Violenza donne a Catania: 369 casi seguiti da Thamaia nel 2025

Violenza sulle donne a Catania: 369 casi seguiti da Thamaia nel 2025

Dati allarmanti. Storie che fanno riflettere

CATANIA – Nel 2025 il Centro antiviolenza Thamaia di Catania ha seguito 369 donne nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza maschile. Un dato significativo che emerge dal Report annuale 2025 della Rete antiviolenza della Città metropolitana di Catania, coordinata da Thamaia con il contributo di 25 enti istituzionali, sanitari, giuridici e sociali del territorio.

I numeri

Di queste 369 donne, 120 erano già in carico negli anni precedenti, mentre 249 si sono rivolte per la prima volta al Centro antiviolenza. Un aumento dei primi contatti che, secondo gli operatori, non segnala una crescita dei casi di violenza, ma una maggiore emersione del fenomeno e una crescente fiducia nei servizi antiviolenza presenti a Catania e provincia.

Il report 2025 delle violenze sulle donne

Il Report è stato presentato nel corso della riunione annuale della Rete antiviolenza, ospitata negli spazi dell’Azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania. Il documento restituisce una fotografia aggiornata della violenza sulle donne nel territorio etneo e del lavoro svolto dai centri antiviolenza e dai servizi della rete istituzionale.

“Questo Report vuole essere non soltanto un insieme di dati, ma una testimonianza viva del lavoro che ogni giorno svolgiamo al fianco delle donne che subiscono violenza”, ha dichiarato la presidente di Thamaia, Anna Agosta. “I numeri raccontano storie, percorsi di emancipazione e richieste d’aiuto che chiamano in causa l’intera comunità”.

Violenza domestica e di coppia: i dati a Catania

Secondo il Report 2025, nel 49,3 per cento dei casi l’autore della violenza è il partner, mentre nel 36,2 per cento si tratta di un ex partner. La violenza sulle donne a Catania si consuma quindi prevalentemente all’interno delle relazioni affettive e familiari, confermando il carattere strutturale del fenomeno della violenza domestica.

Un altro dato rilevante riguarda le modalità di accesso ai servizi. Il 98 per cento delle richieste di aiuto avviene prima di una situazione di emergenza, segno che sempre più donne scelgono di rivolgersi al Centro antiviolenza Thamaia in una fase iniziale del percorso di violenza. L’accesso avviene attraverso diversi canali, dalle reti informali al numero nazionale 1522, dai media alle forze dell’ordine, a dimostrazione di una rete territoriale attiva e integrata.

Prevenzione della violenza di genere nelle scuole di Catania

Accanto all’accoglienza, il report valorizza il lavoro di prevenzione della violenza di genere. Nell’anno scolastico 2024/2025 Thamaia ha realizzato 69 laboratori nelle scuole di Catania e provincia, coinvolgendo oltre mille studenti, insegnanti e famiglie. Un investimento che riconosce alla scuola un ruolo centrale nella promozione di una cultura del rispetto e nella prevenzione della violenza contro le donne.

Nel corso dell’anno sono stati inoltre attivati percorsi di formazione rivolti a operatrici e operatori della Rete antiviolenza, personale sanitario, assistenti sociali, mediatrici culturali, avvocate e avvocati, giornaliste e giornalisti. Le attività di sensibilizzazione hanno contribuito a contrastare gli stereotipi di genere e a favorire l’emersione delle richieste di aiuto sul territorio.

L’appello di Thamaia alle istituzioni locali

“Questi dati ci ricordano che il nostro impegno non deve arretrare”, ha concluso Anna Agosta. “Servono politiche strutturali e continuative, investimenti pubblici adeguati e una programmazione capace di superare le disuguaglianze territoriali, anche nell’area metropolitana di Catania”.

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