Politica

Orlando: “Zona rossa? È più rosa pallido, voglio i dati sulle scuole”

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17 Gennaio 2021, 17:57

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PALERMO – Più che una zona rossa, la Sicilia è “rosa pallido” e quindi il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, promette controlli più serrati all’ingresso e all’uscita delle scuole, senza risparmiare un attacco frontale all’Asp e all’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza: “Se non arriveranno i dati comune per comune, sono pronto a denunciarli”. Nella prima domenica del nuovo lockdown isolano, il Professore convoca una conferenza stampa insieme alla sua giunta e minaccia fuoco e fiamme chiedendo una chiusura totale per almeno 15 giorni “per evitare sei mesi di agonia, compromettendo la primavera ma anche la prossima estate”.

Domani le scuole elementari e le prime medie torneranno in presenza in virtù sia del Dpcm firmato dal premier che dell’ordinanza di Musumeci, ma Orlando punta il dito contro i provvedimenti adottati: “A parte casalinghe, disoccupati e pensionati, gli altri non hanno restrizioni – dice il sindaco – Ma anche casalinghe e disoccupati potranno uscire per motivi di necessità. Non posso andare a trovare i miei genitori, ma posso darmi appuntamento per un caffè da consumare fuori dal bar”. E il primo cittadino, che è anche presidente dell’Anci, passa poi a elencare le attività commerciali che secondo ordinanze e decreti possono comunque restare aperte: non solo alimentari e farmacie ma anche librerie, negozi per il giardinaggio, intimo, articoli per le bici, profumerie, ottici, negozi di detersivi. In pratica tutto, ad eccezione di sparuti casi come negozi di abbigliamento per adulti o gioiellerie. “Le attività economiche hanno diritto ad avere i ristori – precisa il Professore, dribblando eventuali polemiche con i commercianti – ma non possiamo permetterci una terza ondata”.

Il fronte più caldo resta però quello della scuola: oggi il comune di Monreale ha deciso di non riaprire gli istituti, confortato anche da un parere dell’Asp, ma la cosa ha mandato su tutte le furie gli altri sindaci. “Non ho nulla da ridire nei confronti dei provvedimenti dei sindaci, se sono confortati da indicazione dell’Asp – dice Orlando – Ma anche gli altri comuni hanno chiesto i dati e non li hanno ricevuti. L’Asp ha detto di non riaprire le scuole sulla base di quali criteri? Esigo che siano applicati anche a Palermo”.

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Secondo il Professore sulla scuola sta andando in scena “una grande opera di distrazione di massa, perché è inutile garantire il rispetto le regole all’interno e poi vedere che fuori si fa altro: ecco perché firmerò una nuova ordinanza sul divieto di stazionamento che però, stavolta, varrà anche per l’ingresso e l’uscita delle scuole. I genitori potranno accompagnare i figli, ma non fermarsi a parlare. Bisogna riattivare le Usca, fare i tamponi nelle scuole e finirla con i depistaggi”.

Orlando è un fiume in piena e l’obiettivo è sempre l’Asp: “I sindaci hanno poteri limitati, faccio appello ai cittadini perché rispettino le regole ma chiedo che l’Asp fornisce i dati richiesti non solo sulle scuole, ma su tutta la città. Se qualcuno pensa che le regole adottate siano sufficienti, se ne assumerà la responsabilità: non ha senso riaprire le scuole e lasciare che fuori ci sia un ‘liberi tutti’”.

*Aggiornamento ore 20.36
Nota dell’Asp al sindaco di Palermo: “Al momento nessun rischio con l’apertura delle scuole”.

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17 Gennaio 2021, 17:57

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