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Live Sicilia

Ciancimino, il Csm apre la pratica
Messineo: "Siamo tranquilli"

Martedì 13 Settembre 2011 12:33

Il Csm avvia un'indagine sul caso nato dalle intercettazioni di Massimo Ciancimino pubblicate da Panorama. Il Comitato di presidenza ha affidato la pratica alla prima commissione di Palazzo dei Marescialli. "Negli uffici della Procura di Palermo io faccio quel che minchia voglio" dice Ciancimino, poi arrestato nell'aprile scorso per calunnia aggravata in due colloqui datati 16 novembre e 1 dicembre 2010. E' il suo interlocutore, il commercialista Girolamo Strangi, a essere intercettato perché indagato dalla procura di Reggio Calabria. Ed è a lui che il figlio di don Vito spiega di avere quasi libero accesso agli uffici della procura di Palermo e di aver armeggiato al computer del procuratore aggiunto Antonio Ingroia, in assenza del magistrato, accedendo a informazioni riservate. La stessa prima commissione aveva chiesto l'apertura della pratica al Comitato di presidenza.

La tranquillità di Messineo
"Siamo tranquilli, come sempre. Non ho ricevuto ancora nessuna comunicazione ufficiale. In ogni caso il Csm svolgerà tutti gli accertamenti necessari e poi vedremo". Lo ha detto il procuratore di Palermo, Francesco Messineo, sull'avvio dell'indagine del Csm sul caso nato dalle intercettazioni di Massimo Ciancimino pubblicate da Panorama.
Ultima modifica: 13 Settembre 2011 ore 16:20

 

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Commenti

  • 2011-09-13 13:07:00

    Che il CSM "apra una ptratica" sul caso della gestione del dichiarante Ciancimino jr non sarebbe di per se stessa una grande notizia. Ci piacerebbe sapere se l'organo di autogoverno dei giudici ha interesse a chiuderla. Il dubbio nasce dal fatto che è stata necessaria la ripubblicazione di notizie vecchie per richiamare alla sua funzione questo organismo che non aveva alcuna intenzione di muoversi perchè - a quanto pare - non tutti i magistrati sono uguali dinanzi alla legge.
    Il Csm non ha tenuto conto di due autorevoli interventi risalenti ad alcuni mesi fa. Il primo è stato del procuratore Pietro Grasso che, a proposito della vicenda Ciancimino, aveva detto che "i pentiti, i dichiaranti ed i verbalizzanti sono come il bisturi nelle mani del chirurgo. Sta al medico saperlo utilizzare con competenza".
    Il secondo intervento è sato di Luca Palamara, presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati. Per la prima volta in televisione, nella trasmissione La Storia Siamo Noi, ebbe a prendere le distanze dal collega Ingroia sostenendo che il compito del magistrato non è quello di fare comizi ma di accreditarsi per la bontà del lavoro svolto.
    Entrambi i riferimenti sono alla gestione del dichiarante Massimo Ciancimino. Non è accaduto nulla. E' bastato che - chissà per quale ragione - il settimanale Panorama riprendesse dal cestino una vecchia notizia per sollevare l'indignazione del CSM. Forse sarebbe il caso che tutti prendessero esempio dal nuovo ministro della giustizia: meno parole e maggiore riserbo. Già questo, per quei magistrati che non riescono a fare a meno della visibilità attraverso i media, sarebbe una giusta punizione.

  • 2011-09-13 13:52:16

    Scusate ma come mai avete cambiato il titolo dell'articolo? Prima avevato scritto "Ingroia-Ciancimino".

  • 2011-09-13 13:58:43

    Andava a capo. Saluti.

  • 2011-09-13 15:21:26

    Come mai Ingroia non si fa vedere nè sentire su Live Sicilia,lui che è un personaggio quasi fisso di questo quotidiano online?

  • 2011-09-13 15:50:42

    Sarò fissato ma quando una cosa non mi convince mi piace cercare di capire. La vicenda della quale si parla,come è noto era stata pubblicata gia,mi pare nel dicembre dello scorso anno dal corriere della sera, ma se la memoria non mi inganna anche dal fatto quotidiano.La procura che indagava era quella di Reggio calabria alla quale , certamente, non sarà sfuggito quanto pubblicato dai giornali.Non mi è dato di sapere se Reggio Calabria stia indagando o,magari abbia trasmesso ad altri per competenza queste intercettazioni ambientali.Sta di fatto che dell'argomento sui giornali non se ne è più parlato.Adesso,dopo molti mesi una piccola parte di quelle intercettazioni viene ripresa da un settimanale e,soprattutto di quello che era un episodio lungo e complesso si centra l'attenzione sull'episodio della stanza e del computer del dott. Ingroia. Insorge una parte politica e chiede aperture di pratica al CSM che prontamente si dice disponibile ad occuparsene celermente,mentre l'anno scorso non aveva battuto ciglio. Negli stessi giorni viene approvato il programma di protezione per il collaborante Spatuzza. Non credo che ci sia bisogno del commissario Montalbano per capire che oggi si parla di Ciancimino per tentare di colpire Ingroia e chi con lui collabora in inchieste che possono disvelare nefandezze gravi che riguardano la storia stessa della Repubblica. Insomma parte un processo di delegittimazione perchè forse vi sono verità insopportabili e dunque devono rimanere tra i misteri italiani che ormai non sono neanche pochi. Ma quale è la forza di una democrazia che scappa da se stessa ed ha paura della sua storia? è vero i magistrati dell'accusa vanno verificati dal passaggio processuale e dalle sentenze del giudice terzo. ma allora perchè cercara la delegittimazione adesso? forse perchè qualcuno sa che si tratta di verità che vanno seppellite. Di fronte a tutto questo ci si aspetterebbe una seria di reazioni,della politica, della società,cosiddetta civile,mentra un drammatico assordante silenzio sta avvolgendo la questione. nessuno davvero vuole avere il coraggio di dire che bisogna comunque e sino in fondo per avere verità e giustizia. Se così fosse saremmo fragili,paurosi e la mafia,quella dei mafiosi e quella dei potenti che si comportano da mafiosi avrebbe vinto,con tutti i rischi per coloro come alcuni magistrati che pensano di lavorare per lo Stato.

  • per farsi bello ciancimino dichiara che al tribunale e' il padrone:
    Ha le chiavi dell'ingresso
    Puo' accedere ai computer dei PM

    E' probabile che trattasi di millanterie dopo comparsate televisive.

    Da rampollo di mafioso si sentiva trasformato improvvisamente in personaggio da isola dei famosi.

    Tutto cio' attiva meccanismi grandiosi:
    Settimanali che ne parlano e riparlano
    ispezioni del csm
    interventi dei presidenti di gruppo del senato (gasparri)

    sarebbe bastata una dichiarazione di Ingroia:
    "non ho mai lasciato nella mia stanza da solo il figlio di Vito Ciancimino"
    oppure " l'accesso al mio PC e' difficile anche per me, figuriamoci per uno che ha una scolarita' inferiore"
    oppure "la password del mio pc e' una frase in sanscrito"

  • 2011-09-13 19:39:43

    Gary Baldi,
    condivido in toto.
    Basta con le strumentalizzazioni e le delegittimazioni la storia di questo paese ci ha insegnato che in momenti come questo e con questi atteggiamenti surrettizi la parte del leone la fanno la mafia ed i poteri occulti a scapito di chi onestamente fa il suo dovere rispettando lo Stato e le Istituzioni.

    Vogliamo verità giustizia equilibrio rispetto E LAVORO

  • 2011-09-13 22:23:52

    Alice
    apoena si oarla di magistrati attenti.ma attenti a cosa? ??
    Sono uomini come noi e se sbagliano devono pagare.
    Sdoganano mafiosi ecc. Questo non e piu tollerabile i mafiosi vanno trattati come tale

  • 2011-09-14 10:29:50

    Peppe,

    non condivido i processi mediatici ai politici e allo stesso non condivido neanche la delegittimazione mediatica dei magistrati.

    i pentiti i dichiaranti vanno utilizzati sono una risorsa molto importante ovviamente tutto va pesato e verificato con attenzione.

    La maggioranza degli italiani , moderati silenziosi , è stanca di vedere a brandelli la credilibità delle sue istituzioni (tutte) e di non avere mai la verità sulle pagine oscure della storia del paese molti protagonisti di quell'orrore probabilmente oggi sono comunque al potere più o meno occulto.

    L'inchiesta sulla trattativa va fatta ,trovo grave che il Csm apra l'indagine dopo l'articolo di panorama è davvero insolito come in altri casi ho trovato insolito che prima di un inchiesta si pubblicassero fatti ad essa relativi.

    Credo nell'informazione libera che consente ai cittadini di valutare e conoscere i fatti ma credo che se ne sia abusato spesso con finalità diverse dalla volontà di informare.

    Non credo che spingere lo scontro tra politica e magistratura giovi al paese ,nè alla verità, sono come la maggioranza degli italiani una moderata che vorrebbe il rispetto tra gli uomini che compongono i poteri dello Stato e che chi tenta di abusare di questo potere venga messo all'angolo.

    Fino a quando non capiremo che animare il dibattitto creando la squadra dei cattivi e dei buoni per categoria (magistratura e politica ) il nostro paese non avrà la forza di creare un classe dirigente in modo sano e democratico MA PERMETTEREMO AI POTERI OCCULTI DI DECIDERE PER NOI.

    EQUILIBRIO , RIGORE, VERITA' , BASTA CON I VELENI ALLA GENTE NON INTERESSANO MA SI E' COMPRESO CHE IL PAESE HA BISOGNO DI MERITOCRAZIA ,ORDINE ,E TRASPARENZA PER USCIRE DALLA CRISI?

  • 2011-09-14 12:25:56

    Gasparri ordina, il CSM obbedisce.... Solidarietà al dott. Ingroia.

  • 2011-09-15 14:40:40

    @Roberto Puglisi.
    Premessa la stima che in lei ripongo Volevo sottoporvi quanto segue:

    Una mia cara conoscente cronista che scrive sul settimanale i Vespri ( venduto in blister con la Gazzetta del Sud) http://www.ivespri.it/news/cianciminiade ha scritto alcune cose interessanti sulla vicenda tra cui il seguente recente pezzo.
    Ve lo riporto integralmente di seguito.

    CSM: affaire Ingroia e affaire Pignatone. Due pesi e due misure?
    Un vero terremoto. Da un lato Ciancimino Junior e Ingroia dall’altro un capitano dei ROS e Pignatone puntando al Procuratore della DNA Grasso
    Di Virginia Di Leo

    Nel caso delle intercettazioni del 23 novembre 2010 e del 4 dicembre 2010 tra Ciancimino Junior e il commercialista Strangi siamo all’urgenza piu’ assoluta , tanto urgente da prevaricare prudenza e opportuna fase valutativa d’indagine. Il vice presidente del CSM Vietti ha fretta come l’hanno tutti i personaggi politici che si sono agitati sulla scena. Quindi nel quanto meno inopportuno silenzio del Presidente del CSM Napolitano l’urgenza dichiarata del Comitato di presidenza del Consiglio superiore della magistratura è quella della “tempestività” (letterale) “con la quale intende occuparsi del caso Ciancimino – Ingroia”. il parallelismo con il passato corso del Csm e con la vicenda dell’isolamento del mentore di Ingroia: il magistrato Paolo Borsellino soggiunge ovvia.
    Per aprire un procedimento disciplinare nei confronti di un magistrato, lo statuto del CSM vuole ci sia una prima fase “preliminare”, l’azione deve essere promossa entro un anno dalla notizia del fatto del quale si è avuta conoscenza , e comunque a seguito dell’espletamento di sommarie indagini preliminari o di denuncia circostanziata o di segnalazione del Ministro della Giustizia”.
    Ora come per qualunque cittadino , anche nei casi piu’ gravi ed eclatanti di violazione della legge, per aprire un fascicolo, soprattutto se trattasi di un magistrato, è necessaria prudenza e ragionevoli elementi probatori ed indizi. In questa vicenda, al di là delle parole in libertà del Ciancimino Junior, e della smentita categorica da parte del diretto interessato : il pm Antonio Ingroia e dei legali di Ciancimino non appaiono esservi elementi e indizi probatori tali da far aprire – tempestivamente e con urgenza – un fascicolo sul procuratore Ingroia che in atto è impegnato in prima linea alla ricerca della verità sulle stragi dove vennero martirizzati due suoi autorevoli colleghi Falcone e Borsellino e i veri mandanti delle stesse.
    Al dunque la domanda è: basta davvero un’intercettazione ambientale del dichiarante Ciancimino che parla con un indagato per mafia millantando credito e parlando di asini che volano per aprire un fascicolo su un procuratore aggiunto della Dda come il Dr. Ingroia?
    Certamente la conversazione tra Ciancimino e Strangi è quanto mento degradante e assolutamente gratuita e fuori luogo ma non giustifica l’operazione bliz del Csm e l’evidente obiettivo politico di colpire un magistrato impegnato su inchieste delicatissime di mafia e politica.
    Infatti, a proposito di queste stesse intercettazioni e degli autorevoli personaggi giudiziari che le hanno gestite in fase di indagini non sembra che risultino aperti presso il CSm analoghi procedimenti avviati con la dovuta “tempestività”.
    Il riferimento è all’affaire Pignatone ( Procuratore Capo della Procura di Reggio Calabria che si occupa del procedimento penale n° 559/09 rgnr DDA nel quale le intercettazioni sono state effettuate) . Infatti quello sui cui i media non ci hanno doviziosamente informato (forse perché troppo occupati sul gossip cianciminiesco) è quanto Vi riportiamo noi e adesso.
    Infatti vi è in corso una vicenda parallela che investe il procuratore Capo di Reggi Calabria Pignatone e che ha un collegamento diretto e strettamente connesso con quanto sta avvenendo ai danni del Procuratore aggiunto di Palermo Dr. Antonio Ingroia (con riferimento al contenuto di queste intercettazioni effettuate dalla Squadra mobile di Reggio Calabria e trasmesse dal Dirigente Renato Cortese alla Procura della Dda Reggina diretta da Pignatone).
    Ma andiamo ai Fatti. Domenica 7 agosto a metà giornata Sky news fa saltare la città di Reggio Calabria dalla sedia: il procuratore Pignatone, il capo della mobile Renato Cortese e il capo dei Ros Stefano Russo, sono finiti nel registro degli indagati della Procura di Santa Maria Capua Vetere.
    Il motivo? Cortese e Russo si sarebbero recati nel carcere militare che ricade nel territorio di Santa Maria, su indicazione dello stesso Procuratore Capo Giuseppe Pignatone, per convincere il capitano dei Ros, Saverio Spadaro Tracuzzi, lì detenuto perché accusato da un mafioso poi divenuto collaboratore di giustizia: Nino Lo Giudice per fatti di mafia. L’ambasciata di Cortese e Russo sarebbe stata – in parole povere – quella di accusare magistrati e uomini delle forze dell’ordine fornendo riscontri alle indagini in corso della procura dopo le rivelazioni del pentito Nino Lo Giudice. Insomma il capitano dei carabinieri Spataro Tracuzzi avrebbe dovuto confermare niente di meno che il suo stesso accusatore : Lo Giudice per potere – a tenaglia – incastrare pessi delle Istituzioni. Orbene tutti sappiamo che i colloqui in carcere tra un detenuto e forze dell’ordine sono legittimi e regolamentati dalle leggi; ma il contenuto, secondo l’accusa formulata dal Capitano dei Ros sarebbe stato scabroso e finalizzato a ottenere una falsa rappresentazione di fatti e verità finalizzata a infangare magistrati e funzionari della Pg. Ovviamente, tutto da dimostrare, però Sky, che è ormai uno dei più sperimentati centri motore dell’informazione italiana, precisa di aver chiesto conferma autorevole delle notizie in suo possesso ricevendo dalla procura di Santa Maria un grigio niente conferme e niente smentite. Ricordere a questo punto che l’esercizio dell’azione penale, malgrado le desiderate del governo Berlusconi, è rimasto obbligatorio per la magistratura inquirente. Pertanto se vi è una denuncia nominativa l’iscrizione del nominativo è obbligatoria. Si aggiungerà come nell’informazione “né smentisco né confermo” che spesso viene data dalle Procure significa sostanziale “conferma”: è ingiusto che sia così, ma purtroppo, per prassi consolidata, è così. Passa un po’ di tempo. L’Ansa rintraccia Pignatone che apparentemente cade dalle nuvole e, intanto, esprime fiducia incondizionata nel lavoro dei suoi collaboratori piu’ stretti: Cortese e Russo. Ora per chi non è pratico di procure e Tribunali , i due, com’è notorio in ambienti giudiziari, sono punte importanti della “squadra” ovvero del “gruppo di lavoro” che ha lavorato a lungo con il Procuratore Pignatone in Sicilia quando questi era Sostituto e poi Procuratore aggiunto di Messineo e farebbero parte della “squadra” che riusci’ a catturare l’imprendibile Provenzano ( la cui cattura ovvero mancata cattura è oggetto del processo Mori de Donno la cui prossima udienza è prevista per il 21 settembre).
    Il 10 agosto Giuseppe Pignatone premette di rispettare le indagini della Procura di Santa Maria Capua Vetere, nate dall’esposto di un capitano dei carabinieri detenuto per concorso esterno in associazione mafiosa. Ma non risparmia critiche per chi dovesse prendere in considerazione le denunce rivolte a magistrati e inquirenti da detenuti per favoreggiamento alla mafia quale è il denunciante : «Come sapete – ha spiegato il procuratore di Reggio Calabria – c’è per ora notevole clamore a seguito di due lettere denuncie del detenuto Spadaro Tracuzzi. Da un comunicato del Procuratore di Santa Maria Capua Vetere sappiamo che c’è un’indagine. E da parte nostra c’è il massimo rispetto». <<Io non voglio parlare qui dell'indagine. Ora voglio fare un discorso più in generale. Gli archivi dei Tribunali, del Palazzi di giustizia siciliani, calabresi, campani, milanesi, sono pieni di accuse di mafiosi di ogni genere, da Salvatore Riina e così a scendere che parlano di torture, di violenze, di trattamenti inumani, di dichiarazioni estorte, di violazione delle regole. Ci sono archivi pieni. Tutti sapete come finiscono queste cose». Ovvero, il cestino: «Nessuno – ha proseguito – si è mai sognato di chiedere, non dico a Falcone e Borsellino, ma anche il più anonimo dei giudici siciliani, calabresi, napoletani, di rispondere a queste accuse sui giornali, di intavolare una specie di "porta a porta" provinciale per cui oggi il detenuto X dice una cosa, il Procuratore o il Giudice per le indagini preliminari ne dice un'altra, poi interviene, per esempio qualche altra persona eccetera eccetera. Poi spunta un altro detenuto per mafia, per omicidio, per chissà che cosa e facciamo un dibattito. Questo, finora, a mia conoscenza non è mai avvenuto». L'occasione per lo «sfogo» è la conferenza stampa tenuta a Reggio dal Procuratore Capo Pignatone per il provvido arresto del boss, di 32 anni della cosca di Rosarno, Francesco Pesce.
    Il Procuratore di Reggio Giuseppe Pignatone gode quindi della sua stessa autorevolezza e la sua parola esclude qualunque sospetto su un eventuale fondamento di verità del contenuto delle accuse formulate dal capitano dei Ros (che non è certo un Ciancimino qualunque) in suo danno. Ciò sembrerebbe non essere avvenuto per il suo collega, il Vice Procuratore di Palermo Antonino Ingroia, che pur smentendo “tempestivamente” e categoricamente le stupidaggini e le millanterie di Ciancimino (che se non è mafioso è certamente figlio di un autorevole mafioso), per altro impossibili a essersi realizzate, deve essere sottoposto ad un tritacarne mediatico e “tempestivamente” sottoposto ad indagine dal CSM che non solo non dà apparentemente alcun peso alle sue smentite ma che, così operando, le induce a ritiene inconferenti e cosa molto più grave non credibili a primo acchito.
    Passa altro tempo e proprio in questi giorni arriva una dichiarazione formale di Corrado Lembo, procuratore di Santa Maria: “Avendo appreso da notizie di stampa, escludo nel modo più assoluto che il collega Giuseppe Pignatone sia iscritto nel registro degli indagati”, almeno per ora. Finalmente un punto fermo che non lascia dubbi: Pignatone non è indagato. Ma Lembo, alle domande sulla posizione degli uomini della squadra di Pignatone, ovvero, secondo l’esposto denuncia del capitano dei Ros Saverio Spadaro Tracuzzi, gli ambasciatori Cortese e Russo, l’esclusione non è altrettanto netta e afferma : “Non ho alcuna dichiarazione da rendere, come è mio costume riferire di indagini per tutto ciò che attiene alle eventuali attività d’indagine della Procura di Santa Maria Capua Vetere”. Certo se non dice queste notizie sono assolutamente infondate una ragione investigativa il Procuratore c’è l’avrà. Ai giornalisti tocca la fatica d’interpretare. E la qualcosa non è semplice. La ricostruzione più probabile è che Sky sappia che a Santa Maria sta accadendo qualcosa ma non ha informazioni formalizzate per iscritto. Perché spara la notizia? Forse ha paura di essere bruciata sui tempi perché pare che tra i cronisti di giudiziaria vi fossero voci in proposito. Resta quindi il dubbio che a Santa Maria stia accadendo qualcosa prende sempre più corpo e la gravità del fatto raccontato nel suo esposto denuncia dal capitano dei Ross Spataro Tracuzzi. Improvvisamente però il quadro cambia. I quotidiani calabresi danno conto delle smentite della procura di Santa Maria, arrivando alla giusta conclusione che è infondata la notizia di Pignatone indagato. Calabria Ora invece fa lo scoop e pubblica i retroscena che hanno alimentato le notizie di Sky proponendo in esclusiva testo e foto della lettera-accusa del capitano Spadaro Tracuzzi. Il titolo, sparato a colori a tutta pagina in prima, è un colpo di frusta e riassume il senso giornalistico del jaccuse: “Pignatone mi voleva usare per far fuori Pietro Grasso”. Che c’entra il Procuratore nazionale antimafia? Per capirlo bisogna leggere per intero il testo vergato a mano dal capitano dei Ros Spadaro Tracuzzi e ragionare su qualche ipotesi. Ecco il testo della autografa lettera denuncia : “In data 28.06.2011, tarda mattinata, sono venuti presso questo carcere militare di Santa Maria Capua Vetere (CE), due ufficiali di P.G. (dott. Renato Cortese, Capo sq mobiole di RC, e T.col Russo, com.te del Ros di Rc) che, a loro dire, erano stati incaricati dal procuratore della repubblica di Reggio Calabria dott. Giuseppe Pignatone, affinché mi venisse rivolta richiesta di collaborazione nei fatti che mi vedono coinvolto, ma con particolare riferimento ai rapporti che Luciano Lo Gitesse avere con altri appartenenti alle Istituzioni e segnatamente Magistrati nonché appartenenti alle FF.OO e ai servizi. Credo che più che della mia posizione, ove vero quanto da quei signori rappresentatomi, al sig. Procuratore interessi la sua; in particolare credo vogliano ottenere riscontri alle verosimili indagini in corso sui predetti soggetti istituzionali per poterli “incastrare”; è un “gioco sporco” più grande e complesso di me, che potrebbe portare chissà quali “vantaggi” a loro che si occupano della vicenda e conseguenze negative, invece, a me. Non ultimo, ne potrebbe uscire fuori uno scandalo inedito e grande che potrebbe portare – nel breve/medio termine – anche alle possibili dimissioni del Procuratore nazionale antimafia, dott. Piero Grasso, oltre che degli altri magistrati coinvolti; mentre il dottor Pignatone potrebbe assumere egli stesso questo nuovo incarico e chissà quale altro di prestigio. Io sono solo una piccola pedina che forse potrebbe giovare alla loro causa. I due dirigenti (Cortese e Russo) sono venuti a propormi tale collaborazione garantendomi che la magistratura inquirente mi avrebbe certamente concesso dei benefici”. Orbene i giornali reggini ipotizzano che dentro il (presunto) tramestio ci siano Alberto Cisterna, Francesco Mollace e Francesco Neri. Ma il colloquio potrebbe avere avuto al centro – fatto gravissimo e per il quale il CSM avrebbe dovuto aprire con “tempestività” una indagine – il numero due dell’antimafia, Alberto Cisterna. Incastrato lui, l’ufficio diretto dal capo della DNA Piero Grasso non farebbe certo una bella figura antimafia; anzi sarebbe opportuno facesse le valigie. Nella migliore delle ipotesi Grasso sarebbe stato imperdonabilmente superficiale a scegliersi come braccio destro un magistrato corrotto. Questo sembra essere il retroscena ipotizzato dal Capitano dei Ros Spadaro Tracuzzi che sostiene che gli sia stato proposto uno scambio tra la sua testimonianza e imprecisati benefici. Sembra di capire che, alla fine, quello scambio non lo avrebbe accettato perché le sue accuse avrebbero portato vantaggi ad altri e “conseguenze negative” a lui che avrebbe confermato le accuse di favoreggiamento alla mafia che il pentito Nino Lo Giudice ( è doveroso precisare gestito sempre dalla procura di Reggio Calabria ) gli aveva mosso e che gli erano costate l’arresto. Un quadro torbido, veramente inquietante, quello raccontato dall’imputato per fatti di mafia, per usare il linguaggio di Pignatone, su cui la città di Reggio va tranquillizzata.
    Strane coincidenze?. Inquietanti volute connessioni? Certo è che i guai del Procuratore di Palermo Ingroia cominciano per via della pubblicazione e diffusione stampa a tappeto delle intercettazioni di Ciancimino come operate dalla Squadra Mobile di Reggio governata, ( ma che strana coincidenza ) dal fidato collaboratore di Giuseppe Pignatone: Cortese. Lo stesso Cortese che ascrive al suo curriculum l’essere in squadra a Palermo per la cattura di Provenzano.
    Non si ripeterà mai a sufficienza che le accuse, dovrebbero essere valutate per quelle che sono : solo accuse da provare per altro e non coinvolgono la dignità degli accusati fin quando non vengono dimostrate (riscontrate, dicono gli esperti) attraverso i procedimenti previsti e fissati dalle leggi. Questo principio deve ovviamente valere per tutti. Ingroia, tirato in ballo dal collaborante Ciancimino Junior figlio del mafioso Don Vito Ciancimino e Pignatone tirato in ballo dal Capitano dei Ros Spataro Tracuzzi ( che addirittura arriva ad accusarlo di avere attentato alla posizione istituzionale del Procuratore Nazionale Antimafia : Piero Grasso; questa si che è materia del CSM!).
    Certo non vogliamo fare parallelismi di posizioni ma le due storie apparentemente lontane e diverse laddove i fatti appaiono assolutamente concomitanti e connessi ci portano a pensare che il CSM sia quanto meno miope ovvero a due marce.
    Questo porta quindi a sospettare che l’apertura dell’indagine “tempestiva “ nei confronti dell’operato di Ingroia potrà apparire come una metodologia sistematica di chi vuole “isolare” un magistrato, a troppi potenti e potentati, scomodo come Antonio Ingroia. Ci sembra di rivivere gli attacchi subiti dal suo mentore Paolo Borsellino. Non dimentichiamo che Borsellino venne messo sotto inchiesta dal Csm, fu interrogato dal Plenum dell'organo dell'autogoverno e rischiò un provvedimento disciplinare solo per aver rilasciato due interviste a Saverio Lodato de l'Unità e ad Attilio Bolzoni di Repubblica nelle quali aveva denunciato il tentativo di smantellamento del pool antimafia attraverso la nomina da parte del Csm di Antonino Meli all'Ufficio Istruzione al posto di Giovanni Falcone. Addirittura quegli inusitati attacchi professionali a Borsellino avevano spinto lo stesso Falcone a rassegnare le proprie dimissioni (respinte poi dal Csm) in pieno sostegno al collega e amico Paolo Borsellino e in totale disaccordo con i criteri di gestione dell'Ufficio istruzione inaugurati da Meli. All'epoca dei fatti Borsellino era stato successivamente prosciolto, ma il segnale che era stato lanciato alla mafia era fin troppo chiaro: Borsellino doveva essere isolato.
    Sarebbe opportuno che il Csm non ripetesse gli errori del passato. Il Csm deve tutelare il lavoro dei magistrati, se mai ammonirli o punirli quando viene dimostrato con certezza un illecito compiuto da essi, ma non deve diventare il palcoscenico della demonizzazione dei servitori dello stato. Non è mai prudente e buona procedura isolare un magistrato impegnato in prima linea come Ingroia quando si ha addirittura l’evidente sospetto che quell'isolamento è studiato a tavolino e determinato da un'evidente operazione lobbistica.

  • 2011-09-15 14:49:02

    A palermo sulla salita di monte pellegrino, su di un muretto vi era una scritta Nano=palle. Il Nano Stava per Massimo , le palle erano i suoi fantastici racconti. Non so se quel muro c'è piu' ma abbiamo modo di notare che il massimo nostrano non ha cambiato abitudine. D'altronde il lupo perde il pelo ma non il vizio. Con questo non voglio certo dire che tutto quello che racconta sono palle! Per carità ma certamente è incline ai racconti fantastici. Proprio per questo apprezzo moltissimo il Dr. Ingroia che in tutti questi ultimi anni si è sempre tenuto fermo al principio di verificare volta per volta l'attendibilità del dichiarante sottoponendo scientificamente e tecnicamente i documenti da lui prodotti e quelli sequestrati nell'archivio segreto del padre a attenta e rigorosa indagine. E' tempo di schierarsi tra quelli che vogliono la verità e quelli che vogliono che le tenebre e il segreto di stato siano la regola. Sostenere Ingroia come magistrato ancor prima che come persona è un dovere ed una necessità dei cittadini onesti che vogliono che sia fatta luce sui misteri della nostra repubblica.
    Coraggio bisogna schierarsi per non restare pecoroni asserviti al potere.

  • 2011-09-15 14:51:16

    Eccomi.
    I quarto o quinto potere che sia ordina! Il loro uomo messo nel CSM obbedisce..... Solidarietà al dott. Ingroia.

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