro il malaffare. E magari assicurino ai residenti un servizio degno di questo nome”.

Anche l’Ugl prende posizione. “L’inchiesta di oggi ha fatto emergere aspetti gravi, ed allo stesso tempo inquietanti, sull’intera gestione dei servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti nella città di Catania. In un solo colpo i timori che come Ugl già tempo addietro avevamo espresso sono stati confermati e, ancora una volta, sono i cittadini ed i lavoratori a pagare il conto salato di azioni spregiudicate in spregio al bene comune”. Lo afferma il segretario generale territoriale di Catania dell’Ugl Giovanni Musumeci ed il segretario provinciale della Ugl Igiene ambientale Santo Gangemi, sottolineando di “continuare a riporre massima fiducia negli inquirenti affinché possano fare piena luce, liberando il territorio da questi cancri che ne impediscono la crescita e lo sviluppo”. “Se Catania è una delle città dove la percentuale di raccolta differenziata è ai minimi regionali – aggiungono – lo si deve anche a chi ha permesso fino ad oggi tutto questo, girandosi dall’altra parte. E’ palese che, a questo punto, l’assessore al ramo non tarderà a trarre le sue conclusioni”.

Anche l’associazione che difende i consumatori si dichiarerà parte civile. “Il Codacons rivolge un plauso all’operazione della Dia e della Procura di Catania e si costituirà parte offesa e chiederà nei confronti dei responsabili di risarcire i cittadini catanesi fino all’ultimo centesimo, pagando anche gli interessi legali”. Lo afferma sull’inchiesta ‘Garbage affair’ il presidente regionale dell’associazione, l’avvocato Giovanni Petrone.  

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L’associazione “Antimafia e Legalità” si congratula con la Procura della Repubblica e con la DIA di Catania per aver fatto luce su l’ennesimo grave episodio di corruzione che coinvolge pubblici funzionari e imprenditori. In attesa che il processo stabilisca le varie responsabilità penali, non si può tacere su quelle politiche. Alcune domande esigono risposta. – Chi ha nominato ai livelli più elevati dell’amministrazione i funzionari coinvolti nell’inchiesta? – Vi erano i controlli interni e, in caso affermativo, come mai non hanno funzionato? – Su un appalto così importante qual è stato il ruolo del Sindaco e dell’Assessore alla Ecologia? Sono domande che non possono essere eluse. In un Paese normale e in una città normale i vertici politico-amministrativi dovrebbero trarre le doverose conclusioni: dimettersi. Ma sappiamo che ciò non avverrà’. Per quanto riguarda la nostra Associazione valuteremo se vi saranno le condizioni per chiedere di essere ammessi alla costituzione di parte civile nel futuro processo. Con amarezza rileviamo che, ancora una volta, il controllo di legalità è affidato alla Magistratura.

Codici Sicilia: Quanto emerso dalla inchiesta ‘Garbage affair’ condotta dalla Procura di Catania in collaborazione con la Direzione Distrettuale Antimafia che ha portato stamane agli arresti di alcuni alti dirigenti e funzionari del Comune di Catania ci consegna un’immagine dell’Ente Comunale catanese del tutto permeabile ai fenomeni corruttivi, agli intrecci di potere e al clientelismo più becero e asservito ad interessi torbidi.
Più volte in questi anni, come associazione dei consumatori abbiamo evidenziato come la gestione della raccolta dei rifiuti in città fosse del tutto deficitaria nonostante gli altissimi costi a carico dei cittadini ma la risposta dell’Amministrazione è stata sempre quella di trincerarsi dietro ad un silenzio assordante.
Per quanto ci riguarda, ci congratuliamo con gli inquirenti e speriamo che si faccia quanto prima piena luce su questa brutta vicenda che stando a quanto riferito dagli inquirenti, certificherebbe come in questi anni le tasse per lo smaltimento dei rifiuti, pagate profumatamente dai cittadini catanesi sarebbero servite invero non per la comunità ma per garantire gli interessi di pochi. Tutto questo è inaccettabile!
Lo afferma in una nota l’Associazione Nazionale dei Consumatori CODICI – Centro per i Diritti del Cittadino.

«Siamo molto preoccupati per le possibili ripercussioni che l’inchiesta su appalti e rifiuti al Comune di Catania potrebbe avere sui livelli occupazionali e sul decoro della città. Confidiamo nel lavoro della Magistratura e auspichiamo che possa fare chiarezza in modo tale che, quanto prima, venga restituita alla città di Catania dignità e opportunità di lavoro giusto e nella legalità». È quanto dichiarano Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl di Catania, e Mauro Torrisi, segretario del Presidio Fit Cisl etneo, in relazione all’inchiesta della Procura di Catania su appalti e rifiuti e all’operazione della DIA a Catania.

 

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16 Marzo 2018, 16:30

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