Uil, Parisi nuovo segretario: |"Alzeremo ancora la voce" - Live Sicilia

Uil, Parisi nuovo segretario: |”Alzeremo ancora la voce”

E' stato eletto all'unanimità al termine del sedicesimo Congresso territoriale dell'organizzazione sindacale. Parisi prende il posto di Angelo Mattone, per diciotto anni segretario dell'organizzazione sindacale etnea.

il congresso
di
1 Commenti Condividi

CATANIA – Fortunato Parisi, 56 anni, medico, presidente del Caf Uil, e’ il nuovo segretario della UIL di Catania. E’ stato eletto all’unanimità al termine del sedicesimo Congresso territoriale dell’organizzazione sindacale. Parisi prende il posto di Angelo Mattone, per diciotto anni segretario dell’organizzazione sindacale etnea. Presenti il segretario generale aggiunto nazionale Carmelo Barbagallo, il segretario regionale Uil Claudio Barone e i segretari nazionali di Uil Fpl, Uil Pensionati e Uil Pari Opportunita’ Giovanni Torluccio, Romano Bellissima e Maria Pia Mannino, allo “Sheraton” di Aci Castello e’ stata anche votata la nuova Segreteria provinciale, composta da Salvo Bonaventura, Francesco De Martino, Cesira Ieni, Daniela La Porta, Nino Marino, Francesco Prezzavento, oltre che da Fortunato Parisi. Tesoriere, Giancarlo Mattone.

Ai congressisti Uil, il saluto di Enzo Bianco che è intervenuto in mattinata: “Vinciamo, se facciamo squadra insieme – ha esclamato il sindaco di Catania – Alla Uil, in particolare a Carmelo Barbagallo per gli incarichi che lo attendono, chiediamo di riportare il Mezzogiorno al centro dell’attenzione del Paese. Siamo stati dimenticati da Roma, ma soprattutto Catania e’ stata dimenticata da una Regione troppo palermocentrica che è stata rappresentata da una classe dirigente impresentabile”. Bianco ha, inoltre, ringraziato Angelo Mattone “che è stato ed è un punto di riferimento importante per la nostra comunità, con la sua capacità di coniugare analisi critica e proposta”. Il primo cittadino ha, quindi, formulato gli auguri di buon lavoro a Fortunato Parisi, salutato anche dai sindaci di Caltagirone e Acireale Nicola Bonanno e Roberto Barbagallo .

Appena eletto segretario territoriale della Uil di Catania, Fortunato Parisi ha indicato la “direzione di rotta” per la sua organizzazione: “Siamo nelle fabbriche, nelle scuole, nei cantieri, nelle aziende pubbliche e private, nelle strade, nelle piazze. E nei Palazzi entriamo solo per portare idee e rivendicare iniziative, concretezza, opere utili e non incompiute, tempi certi e non promesse farlocche. Non è solamente uno slogan avere dato titolo al nostro congresso: I Colori del Lavoro. Noi conosciamo unicamente i colori del lavoro e dei diritti di cittadinanza. E questo ci rende forti e credibili”. “L’intero gruppo dirigente della Uil assieme a me – ha proseguito Parisi – ha ricevuto un chiaro mandato dai delegati al congresso, perché venga ulteriormente affermato il nostro profilo di sindacato dell’innovazione e della proposta, della laicità nel pensiero, del pluralismo e dell’equidistanza da Palazzi e segreterie politiche. Vogliamo continuare a crescere in stima e autorevolezza, tra cittadini e lavoratori. L’esperienza di presidente del Caf Uil, inoltre, mi suggerisce l’importanza strategica della nostra rete di servizi, dall’Ufficio Vertenze all’Ital, dall’Adoc all’Uniat, che rappresenta già oggi e dovrà costituire ancor più domani la risposta concreta e immediata della nostra organizzazione ai bisogni e alle aspettative dei cittadini”. Altro titolo del congresso: “Catania è domani”.

In terra d’Etna, però, molti hanno perso fiducia nel domani. Fortunato Parisi ne è consapevole: “In questi anni, sotto la guida di Angelo Mattone e insieme con tutta la classe dirigente territoriale – ha detto il neosegretario – la Uil ha dato voce alle famiglie catanesi che non ce la fanno più. Abbiamo dedicato spazio alle narrazioni della crisi e documentato la desertificazione produttiva di questo territorio, anche grazie ai preziosi e puntuali rapporti del Servizio Politiche del Lavoro della Uil nazionale. Le potenzialità di questo territorio, però, sono sotto gli occhi di tutti. Non consentiremo che i ladri di speranze ci rubino il futuro”. Ha spiegato il neosegretario Uil: “Mafie e certi uffici pubblici terrorizzano e tengono lontani da questa terra gli investitori, cioè i veri imprenditori che non aspettano stanziamenti a fondo perduto e amano rischiare per dare corpo a un’idea di sviluppo. Servono investimenti sulla legalità, ma anche iniziative per combattere quel tarlo dei Palazzi che ha due facce: malapolitica e malaburocrazia. Sia chiaro, però, che non consentiremo criminalizzazioni del settore pubblico, indiscriminatamente. Migliaia di lavoratori, ogni giorno, tra crescenti difficoltà svolgono la propria attività nella consapevolezza di essere public servants, servitori pubblici. E lo fanno bene”. Le proposte, le idee, i servizi ai cittadini. Ma anche la protesta: “Noi non rinunceremo mai – ha affermato Parisi – al nostro ruolo sociale di denuncia. Ad esempio, alzeremo ancora più alta la voce contro le incompiute, le opere pubbliche ma anche gli strumenti urbanistici ancora sulla carta da decenni. Questi sono casi vergognosi di negazione del futuro perpetrata, spesso in malafede, ai danni dei cittadini. Altro esempio: daremo massimo sostegno alla Uil di Carmelo Barbagallo e Claudio Barone, perché Italia e Sicilia riscoprano finalmente la centralità del lavoro, dei diritti di cittadinanza. E ciò passa anche dalla sacrosanta battaglia sindacale per la riduzione del peso della tassazione sui redditi da lavoro e da pensione”.

Dal nuovo segretario della Uil di Catania, infine, una dedica “ai giovani, ai precari, alle donne a cui chiediamo aiuto e coraggio perché Catania esca dalla palude: se fuggono loro, costretti dalla crisi e dalla inquietante crescita dell’iniquità sociale, non ci sarà futuro”.


Le nostre top news in tempo reale su Telegram: mafia, politica, inchieste giudiziarie e rivelazioni esclusive. Segui il nostro canale
UNISCITI


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI

1 Commenti Condividi

Commenti

    Il Dott. Parisi si interesserà di questo scandaloso caso o rinvierà sempre il problema come ha fatto il suo predecessore?? LEGGETE PER BENE A SEGUIRE:

    Dopo 14 anni la giustizia mi riconosce la reintegra sul posto di lavoro, che avevo perso a causa di un licenziamento dichiarato illegittimo ma non riesco ad essere reintegrato.
    E’ questo il caso di un lavoratore della Base USA di Sigonella Navy Exchange, Sig. Cocuzza Carmelo, che ha vinto la propria causa di licenziamento nei confronti degli Stati Uniti D’America, Base di Sigonella, con una sentenza del 2007 della Corte di Appello di Catania, confermata dalla Corte di Cassazione con recente sentenza del 4 marzo 2014.
    Già con la sentenza del 2007 la Corte di Appello di Catania aveva ordinato la reintegra del lavoratore sul posto di lavoro, ma gli Stati Uniti D’America non l’avevano osservata, violando la legge italiana.
    La Corte di Cassazione, con la sentenza del 4 marzo 2014 ha respinto il ricorso proposto dagli Stati Uniti D’America, confermando la sentenza della Corte di Appello di Catania, relatore Dott. Meliadò e Presidente Dott. Pagano.
    Una sentenza importante, quella della Corte di Appello di Catania, che costituisce, un precedente unico e che la Corte di Cassazione ha confermato totalmente.
    Ciò malgrado, ad oggi gli Stati Uniti D’America, che in tutto il lungo giudizio sono stati assistiti da un legale di Roma, non ottemperano all’ordine della Giustizia Italiana e ad oggi il lavoratore non è stato reintegrato e si trova sprovvisto di ogni retribuzione, non gli sono stati corrisposti tutti gli arretrati, non sono stati versati i contributi previdenziali, non sono state pagate le spese di giustizia.
    Il legale del lavoratore, Avv. Concetta La Delfa, sta continuando ad azionare giuridicamente nei confronti degli Stati Uniti ogni azione legale, ha notificato le sentenze, ma lo Stato Estero, approfittando del fatto che i tempi della giustizia italiana sono lunghi, non ha dato alcun riscontro neanche a mezzo del proprio legale.
    Inutili, ad oggi, inoltre, sono state anche le petizioni per iscritto che il lavoratore ha fatto sia al Prefetto di Catania sia al proprio sindacato di appartenenza, la UIL e la UILTUCS di Catania, sollecitando un incontro con gli organismi della Base di Sigonella, Entrambi i suddetti organi sono rimasti totalmente inerti e sordi alle richieste del lavoratore ed all’attuazione dell’Ordine dell’Autorità Giudiziaria.
    Il Sig. Carmelo Cocuzza, continuando a trovarsi davanti ad un muro di gomma e non intendendo aspettare altri 14 anni, si è dichiarato pronto anche ad incatenarsi (cosi come gia avvenuto nel 2004) davanti alla Base Americana di Sigonella affinchè si possano finalmente attivare le procedure di reintegra.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.