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Live Sicilia

Giaccone, sospesa pensione alla figlia
"Non fu vittima del terrorismo mafioso"

Martedì 17 Maggio 2011 18:59

Prima la bella notizia nel maggio 2011, e la conseguente trafila burocratica per l'esame della documentazione, poi la pensione anticipata, di 10 anni, dall'1 aprile 2011 e infine pochi giorni fa la nuova mazzata: Camilla Giaccone è figlia di vittima della criminalità organizzata e non del terrorismo mafioso quindi la pensione è revocata. Così la dirigente medico, 52 anni, figlia del professor Paolo Giaccone, ucciso dalla mafia per essersi rifiutato di alterare i risultati di una perizia medico legale, a cui è intestato il Policlinico di Palermo, deve tornare a lavorare e restituire Tfr e i due mesi di pensione percepiti, secondo l'Inpdap, per errore. Paolo Giaccone, 53 anni, grande esperto di medicina legale e perito del tribunale, aveva ricevuto l'incarico di esaminare un'impronta digitale lasciata dai killer che nel dicembre 1981 avevano portato a termine la strage di Bagheria, con quattro morti. L'impronta era di un killer della cosca palermitana di Corso dei Mille guidata da Filippo Marchese, ed era l'unica prova che poteva incastrare gli assassini. Il medico ricevette delle pressioni per aggiustare le conclusioni della perizia dattiloscopica. Giaccone rifiutò e per questo fu ucciso l'11 agosto 1982 tra i viali dei padiglioni del Policlinico. Lo hanno ribadito diverse sentenze a mandanti ed esecutori del delitto tutte definitive.

"Ho lavorato per 22 anni. Ero diventata dirigente medico - dice Camilla Giaccone - nell'ospedale di Villa Sofia. Poi ho riscattato nove anni e con lo scivolo che la legge prevede per i familiari delle vittime di mafia sono andata in pensione. La delibera della direzione generale è del gennaio 2011 ma la pratica è cominciata nel maggio 2010: un anno di tempo per esaminare la documentazione. Due giorni fa sono stata contattata telefonicamente dai dirigenti Inpdap che mi volevano incontrare dicendomi che non potevo più andare in pensione perché la documentazione non lo consentiva. Il motivo: mio padre è vittima della criminalità organizzata e non del terrorismo mafioso. Ho chiamato la prefettura e un dirigente mi ha detto freddamente e scocciato che io non rientravo tra i familiari delle vittime di mafia". "Cos'é mio padre - aggiunge - un morto di seconda categoria? E' stato ucciso per aver detto no a Cosa nostra. E' stato un grande uomo e ora la sua memoria deve subire anche questo". Il parlamentare regionale del Pdl Salvino Caputo, che ha reso nota la vicenda, ha presentato un' interrogazione parlamentare al Governo della Regione e ha chiesto l'intervento del ministro dell'Interno Roberto Maroni.

(Fonte ANSA)
Ultima modifica: 17 Maggio 2011 ore 19:14

 

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Commenti

  • 2011-06-09 14:47:27

    Auguro a tutti quelli che pensano male della dott.ssa Giaccone e delle altre vittime o figli di vittime, di passare quello che hanno passato loro. Di vedere il corpo del padre crivellato di colpi, con quel sangue che certamente si cancella dalle strade, ma non dalle menti. Con la gente che al posto di essere solidale, comincia ad evitarti. Vivere da soli, per tutta la vita. Non ci sono pensioni, pensionamenti anticipati, posti di lavoro in amministrazioni pubbliche, che possano reggere il confronto col fatto che vi hanno stappato uno stretto familiare, che amavate, che vi amava.
    Pensate piuttòsto a tutti i posti di lavoro in amministrazioni pubbliche (o quasi) dati col clientelismo e con la spinta della mafia. Quelli devono farci riflettere, non un sempre incongruo risarcimento per una vita strappata via.

  • 2011-05-18 10:00:21

    Forse è bene pensare che i figli e parenti delle vittime di mafia siano degli ottimi professionisti e possano lavorare ancora rendendo così onore alla memoria delle vittime. La pensione anticipata è un "privilegio" costruito per alcuni da politicanti per sporche operazioni politico/elettorali: Dottoressa non si lasci trascinare così in basso, continui a lavorare per noi e come tutti noi che crediamo nel valore del lavoro. Dia esempio, come avrebbe dato suo padre, di sacrificio e di servizio specie in un campo come la sanità in cui, come cittadini, si sente il bisogno di aver gente onesta e corretta.

  • 2011-05-18 09:34:19

    ma il terrorismo lo fa solo al qaeda?
    ma la criminalità organizzata non fa terrorismo?
    ma la mafia non basa la sua forza sul terrore che incute?

  • 2011-05-18 08:45:25

    be credo che stiamo un po esaggerando , conosco la vicenda molto bene, io conosco anche il fratello della dott.ssa impiegato alla regione come vittima della mafia, capisco tutto , ma pure la pensione anticipata,credo sia eccessivo,dott.ssa lavori ancora lo faccia per la memoria di suo padre, credo che la sua professionalita non vada sprecata lavori..lavori......lavori......ricordi che la sua è una missione "curare le persone"

  • 2011-05-17 21:32:38

    ma io credo che da questa storia venga fuori un interrogativo inquietante. ma se il principio è questo,mi chiedo a questo punto se la dr.ssa avesse diritto al posto ancor prima della pensione. ma se è così, quante sono le vittime del terrorismo mafioso? alcne decine, non certo le centinaia che hanno consentito ingressi ad iosa nella pubblica amministrazione. tengo a precisare che il mio intervento lungi dall'essere polemico, ma certo si apre un capitolo molto delicato e riguarda la storia appunto di centinaia di persone.

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