Cairoli: “Non dimentico le origini | In Brasile per vincere l’ottavo titolo”

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07 Settembre 2014, 09:00

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PALERMO – Ad un passo dalla storia, a cavallo delle due ruote della sua KTM numero 222: Tony Cairoli, in Brasile, può mettere il lucchetto al suo ottavo titolo mondiale di motocross, il sesto nella categoria principe del campionato mondiale, quella MX1 che da quest’anno è tornata ad essere denominata MXGP come nel 2003. Sulla pista di Trindade, al pilota nativo di Patti basta almeno un podio nelle due manche a disposizione per ipotecare il titolo iridato e rendersi così irraggiungibile a Jeremy Van Horebeek, pilota belga della Yamaha, attualmente secondo a 81 punti di distanza da Cairoli. Un’impresa che, nel peggiore dei casi, potrà essere raggiunta a Leon in Messico nella prossima settimana, o in Lettonia nella sfida conclusiva per l’assegnazione del mondiale motocross.

Dunque il 7 settembre può essere la data giusta per chiudere i conti, come conferma lo stesso Cairoli, intervistato in esclusiva da LiveSicilia Sport: “Sicuramente sì, può essere la data giusta. Certo, avrei preferito essere in Europa, ma un mondiale è sempre un mondiale e non importa dove lo vinci”. I calcoli matematici non preoccupano il pilota messinese, che ha nel podio l’obiettivo minimo: “Qualche calcolo si può sempre fare. Per fortuna, però,  il vantaggio è tale che fare calcoli non è una priorità. Certo, prima voglio pensare a vincere il mondiale e poi la gara, ma il mio obiettivo resta quello di vincere sia qui che in Messico”. Se un podio è l’obiettivo minimo, allora il numero 222 in pista sfreccerà sin da subito per collezionare la vittoria nella pista di Trindade, dove gareggerà per la prima volta: “Siamo venuti qui per la prima volta quest’anno. Di sicuro il Brasile mi piace molto per via del pubblico caloroso, che mi segue sommergendomi di messaggi su Facebook da settimane. Poi qui abbiamo giocato la partita di calcio con la squadra dei piloti, contro i giornalisti, i meccanici e la squadra di YouthStream e abbiamo vinto anche grazie ai miei gol. Domenica spero di segnare quello più importante”.

Un “gol” importantissimo, che sarebbe l’ottavo in carriera: una mole di titoli iridati da far invidia a chiunque, ma che non rende Cairoli un pilota appagato. La pressione resta tanta, anche se l’esperienza accumulata in questi anni si rivela preziosa nel gestirla: “Sicuramente, anche grazie al vantaggio, la vivo meglio ma anche l’esperienza ha il suo peso. Comunque mi preparo facendo tutto come sempre e senza cambiare nulla al mio approccio alla gara”. Quella che potrebbe essere l’ennesima vittoria al mondiale motocross porterebbe il messinese a due titoli da Stefan Everts, recordman della categoria con dieci mondiali vinti. Un primato che per il momento non è nei pensieri di Cairoli: “Io sono io, corro per il piacere di correre e di vincere. Paragonare i 10 titoli di Stefan ai miei non ha molto senso”.

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Intanto per Cairoli è pronta anche la prima avventura cinematografica, con un film sulla sua carriera che verrà presentato ad ottobre nella sua Patti: “Il film è qualcosa di inedito per un pilota di moto – dichiara il numero 222 della KTM – una cosa che non si è mai vista, un documentario sulla mia storia e sulla mia vita; spero che la gente lo vada a vedere”. Un film nel quale non ci sarà modo di inserire le immagini di un Tony in festa per l’ottavo titolo: “Purtroppo no, perché il film è già in fase di produzione, quindi non c’era il tempo di inserire le ultime gare”.

Quasi otto titoli in tasca dunque, per quel ragazzo che già a quattro anni cavalcava le mini moto nella sua Patti: “Penso mi sia rimasto quasi tutto di quei tempi, cambia poco, c’è sicuramente più esperienza ma l’entusiasmo col quale salivo in moto è rimasto immutato da allora. In questi momenti cerco di pensare a tutti i sacrifici che ho fatto in passato e che stanno per essere ripagati da questi successi, quindi delle belle sensazioni che mi accompagnano nel fine settimana”. Un ennesimo titolo che però non sembra possa dare una scossa all’ambiente messinese, come dichiara lo stesso Cairoli: “Ormai non penso abbia tanto significato per Messina, perché sono anni che vinco e si muove sempre troppo poco, non penso che un titolo in più cambi le cose, purtroppo”.

Un’ultima battuta, infine, sul suo concittadino Vincenzo Nibali, trionfatore nel Tour de France e altro alfiere dello sport messinese: “Non l’ho potuto seguire da vicino, purtroppo, perché avevamo sempre impegni concomitanti; ma sui social l’ho seguito sempre e poi prima della gara di Lommel ci siamo incontrati per il Criterium di Lommel e mi sono complimentato di persona con lui, una grande impresa la sua”.

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07 Settembre 2014, 09:00

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