Pedofilia nella Chiesa
Rimosso il sacerdote
Sabato 25 Febbraio 2012 18:32 di Antonio Condorelli
Il vescovo di Acireale, Antonino Raspanti, ha invitato il sacerdote della sua diocesi accusato di pedofilia ad "allontanarsi dalla sua sede". La richiesta di Raspanti, che ha chiesto al prete di "riflettere e ritirarsi in meditazione", segue le inchieste di "S", che nel numero in edicola oggi ha raccolto le testimonianze affidate da due fedeli all'associazione "La Caramella Buona onlus". Ieri la procura aveva annunciato l'apertura di un'inchiesta, che oggi ha mosso i primi passi.
Raspanti, del resto, si era già detto pronto a "prendere gli opportuni provvedimenti". E lo ha fatto. Poco più che cinquantenne, con un piglio giovanile, Raspanti, incontrato da "S" e LiveSicilia.it nel palazzo storico della diocesi di Acireale, ha un solo pensiero in testa: "Recuperare le pecorelle che sono state tradite dal pastore che seguivano". Poco clamore e molta concretezza, mentre ad Acireale prosegue la festa del carnevale, il vescovo - il cui pugno duro è noto per come ha contrastato la mafia nei Comuni di Matteo Messina Denaro - prende da subito le distanze dal prete accusato di pedofilia, che nelle ore di registrazione che "S" ha consegnato ai magistrati è spesso accompagnato da bambini e chierichetti.
Adesso, Raspanti conta di portare la vicenda in Vaticano. Il vescovo di Acireale aveva programmato un appuntamento presso la Santa Sede per la seconda metà di marzo, ma a questo punto, dopo la pubblicazione del servizio giornalistico di "S", i tempi potrebbero accorciarsi e Raspanti potrebbe completare in un paio di giorni la stesura di una relazione documentata sugli abusi del sacerdote. "Mai prima di adesso - continua Raspanti - ho avuto in mano elementi concreti su abusi sessuali nei confronti di minori nel territorio della diocesi". Il vescovo, che guida la diocesi di Acireale da 6 mesi, confida di aver sentito "molte dicerie", ma nulla di concreto.
Chiusa nel massimo riserbo, intanto, la squadra investigativa sulla pedofilia coordinata dal procuratore capo Giovanni Salvi e dall'aggiunto Marisa Scavo, ha acquisito il filmato pubblicato da Livesicilia con le confessioni del sacerdote. Nell'articolo di "S" venivano raccolte le denunce di due fedeli e la conversazione registrata da uno di loro, che ha affrontato il sacerdote e ha inciso su un nastro le ammissioni del prelato. Una parte di quelle ammissioni è disponibile su LiveSicilia, mentre una trascrizione molto più ampia è stata pubblicata sul mensile "S".
Raspanti, del resto, si era già detto pronto a "prendere gli opportuni provvedimenti". E lo ha fatto. Poco più che cinquantenne, con un piglio giovanile, Raspanti, incontrato da "S" e LiveSicilia.it nel palazzo storico della diocesi di Acireale, ha un solo pensiero in testa: "Recuperare le pecorelle che sono state tradite dal pastore che seguivano". Poco clamore e molta concretezza, mentre ad Acireale prosegue la festa del carnevale, il vescovo - il cui pugno duro è noto per come ha contrastato la mafia nei Comuni di Matteo Messina Denaro - prende da subito le distanze dal prete accusato di pedofilia, che nelle ore di registrazione che "S" ha consegnato ai magistrati è spesso accompagnato da bambini e chierichetti.
Adesso, Raspanti conta di portare la vicenda in Vaticano. Il vescovo di Acireale aveva programmato un appuntamento presso la Santa Sede per la seconda metà di marzo, ma a questo punto, dopo la pubblicazione del servizio giornalistico di "S", i tempi potrebbero accorciarsi e Raspanti potrebbe completare in un paio di giorni la stesura di una relazione documentata sugli abusi del sacerdote. "Mai prima di adesso - continua Raspanti - ho avuto in mano elementi concreti su abusi sessuali nei confronti di minori nel territorio della diocesi". Il vescovo, che guida la diocesi di Acireale da 6 mesi, confida di aver sentito "molte dicerie", ma nulla di concreto.
Chiusa nel massimo riserbo, intanto, la squadra investigativa sulla pedofilia coordinata dal procuratore capo Giovanni Salvi e dall'aggiunto Marisa Scavo, ha acquisito il filmato pubblicato da Livesicilia con le confessioni del sacerdote. Nell'articolo di "S" venivano raccolte le denunce di due fedeli e la conversazione registrata da uno di loro, che ha affrontato il sacerdote e ha inciso su un nastro le ammissioni del prelato. Una parte di quelle ammissioni è disponibile su LiveSicilia, mentre una trascrizione molto più ampia è stata pubblicata sul mensile "S".
Ultima modifica: 29 Febbraio ore 07:49
























Andrà a riferire in Vaticano. E poi sarà promosso arcivescovo di qualche popolata bidonville dell'Africa orientale.
Ridicolo il provvedimento...bisognerebbe dare pene esemplari!!
Riflettere e ritirarsi in meditazione? Ma cosa deve meditare un pervertito del genere? Quindi, questo abusa di un innocente e chissà se ha fatto la stessa cosa con altri bambini prima di lui e deve andare a riflettere e a meditare? E questa sarebbe la severa misura adottata dal vescovo di Acireale? In galera, questi elementi devono stare in galera!!!!!!
Ma scusatemi sentite, anche questo vescovo quindi sapeva qualcosa ! E i vescovi precedenti e precedenti ancora ? Tanti anni di abusi e scommettiamo che altri vescovi sono stati zitti ?
Il Vescovo non ha amesso niente,la persona di cui si parla noi non la conosciamo, il fatto descritto è avvenuto negli anni 80, la persona che lo accusa oggi è abbastanza adulta mentre si comporta e agisce da adolescente e questo per me non è credibile. Il fatto poi ancora deve essere analizzato dalla Magistratura, che darà un giudizio. Il giornalista fa il suo "mestiere".Si cerca in tutti i modi di discreditare la Chiesa cattolica in tutti i modi.Dovremmo invece sapere, oggi, quello che ne pensano le persone che sono state vicine a questo sacerdote per tanti anni e giudicare dal suo operato: un loro giudizio è determinante perchè indica il suo percorso personale e professionale.
Diamo spazio alla magistratura, è necessario che vengano fatte le dovute indagini. Resta, pendente, l'ipotesi di un reato penale che deve essere condannato duramente. Ritengo che la decisione del Vescovo, in assenza di ulteriori prove, sia stata la più corretta e cauta. Se le indagini dovessero portare ulteriori prove le due giustizie, quella terrena e quella trascendente (che conosce già la verità) faranno il loro corso.
@ Giovanni Pennisi.....qui si parla di filmato con confessioni, qui si parla non di sospetti ma di prove ambientali evidenti e inconfutabili. Qui si parla di uno dei tanti, troppi, preti pedofili e maniaci sessuali, che hanno abusato di vittime innocenti non in grado di difendersi approfittando di una veste che dovrebbe far pensare che dietro ci siano ben altro tipo di persone. La Chiesa cattolica è piena di persone che hanno sacrificato e sacrificano la loro vita per il bene del prossimo, questo è indiscutibile, che si sia macchiata storicamente della colpa di coprire questi bastardi è altrettanto tristemente vero.
Giovanni Pennisi, mi sembra invece che i giornalisti facendo il loro dovere cercano di evidenziare la verità e in questo caso, è chiaro che Lei è contro i dettami della Chiesa e contro le leggi dello Stato italiano
Bene ha fatto l'Arcivescovo a prendere le distanze.
COMPLIMENTI A MONS. ANTONIO RASPANTI,FINALMENTE..... ECCO UN VESCOVO CHE NON COPRE I SACERDOTI ACCUSATI DI PEDOFILIA(come tutti si aspettano da un degno e serio pastore) MA SI PREOCCUPA DI RECUPERARE LE PECORELLE CHE SONO STATE OFFESE DA QUESTI ORCHI CHE SI NASCONDO E SI FANNO SCUDO DELLA TALARE PER FARE I LORO PORCI COMOMODI.....BRAVO...BRAVO VERAMENTE BRAVO PERCHE' CON QUESTO GESTO FARA' RIACQUISTARE DI NUOVO FIDUCIA NELLA CHIESA.
Il delitto più orribile e rivoltante è quello che viene perpetrato ai danni dei bambini ,,,,dell'innocenza. Se poi viene commesso da un ministro di Dio ,come un prete, allora c'è da rimanere basiti, attoniti. L'atto più odioso, ripugnante e direi bestiale , bestia è il prete pedofilo, che abusa di una creatura innocente nascondendo dietro l'abito talare il crimine più turpe e immondo a carico del candore. Vergogna per chi ha giurato di servire Dio facendo voto di castità, preti di siffatta natura perchè spergiuri,bisognerebbe condannarli a morte, ma anche se non preti.Condannarli senza appello per tradimento verso Dio e la coscienza sociale e civile della gente buttarli dalla Rupe Tarpea facendoli scomparire dalla faccia della terra buttandoli in mare con una pietra legata al collo Capisco che i preti pedofili sono il flagello della Chiesa ma di fronte al fatto inconfutbile gli organi gerarchici della Chiesa devono intervenire drasticamente infliggendo pene esemplari ,non si salva la faccia con comportamenti omertosi o peggio tacendo dato che il silenzio rende complici del misfatto. Perciò se il vescovo di Acireale ha rimosso il prete pedofilo ,ha fatto bene e il minimo che poteva fare.Però la Santa Chiesa dovrebbe studiare e mettere in atto pene più pesanti
e raffinate a carico di questi esseri immondi e mostruosi. Bisognerebbe castrarli chimicamente o manualmenteììììììììì farne degli eunuchi e internarli su un'isola deserta
non c'è tanto da dire , la Chiesa prenderà i suoi provvedimenti e purtroppo di preti pedofili ce ne sono tanti ma come al solito vengono coperti da qualcuno, basta mandarli in galera con i detenuti il resto viene da solo
Padre Nino, il vescovo di Acireale, è una grandissima anima e una mente eccelsa, state tutti buoni, non giudicate chi non conoscete e non mancategli di rispetto, lui saprà prendere provvedimenti severi e giusti senza tentennamenti, siatene certi. I magistrati faranno il loro dovere, si spera con pari dirittura morale del vescovo.
io sono nativo di acireale, non conosco piu' la realtà di adesso. ma qui a Massa Carrara ce ne sono stati tanti di preti inquisiti per pedofilia e il vescovo sapeva e taceva quando non ne ha potuto piu' allora comunicava che aveva preso a suo tempo dei provvedimenti
questa inchiesta è a difesa della Chiesa Cattolica... grazie, per aver tolto un'altra bestia dal posto in cui non doveva stare..
Comunque che il vescovo non sapesse mi sembra strano. il sostena della chiesa è piramidale e hanno un sistema di informazione che nessun apparato militare ha. come in un ambiente militare vengono fatte le informative anche la chiesa ha le sue informative. ne ho conosciuti di prete anche di cappellani e non dico altro. C'è da considerare che una buona parte dei preti fà veramente il prete e al servizio della società.
Io ho piena fiducia nella chiesa ed in quello che essa rappresenta.
Purtroppo la chiesa è fatto di uomini e qualcuno di essi non è degno di essere ministro di una chiesa che svolge il suo ministero a favore della gente.
Mi consola il fatto che la chiesa è composta da pochi personaggi indegni e tantissimi sacerdoti che danno anche la vita per portare il messaggio di Gesù Cristo.
Io ho fiducia nel vescovo ed ho fiducia nella magistratura.
Per questo personaggio, si chiede una condanna ferma e giusta.
Non possiamo criminalizzare la chiesa perchè un suo membro pecca.
comunque non è stata una mossa intelligente rimuovere il sacerdote perchè anche se non hanno messo il nome si sà chi è. Lo so io che sto' a 1250 km di distanza di Acireale, tanto valeva mettere anche il nome non credete?
La notizia mi lascia sconcertata anche perché io mi sono sposata proprio in quella chiesa qualche mese fa e sinceramente desidererei sapere chi è il prete in questione... Qualcuno lo sa?
Signora Elisabetta, basta andare a vedere nella chiesa in questione e vedere il prete che manca. lo so io che sono in toscana
Purtroppo io non li conosco tutti... Ho conosciuto il prete che ci ha sposati soltanto qualche mese prima del matrimonio. Chiedo scusa per aver fatto una domanda sull'identità del prete in questione ma la notizia mi ha provocato davvero un grandissimo disagio interiore...
Signora Elisabetta, purtroppo non posso divulgare il nome specialmente, ma la gente di Acireale lo sà bene chi è, fanno finta di non saperlo, come il vescovo. Ma la chiesa sa tutto di tutti
Signor Rosario la capisco. Ma se mai fosse possibile, potremmo parlarne privatamente eventualmente... In caso contrario la ringrazio ugualmente.
Signora Elisabetta, purtroppo quello che si mette quà viene a conoscenza di tutti e la riservatezza conta tanto. la legge vieta di mettere i nomi di eventuale indagati quando ci sono solo indizi e per questo tipo di reato e dato anche la persona che fà parte della chiesa difficilmente mette il nominativo. altro modo per contattarci non saprei, non conosco la sua e-mail . Ma Lei faccia una cosa và su internet prende la chiesa in questione cerca i preti che ci giravano attorno e andando a verificare di persona noterà che manca qualcuno. Infatti, secondo me il vescovo se non voleva far sapere chi era non doveva rimuoverlo subito, non è stata secondo me una mossa intelligente
Signora Elisabetta, se legge bene tutti i commenti dei vari articoli, nota che qualcuno ha specificato la chiesa interessata, mi metta la sua e-mail che la contatto io. grazie e buonagiornata.
Signor Rosario, capisco bene le sue parole. Se vuole può contattarmi qui: EliCT1981@hotmail.it. Grazie e buona giornata.
Sappiamo dell'aggressione incivile ai giornalisti. Questo è solo fondamentalismo stantio per difendere - se c'è la prova - un orco mascalzone, per di più in tonaca. Ma Raspanti lo dovrebbe piuttosto fare arrestare, come è successo a Genova a quel losco omologo Seppia, cui erano stati rifiutati persino gli arresti domiciliari, anzicchè limitarsi a farlo allontanare (id est scappare). Turturro a Palermo ci pare che fu condannato. Perchè piuttosto certi magistrati a Catania non provvedono in tal senso, stando il grave pericolo di reiterazione e di inquinamento della prova? Come la mettiamo altrimenti con il principio di uguaglianza di fronte alla legge?? Forse che in questo distretto catanese vige un altro codice quando si tratta di caste o lobby?? Tale silenzio e immobilismo inquietano (e non poco) i benpensanti!!
Svegliati Acireale!!! Preti onesti denunciate i vs colleghi. Non tacete. Gesù amava i bambini non li molestava. Che schifo