Tuzzolino va ai domiciliari e rilancia | "Il Policlinico era della politica" - Live Sicilia

Tuzzolino va ai domiciliari e rilancia | “Il Policlinico era della politica”

Marco Tuzzolino

Marco Tuzzolino, referente per Palermo della ditta calabrese Euroservices, arrestato il 28 maggio per estorsione ed interruzione di pubblico servizio, è stato scarcerato. Davanti al Gip ha descritto la struttura come un bacino elettorale, tirando in ballo più volte l'ex manager Mario La Rocca.

Palermo, il caso
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PALERMO – Non solo nega le accuse, ma rilancia. Davanti al giudice per le indagini preliminari che gli ha concesso i domiciliari, Marco Tuzzolino è un fiume in piena. 

Nessun clima di intimidazione, né di minacce. E, soprattutto, nessun ricatto ai  dipendenti per costringerli, secondo l’accusa, a cambiare sindacato. Il referente per Palermo e provincia della ditta calabrese Euroservices srl, finito agli arresti il 28 maggio insieme a Dario Anzalone, con le accuse di estorsione e interruzione di pubblico servizio, nega tutto. Lo ha fatto, assistito dagli avvocati Debora Speciale e Alfonso Marsala, durante l’interrogatorio davanti al Gip Agostino Gristina, che ha concesso ad entrambi i domiciliari. Secondo il giudice, “ferma restando l’oggettiva portata del quadro indiziario, le esigenze cautelari si sono affievolite” alla luce degli “ampi e circostanziati” interrogatori.

Tuzzolino ha ripercorso tappa dopo tappa il periodo in cui la ditta di pulizie di Lamezia Terme ha gestito l’appalto al Policlinico. E ha più volte tirato in ballo l’allora direttore generale della struttura ospedaliera, Mario La Rocca, che sceglie di non replicare alle dichiarazioni di Tuzzolino, ma che in un’intervista a Livesicilia aveva parlato di una “guerra” da lui “combattuta da solo”.

“Io cercavo di relazionarmi con chi era al di sopra di tutti, con Mario La Rocca – ha dichiarato – che a me non mi voleva mai, non mi voleva mai… mi diceva sempre che c’erano degli uffici preposti ai quali dovevo rivolgermi”. Tuzzolino, in base alla sua versione, avrebbe, infatti, cercato di risolvere col direttore generale una situazione che a suo dire sarebbe stata “alla deriva”. Al suo arrivo “il personale era scoraggiato, tutta gente che comunque ti faceva tre ore, però in quelle tre ore non è che si può scherzare con l’ospedale. Sa – ha precisato davanti al giudice – io cercavo non perché avevo un conflitto, ma perché comunque capivo che le problematiche si potevano risolvere all’interno. Soprattutto – ha proseguito Tuzzolino – credevo a quella che era la pulizia e l’igiene per l’ammalato, perché là si entra e si muore”.

Un interrogatorio frammentato, durante il quale Tuzzolino ha parlato di “assunzioni per meriti politici”: “Io magari sono stato un po’ irruento – ha riferito al Gip – ma l’irruenza mia è un’irruenza professionale no perché io volevo essere un cafone o volevo bloccare la gente nella loro libertà, ma c’era gente che purtroppo non erano stati assunti per concorso, caro giudice. Questi sono figli di infermieri, figli di amministrativi, camerieri dei direttori sanitari, politica, gente che entra là dentro solo perché c’è la politica in mezzo ed io non ne faccio parte”. Poi, ha tracciato il quadro di una struttura sanitaria simile a un bacino elettorale: “C’è un meccanismo di voti e visto che ad ottobre del 2012 c’erano le regionali, La Rocca doveva dare qualcosa, perché lui non è che è stato messo così, è stato messo dalla politica di… l’onorevole Cascio doveva essere messo là…. Io ho creduto alla mia azienda, un’azienda seria nel settore che non faceva mancare del denaro. Io – ha sottolineato in udienza – scendevo pure di domenica per andare a controllare non i miei operai, ma bensì le sale operatorie e le unità operative all’interno della chirurgia d’urgenza, io vedevo che c’era… mi scusi il termine… grascia”.

Alla fine è stato il Gip Gristina a riassumere il pensiero di Tuzzolino che si è professato innocente. Le accuse a suo carico, quindi, sarebbero derivate dal “fastidio che avrebbe arrecato sia al personale della Euroservices che ai vertici ospedalieri”. Tuzzolino  si sarebbe reso conto che la pulizia e la sanificazione dei locali del Policlinico non venivano svolti con diligenza, perché “i dipendenti erano stati assunti per meriti politici e venivano influenzati dalle sigle sindacali”.

“Ho sempre fatto l’interesse degli ammalati – ha aggiunto -. Non ho mai minacciato nessuno”. E la stessa versione è stata fornita al giudice sul fronte delle cancellazioni dei dipendenti dal sindacato Fisascat dietro la minaccia di imporre l’orario spezzato: “Non ho mai attuato questo tipo di orario, mai, mai. E per le mie mansioni – ha concluso – non potevo né assumere o licenziare”.


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Commenti

    Rocca…………. di Caprileone!

    Tuzzolì, un ti siddiari…
    Possiamo parlare di politica al Policlinico di Palermo da almeno 15 anni, e La Rocca non è stato neanche uno di quelli che si è fatto coinvolgere più degli altri.
    La pulizia durante la vostra gestione era pessima. Non ci sono altre scuse.
    Hai avuto metodi da mafioso. Non ci sono evidenze diverse.
    In Direzione c’era un clima da trincea, e le forze dell’ordine erano lì giornalmente. Non puoi smentire.
    E poi, basta guardare la foto sopra. Tu a chi lasceresti in custodia il tuo portafoglio ? A quello a destra o a quello a sinistra?

    …è lo stesso La Rocca chiamato ora a fare il Capo di Gabinetto di un assessore del governo Crocetta?

    @Polliclinico:
    …certo l’ultima battuta è molto infelice. È chiaro che un signore con il vestito griffato di certo non si rovinerebbe la reputazione per un misero portafogli. D’altronde i banchieri, i corrotti, i vari Scajola e tutti quelli che uccidono le persone a causa di mega truffe (caso Parmalat) di certo non girano in camicia e jeans altrimenti non potrebbero truffare i boccaloni, convinti che basta un vestito per essere credibili e onesti.

    Senti… anzitutto è una battuta: la satira è fatta così, deve un po’ provocare.
    Per il resto, è chiaro che persone in giacca e cravatta hanno perpetrato i crimini più neri; però, ti devo dire che sono stanco di vedere parificare tutti: chi ruba e chi ammazza, chi fa fare al cane la cacca sui marciapiedi e chi passa con rosso.
    Ci sono atti di disonestà ed atti di violenza, atti di inciviltà che non arrecano danni a nessuno e altri che sono estremamente pericolosi: pesano in modo diverso.
    Io ho conosciuto La Rocca e Tuzzolino.
    Il primo, con pregi e difetti di gestione, è una persona rispettabile che non ha vessato o usato violenza su nessuno, almeno in mia presenza; il secondo ha sequestrato e tenuto dentro un’aula un gruppo di persone per almeno una trentina di minuti. E altro. E davanti ai miei occhi.
    Quindi, per favore, basta la regola secondo cui se quello non ha fatto bene, allora possiamo giustificare anche l’altro che ha fatto malissimo.

    Il portafoglio lo lascerei al piu onesto,che sicuramente non lo decido secondo la faccia……vedi il sindaco di venezia gran persona per bene…..ma………

    Ma non è quello delle pulizie? E pure questo la butta in politica?
    La rocca è solo di carattere fumantino ma un accostamento è improponibile sotto qualunque latitudine, manteniamo le distanze please.

    La sanità in Sicilia è da sempre nelle mani della politica e quindi corrotta. Speriamo che ci siano indagini serie a tutto campo, che qualche persona che conosce bene i fatti si penta, al fine di migliorare i nostri ospedali.

    … si, infatti dopo La Rocca abbiamo avuto un commissario fuori dai giochi della politica.

    diciamo solo che il migliore ci ha la rogna

    il sig. Tuzzolino incolpa La Rocca, di non averlo mai voluto incontrare , invitandolo a rivolgersi agli uffici preposti. Credo che il comportamento di La Rocca sia ineccepibile: le ditte si devono rapportare con i funzionari, non con la Direzione dell’Ospedale. Il sig. Tuzzolino, di Lamezia Terme, evidentemente aveva altre abitudini.

    Marco tuzzzolino persona che a dato tanto per il policlinico domanda i lui girava nei reparti i direttori mai visti doverano ..?

    tuzzoschifo persona che ha dato tanta delinquenza lui gira nei reparti per minacciare chiunque i direttori hanno fatto bene il loro lavoro

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