Vecchi boss ed emergenti | Chi comanda in Cosa nostra

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13 Luglio 2018, 16:59

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PALERMO – Un capomafia emergente e un vecchio boss. Paolo Calcagno e Filippo Bisconti, secondo il pentito Sergio Macaluso, aspettavano il via libera per entrare a fare parte della Commissione provinciale di Cosa nostra.

Calcagno, insospettabile grossista di pesce, è stato arrestato nel dicembre 2015, piazzato dagli investigatori al vertice del mandamento mafioso di Porta Nuova, il più potente in quel momento storico. Nonostante il suo ruolo di primo piano, racconta Macaluso, Calcagno non era ancora stato ammesso nella commissione provinciale. Inevitabile allora chiedersi chi e in base a quali requisiti ne faccia parte.

Il secondo nome in lista di attesa sarebbe quello di Bisconti, anziano boss di Belmonte Mezzagno, oggi libero. Non è la prima volta che Macaluso fa il suo nome. Aveva già detto, infatti, che Bisconti è stato uno dei big sponsor della nomina di Giuseppe Biondino alla guida del mandamento di San Lorenzo. Una nomina che fu decisa in un appartamento del rione Noce. Nel nuovo corso di Cosa nostra si preferisce la collegialità per le decisioni importanti. Decisioni che, seppure di peso come la scelta di un capo mandamento, non vedrebbero coinvolta direttamente la commissione provinciale.

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Inevitabile anche un secondo interrogativo: quali sono dunque i temi che vengono discussi fra i boss dei boss? E chi siede al tavolo? Forse neppure “Giulio Caporrimo reggente della famiglia di Tommaso Natale, che è in grado di intervenire su tutta la provincia perché tenuto in grande considerazione in tutti i mandamenti”. Probabilmente si tratta di un organo consultivo, a cui fare riferimento quando c’è da uccidere qualcuno perché la mafia continua ad ammazzare.

Le indagini partono dalle parole di Sergio Macaluso, o meglio di Sergio Lo Iacono perché il quarantenne collaboratore di giustizia di Resuttana non ha mai fatto mistero di essere figlio del boss di Partinico Francesco Lo Iacono. Si ha la netta sensazione, frutto di altri input investigativi, che le famiglie mafiose stiano cercando di tornare all’ortodossia di un tempo per ripartire dopo anni di arresti. Un’inchiesta sulla nuova Cosa nostra è pubblicata nel nuovo numero del mensile S in edicola da oggi.

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13 Luglio 2018, 16:59

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