E' in carcere, gli muore il figlio
L'appello: "Almeno vada al funerale"
Martedì 14 Febbraio 2012 19:55 di Roberto Puglisi
Orazio Cunsolo sa a malapena leggere e scrivere. Nei giorni scorsi, è andato a trovare suo figlio Giuseppe, vittima di un incidente, grazie a un permesso. Gli hanno detto: "E' spacciato". Orazio, catanese, ha ingoiato le sue lacrime. Ed è tornato nel carcere dell'Ucciardone di Palermo, dove sconta una condanna definitiva per fatti di rapina ed è oggetto di un'altra ordinanza cautelare, aggravata da vicende di mafia.
Oggi, qualcuno gli ha comunicato la notizia: Giuseppe Cunsolo, 14 anni, è morto dopo una lunga agonia. Orazio è in isolamento. Spiega l'avvocato Dario Polizza Favaloro: "E' da solo perché all'Ucciardone non c'è la sezione adatta. Deve scontare ancora due anni e qualcosa".
L'associazione "Sicilia Risvegli Onlus" -via ANSA - lancia un appello: "Chiediamo - dice il presidente dell'associazione Giuseppe Crisafulli - l'immediata sospensione della pena del padre, oppure in alternativa estrema, concedere allo stesso non solo l'avvicinamento a Catania, dove vive la famiglia". Telefonata di Livesicilia al presidente Crisafulli: "Vogliamo almeno che il signor Cunsolo possa assistere al funerale del figlio". Un permesso dovrebbe essere garantito. L'avvocato Polizza Favaloro insiste: "I medici non hanno avuto scrupolo a comunicare al padre recluso in isolamento la gravità delle condizioni del figlio. Perché, pur essendo catanese, è all'Ucciardone? Forse perché lì c'è più spazio". E, immaginando che qualcuno possa immaginare che all'Ucciardone ci sia più spazio, nonostante il lutto e la tragedia, all'avvocato e al cronista scappa una mezza risata.
Oggi, qualcuno gli ha comunicato la notizia: Giuseppe Cunsolo, 14 anni, è morto dopo una lunga agonia. Orazio è in isolamento. Spiega l'avvocato Dario Polizza Favaloro: "E' da solo perché all'Ucciardone non c'è la sezione adatta. Deve scontare ancora due anni e qualcosa".
L'associazione "Sicilia Risvegli Onlus" -via ANSA - lancia un appello: "Chiediamo - dice il presidente dell'associazione Giuseppe Crisafulli - l'immediata sospensione della pena del padre, oppure in alternativa estrema, concedere allo stesso non solo l'avvicinamento a Catania, dove vive la famiglia". Telefonata di Livesicilia al presidente Crisafulli: "Vogliamo almeno che il signor Cunsolo possa assistere al funerale del figlio". Un permesso dovrebbe essere garantito. L'avvocato Polizza Favaloro insiste: "I medici non hanno avuto scrupolo a comunicare al padre recluso in isolamento la gravità delle condizioni del figlio. Perché, pur essendo catanese, è all'Ucciardone? Forse perché lì c'è più spazio". E, immaginando che qualcuno possa immaginare che all'Ucciardone ci sia più spazio, nonostante il lutto e la tragedia, all'avvocato e al cronista scappa una mezza risata.
Ultima modifica: 14 Febbraio ore 20:02
























Ma perche' la pena deve per forza diventare tortura?
E' umano tutto questo?
Come sempre un plauso a Live e al suo Coordinatore per avere dato spazio a problemi come questi. Una voce anche per gli ultimi.
Purtroppo questa è l'italia...la legge nn è uguale per tutti e sopratutto chi si alza prima la mattina detta leggi.Pedofili e assassini hanno trattamenti speciali e a 2 gg di carcere sn fuori...in italia viene premiato chi ha reati peggiori perchè in quel caso ti danno l'infermetà mentale. non ci sn parole ma solo immenso sdegno ma la vita è una ruota,oggi a me domani a te e quando capiterà a Esso non è che nn potrà perchè qualcuno lo impedirà ma piuttosto nn potrà perchè nn dovrà avere le forze...alla famiglia anche se nn li conosco faccio le più sincere condoglianze e al piccolo Giuseppe dico:angioletto riposa in pace...