Tranchina: “Non vivo con questo peso”

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30 Giugno 2011, 12:45

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“Devo pulire la mia coscienza, ho un peso che non mi fa vivere”. Così il neopentito Fabio Tranchina, rispondendo alle domande del pm della Dda Fernando Asaro al processo per il sequestro e l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo, ha spiegato le ragioni che l’hanno indotto a collaborare con la giustizia. “Io sono stato condannato per mafia ma ero a conoscenza, e per questo me ne sento responsabile, di fatti atroci”, ha proseguito, riferendosi evidentemente alla strage di via D’Amelio per cui ora è indagato. “Non si può vivere con questo peso – ha ripetuto tre volte con voce rotta – io non posso”.

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30 Giugno 2011, 12:45

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