Pescheria, il mercato fiaccato dal Covid: "vendite in calo del 50%"

Pescheria, il mercato fiaccato dal Covid: “vendite in calo del 50%”

Il silenzio ha preso il posto delle tipiche voci che da sempre animano il mercato storico di Catania.
IN CENTRO STORICO
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CATANIA – I “viali” normalmente affollati letteralmente vuoti, o quasi. Pochissimi gli avventori in uno dei luoghi simbolo di Catania, oggi tristemente deserto.

Pescheria quasi irriconoscibile

Nessuno strilla l’offerta speciale del giorno. Si sente appena il vocio dei pochi operatori e dei pochissimi clienti dove, fino a poco tempo fa, si sentiva parlare la lingua di Catania. È quasi irriconoscibile la Pescheria, mercato storico e cuore pulsante delle attività produttive del centro di Catania: la pandemia e le misure intraprese per contenerla stanno fiaccando gli operatori del settore abituati a lavorare con una clientela proveniente da tutta l’area metropolitana della città di Catania.

L’inevitabile calo della clientela

La Pescheria di Catania oggi

Un’area urbana di un milione di abitanti oggi ridotta al minimo, per via dell’impossibilità di spostarsi tra i comuni. “Abbiamo perso moltissimo, tanta clientela che prima comprava qui non viene più” – ci conferma uno degli operatori mentre continua a bagnare il pesce che, in larga parte, resta però miseramente invenduto sul bancone.

Vendite dimezzate

“Abbiamo una riduzione delle vendite di oltre il 50% – aggiunge un altro operatore – e non sappiamo davvero cosa fare senza i turisti e senza gli anziani che sempre meno affollano queste strade”.
L’atteggiamento non nasconde la lamentela tipica di chi vorrebbe che le cose andassero diversamente: c’è la consapevolezza del momento storico particolare, una sorta di accettazione di fronte al mostro della pandemia che fa paura a tutti, anche a chi sta perdendo tantissimo dal punto di vista economico.

La Pescheria oggi

Dignità e preoccupazione

Mi aiuti – dice ancora dolcemente l’operatore a chi si avvicina per guardare, ma non sempre per acquistare. Ma con dignità, molta, e la preoccupazione che le cose potrebbero ancora andare peggio, con un lockdown totale. Con la chiusura. “Finché si può, mi troverò sempre qua a fare il mio lavoro- conclude – però la pescheria così vuota…non si ricorda a memoria d’uomo”.


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