Quattrocento persone sono rimaste bloccate ieri sera con gravi disagi a bordo del traghetto Bithia della Tirrenia, ormeggiato nel porto di Palermo e fermo per un guasto. Lo ha riferito all'Ansa per telefono uno dei passeggeri bloccati, la giornalista di Rainews Ida Baldi. La Bithia doveva salpare alle 20,15 da Palermo alla volta di Napoli. La nave non è partita a causa di un guasto a due gruppi elettrogeni, quando ormai aveva caricato passeggeri e veicoli. A bordo non ha più funzionato l'aria condizionata e il bar era chiuso, insomma, i viaggiatori non avevano neppure l'acqua.
"Nessuno ci ha detto niente fino a mezzanotte e 58 - racconta la giornalista Baldi - quando un membro dell'equipaggio ci ha letto un biglietto del comandante, che diceva che se la nave domani non fosse stata in condizioni di partire, 'la compagnia avrebbe preso i provvedimenti più opportuni per evitare disagi ai passeggeri'". I viaggiatori in teoria potevano scendere dalla nave, ma chi aveva imbarcato l'auto di fatto non ha potuto farlo, perché la nave non poteva scaricare i veicoli. "La gente è infuriata - racconta Baldi -. C'è chi strilla, chi ha paura. Non riceviamo nessuna assistenza. Il comandante dicono che è chiuso nella sua cabina".
L'emergenza è rientrata verso le 3, quando il traghetto della Tirrenia ''Bithia'' diretto a Napoli ha lasciato il porto di Palermo. Il guasto è stato riparato e la motonave è partita con sette ore di ritardo.
Ultima modifica: 26 Giugno 2011 ore 10:05
x felix,ti faccio sapere che quelli che imbarcano le macchine e che ti chiedono la mancia non sono i marinai di bordo,ma portuali della compagnia di palermo,quindi prima di scrivere informati,invece di scrivere ca.....te.
non è una novità, il 28 di maggio la nave zeus palace della compagnia gnv, che doveva partire da palermo alla volta di civitavecchia alle 18.00 è riuscita a salpare solo alle quattro del mattino successivo, e l'unica comunicazione ufficiale è stato un sms il giorno prima che spostava la partenza alle undici della stessa sera, con check in entro le ventuno, poi notizie frammentarie sulla nave che tra l'altro, proveniente da tunisi, non era neanche in porto, e un continuo ritardare la partenza di ora in ora.
W' solo in quel momento che abbiamo scoperto che si aveva diritto all rimborso del biglietto "solo" dopo dodici ore di ritardo dall'ora prevista per la partenza. dodici ore, solo dodici ore, considerato oche la nave non è un aereo e quindi ha i suoi tempi di navigazione significa che è stata preclusa comunque a tutti quanti io passeggeri la possibilità di servirsi di altri vettori e altre rotte alternative per potere arrivare a destinazione in orario decente, con buona pace di impegni di chi si spostava per lavoro, per salute e anche chi aveva programmato una vacanza in santa pace. che schifo !!!!!
La Tirrenia è un carrozzone che macina centinaia di milioni di perdite, dove la politica continua a farla da padrona. Hanno pure comprato delle navi che dovevano essere velocissime ma divenute inutili (stazionano ferme in Sardegna)perchè di alti consumi, mentre quelle in funzione sono già diventate obsolete, sporche, con le cabine mal tenute e, da sempre; il persona tutto politicizzato fa quel che vuole a cominciare dai marinai dei garage che ti imbarcano, che chiedono la mancia, non dovuta, e se non gliela dai ti guardano storto, sebbene ottimamente retribuiti, dove i comandanti, tutti col santo in paradiso, si permettono di bistrattare i viaggiatori e di fare quel che vogliono. E' giunta l'ora di privatizzarla, mandare a casa i fannulloni, comandanti per primi, perchè nella storia della Tirrenia i comandanti usano sempre lo stesso metodo, da decenni quando si presenta qualche inconveniente fanno gli struzzi, spariscono o si negano ai passeggeri; se non riesce a venderla intera la spezzettino ma, che finiscano di usare i quattrini dei contribuenti per un pugno di gentaglia con stipendi da favola.
quando le navi sono vecchie bisogna cambiarli ,,,è meno male che non era partita , se succedeva in alto mare probabilmente sarebbe successo inpossibile ,,,,