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I nostri ingegneri vanno a sviluppare le loro idee all'estero, mentre in Sicilia non si riesce a progettare alcunchè di nuovo per convertire la produzione e far continuare a lavorare le persone.
Ecco i risultati del Governo Lombardo in tre anni: crisi dappertutto e chiusura di aziende, anche storiche. La disoccupazione galoppa e i fondi europei restano ancora gongelati nelle casse della Regione, dopo tre anni stanno facendo la muffa!
Riporto quanto appena letto su un blog a diffusione nazionale:
"A Catania stanno accadendo cose che non si erano mai viste. Il calo del 7 per cento dell'occupazione in bar e ristoranti è una novità assoluta per una città come questa. La chiusura dei negozi in centro, poi, l'abbiamo attribuita all'assalto dei centri commerciali, ma adesso anche lì si respira per la prima volta aria di crisi e ci sono esercenti che non riescono a pagare nemmeno gli affitti. Qui si rischia davvero il fallimento di massa". A parlare fuori dai denti è il presidente della Camera di commercio etnea, Pietro Agen. E il suo è un ritornello ripetuto in coro da tutti i suoi colleghi di Sicilia. Perché i numeri della crisi del settore del commercio, dell'artigianato e delle piccole imprese nel 2011 appena alle spalle fanno paura: da gennaio scorso a settembre hanno chiuso i battenti in tutta l'Isola 14.577 imprese, tra il 2010 e il 2011 si sono persi 49 mila posti di lavoro, e le sofferenze delle imprese sono raddoppiate in provincia di Catania e triplicate a Palermo. Il futuro, poi, è sempre più nero: nel 2012 la Cgil prevede una perdita di posti per altre 10 mila unità e Unioncamere stima un meno 0,8 per cento dell'andamento della spesa per consumi delle famiglie siciliane, il dato peggiore d'Italia."
E bravo Lombardo...!!!
La notizia trapelata il queste ore sui badge bloccati dalla raffineria ISAB Sud mi fa riflettere e sorridere di un riso amaro!
Le invettive contro gli ambientalisti del NO, vengono smontate dalle iniziattive imprenditoriali della LUKOIL.
La notizia di circa 1400 esuberi per gli anni 2012/13 prelude ad un attuazione di un piano di dismissione del settore produttivo a fronte di un impegno nel solo stoccaggio del greggio.
Credo che da quando abbiamo compreso il rischio e il danno ambientale che il petrolchimico ha provocato, invochiamo una riconversione del sistema produttivo del triangolo industriale Augusta-Priolo-Melilli nel senso della green economy. Riconversione che per quanto mi riguarda potrebbe anche ospitare il tanto vituperato Rigassificatore a condizione che si elimini il cosiddetto effetto domino.
Mi sembra di capire che i nostri NO non avrebbero compromesso i posti di lavoro, ma solo una migliore qualita' della salute di tanti cittadini.
In conclusione mi piacerebbe comprendere quali standard di sicurezza nella manutenzione degli impianti si raggiungono con il blocco degli straordinari per i lavoratori, informazione che abbiamo anche richiesto sollecitando un'interrogazione parlamentare presentata dell'on.le Elisabetta Zamparutti all'indomani dell'incidente del giugno scorso, con la richiesta di una commissione tecnica per valutare lo stato degli impianti.
Arch. Giuseppe Patti
pres. WWF Siracusa