Cronaca

I verbali del pentito Ferrante: “Ecco l’album della mafia”

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07 Settembre 2021, 13:15

6 min di lettura

PALERMO – Le prime dichiarazioni del neo aspirante collaboratore di giustizia Giovanni Ferrante entrano in un processo. Sono contenute in due verbali datati 20 agosto e 2 settembre. Si parla di pizzo e danneggiamenti, droga e corse di cavalli truccate, agenzie di scommesse sportive e summit nelle celle frigorifere.

A Ferrante, capomafia dell’Acquasanta, i pubblici ministeri Dario Scaletta, Giovanni Antoci e Maria Rosaria Perricone mostrano un album fotografico. Ci sono i volti dei suoi coimputati nel processo che vede sotto accusa più di 80 persone che nasce dal blitz dei finanzieri del Nucleo speciale di polizia valutaria.

Pizzo al mercato ortofrutticolo

Ferrante comincia la scia di riconoscimenti da Pietro Abbagnato che “si è messo a disposizione con Sergio Napolitano per la riscossione del pizzo presso il mercato ortofrutticolo. Ciò accade nel 2018 nel periodo pasquale. In particolare preciso che dentro il mercato ortofrutticolo vi erano già i miei cugini Fontana con Mimmo Passarello che si occupavano delle carrettelle. Nel 2018 Napolitano decise che gli stand del mercato dovessero pagare circa 250 euro due volte l’anno per Natale e per Pasqua. Tuttavia quando iniziamo a chiedere il pizzo per il mantenimento dei carcerati, fummo denunciati. Abbagnato per commettere tali atti estorsivi si accompagnò con Ciancio Salvatore. Con riferimento all’agenzia Betinside specifico che è stata acquistata da Abbagnato ed è intestata a sua moglie. Successivamente venne acquistata da Giulio Biondo e da mio fratello Michele per il 50%. I siti utilizzati erano in parte legali ed in parte illegali”.

La corsa di cavalli truccata

Cristian Ammirata “ha lavorato con me nel settore dei cavalli, si occupava della loro cura. In un’occasione ci recammo insieme a Napoli. Qualche volta Ammirata effettuò ricariche Postepay per mio conto. Ricordo la gara ippica che mi citate avvenuta a Torino per cui abbiamo effettuato delle puntate. Tuttavia in tale occasione, nonostante avessimo tentato di condizionare la gara, non riuscimmo nel nostro intento, perdendo anche i soldi scommessi”. Andò meglio a “a Torino con Mimmo Zanca, quest’ultimo ci presento Elvis Vessichelli al fine di truccare la gara”.

Vessichelli però, preferì truccare una corsa ad Albenga. Gli furono consegnati “3.500 euro in contanti”. Una cifra “particolarmente alta in quanto il favorito, Parussati, non voleva rinunciare alla possibilità di vincere il premio. In quella circostanza abbiamo vinto circa 10.000 euro”.

Negozi danneggiati

Fabrizio Basile “è uno spacciatore di cocaina al dettaglio. Lo stupefacente veniva acquistato da noi della famiglia dell’Acquasanta. Al momento in cui assunsi la responsabilità della famiglia incaricai il Basile di rifornirsi di droga per circa 30 grammi una volta alla settimana. La droga veniva consegnata in fiducia e per tale motivo il Basile si mise a disposizione per commettere danneggiamenti per conto di Napolitano. In particolare tali danneggiamenti vengono commessa alla New Motors, successivamente il Basile bruciò anche gli ombrelloni della Cubana. Con riferimento invece al panificio Bonanno preciso che tale danneggiamento venne effettuato per mio conto in quanto non era stata pagata la farina. La benzina venne collocata per non fargli aprire più le attività commerciale”.

Altri danneggiamenti colpirono Danimart (“Sia nel negozio dell’Acquasanta sia a Mondello), un’agenzia Betman per errore (“… venne commissionato un danneggiamento rivolto al punto Snai tuttavia in tale occasione Basile sbaglio bersaglio e danneggiò tale agenzia”), mentre al panificio “Dolce forno” fu imposto l’acquisto della farina.

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Giulio Biondo “per anni fece l’autista mio zio Stefano Fontana, non è formalmente uomo d’onore ma è come se lo fosse. È stato da sempre vicino ai Fontane e ai Galatolo. Bondo si occupava di macchinette e scommesse on-line, le agenzie di scommesse dalla nostra zona potevano essere aperte solo previa autorizzazione dei Fontana. Successivamente le pratiche amministrative venivano di sbrigate dallo stesso Giulio Biondo. Una volta al mese venivano quantificati i guadagni e venivano portati a Milano ai fontana o per il tramite dello stesso Giovanni o per il tramite del Passarello. Le somme guadagnate dai Fontana in questo settore ammontavano a circa 30.000 al mese, mentre 20.000 al mese spettavano al Biondo. I soldi guadagnati venivano percepiti dai tre fratelli Fontana, da Rita (che è la sorella), dalla madre Teresa Angela”.

La mappa delle agenzie

Ferrante fa poi l’elenco delle agenzie in qualche modo riconducibili ai Fontana o comunque sotto il loro controllo: una “in via Montalbo, il titolare è tale Umberto… Una seconda si trova proprio al centro di via Montalbo accanto al negozio di scarpe. Il titolare era Valerio Giglio e successivamente viene acquisita da mio cugino Giovanni Fontana in quanto aveva prestato dei soldi al titolare successivamente venne formalmente acquistata da tale Basile e tale Salvo tuttavia la ritualità rimaneva in capo a mio cugino”. Altre agenzie si trovano “in via Papa Sergio” e “ricordo inoltre l’agenzia di Spallina aperta intorno al 2016”.

I videopoker

Altra fonte di guadagno del clan sono i videopoker piazzati “all’interno di un tabaccaio di via Montepellegrino di fronte al mercato ortofrutticolo”, al “Cin Cin bar” e allo “Stefan bar”. Altre agenzie sarebbero gestire da Biondo sempre “in via Montepellegrino” e “di fronte alla chiesa del Don Orione. Il titolare è Giampiero. Tale attività erano esentate dal pizzo in quanto già subivano l’imposizione dei siti dei Fontana. Un’altra agenzia si trova all’altezza di Gammicchia Gomme”. Ed ancora c’è “un sito on line collocato dal Biondo all’interno della taverna nella titolarità di Bonura.

La mega vincita usata per comprare i cavalli

Sempre sul tema delle corse dei cavalli Ferrante aggiunge che “le corse truccate venivano organizzate principalmente a Palermo e Taranto omissis. Andrea Ciampallari era appassionato come me di cavalli pertanto acquistammo dei cavalli noi due e Santo Pace tuttavia il Ciampallari vuole svincolarsi e la acquisto io la sua quota”. Ciampallari è anche titolare di un negozio di ortofrutta dove si Ferrante fissava gli appuntamenti con Sergio Napolitano. Ed è lo stesso negozio in cui, racconta Ferrante, “organizziamo un multiplo a Palermo dalla primavera del 2018 che ci frutto circa 80.000 punto di tale giocata fruttuosa venne data la relativa indicazione anche al Ciampallari”. Con i soldi della vincita furono comprati i cavalli Body Genius SM, Boni gil SM, Aviete, Chuc SM, Zero Glutine Par e Virtual Op”.

I cavalli “sono intestati alla compagna Letizia Cinà” che “veicolò i miei messaggi dal carcere con Roberto Giuffrida”.

Il summit dentro la cella frigorifera

Giuseppe Corona “è un uomo d’onore che si occupa sia degli affari Resuttana e si muoveva anche alla Vucciria. Tramite Sergio Napolitano venni a sapere che trafficava anche in cocaina. Prima del Natale 2017 Corona mi disse che Napolitano mi voleva parlare pertanto ci incontrammo al mercato ortofrutticolo. All’appuntamento era presente anche mio fratello Michele… Napolitano mi venne presentato da Corona come reggente della famiglia di Resuttana in quella occasione mi disse che voleva parlare con Gaetano Fontana. Tramite Mimmo Passarello Gaetano mi fece sapere che non voleva incontra Napolitano. Successivamente incontro Napolitano che mi ha proposito la reggenza dell’Acquasanta anche in virtù della mia parentela con i cugini Fontana. Presi qualche giorno di tempo per decidere poi ci incontriamo e accettai l’incarico ribadendo che tuttavia la gestione delle macchinette dei siti sarebbe rimasta ai Fontana. Infatti non avrei accettato l’incarico mettendomi contro i Fontana. Con riferimento alla mia formale assunzione di incarico preciso che Corona e Napolitano mi strinsero la mano per formalizzare l’accordo preciso”. La nomina avvenne “in una cella frigorifera all’interno del mercato”. (CONTINUA)

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07 Settembre 2021, 13:15

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