Musumeci: "Controllo preventivo | sulle attività degli enti pubblici"

Musumeci: “Controllo preventivo | sulle attività degli enti pubblici”

Armao: "Intervenire su debito e Partecipate".

Dopo la relazione della Corte dei conti
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PALERMO – “Mi convinco sempre di più della necessità di dover ripristinare in Sicilia un organo di controllo sull’attività degli enti pubblici. Tutto questo servirebbe essenzialmente agli amministratori e costituirebbe una garanzia per chi è chiamato a svolgere ruoli di responsabilità pubblica. Il frequente ricorso alla magistratura penale, alla magistratura del lavoro, alla magistratura contabile e amministrativa dimostra come la funzione del controllo preventiva essenzialmente sia non più rinviabile”. Lo ha detto il Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei Conti. “Su questo tema – ha aggiunto – dovrò confrontarmi con altri organi istituzionali e non escludo la preparazione di un disegno di legge che possa reintrodurre organismi agili, snelli certamente di controllo sugli atti di enti locali senza appesantire il processo, le procedure ordinarie che invece debbono essere assolutamente accelerate senza incontrare alcuno ostacolo”.

“La terapia sui conti della Regione non deve essere troppo pesante, ma articolata e deve intervenire sui nodi che sono rimasti. Condivido l’analisi del presidente Graffeo visto che ci siamo confrontati più volte su questi punti. Bisogna lavorare sul tema del debito per cominciare a rientrare in modo significativo; il secondo tema è quello delle partecipate che è stato uno dei rilievi che la Corte dei Conti ha fatto sull’ultimo giudizio di parifica”. Lo dice Gaetano Armao, assessore regionale all’Economia a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei Conti. “Sono questi alcuni dei gangli che vanno affrontati senza la risoluzione dei quali non riusciremo ad avere una prospettiva oltre al 2020 che porti al riequilibro economico finanziario. – aggiunge – L’equilibrio di bilancio è un valore ineludibile e imprescindibile: ciò comporterà una razionalizzazione della spesa, una riduzione in alcuni casi e la rinegoziazione. “Sono state fatte – aggiunge – scelte illogiche, perché la riduzione del 3% della spesa corrente negli accordi conclusi con lo Stato non è un modo di scegliere razionalmente dove tagliare”. “È impensabile tagliare in settori essenziali per la crescita della Sicilia come la cultura e il turismo perché se questi settori li sottoponiamo al taglio del 3%, nel 2020 quando avremmo risanato pienamente il bilancio, la Sicilia sarà morta”, conclude.


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