"Conte, una gaffe sul 'congiunto' | Ferisce quello che è successo dopo"

“Conte, una gaffe sul ‘congiunto’ | Ferisce quello che è successo dopo”

La foto di Tony Gentile

Parla il fotografo che immortalò Falcone e Borsellino in uno scatto memorabile.

Tony Gentile
di
2 min di lettura

Tony Gentile mantiene un profilo basso, come coloro che sanno volare. Qualcuno conosce la sua faccia, molti no: perché dell’umiltà di un vero fotografo si rammentano soprattutto le facce degli altri. Tutti, però, sanno a memoria lo scatto, il suo, che ha dato un nome al nostro dolore e alla nostra memoria. L’immagine di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, chini l’uno sull’altro, quasi appoggiati, in un riflesso di vita che era già una inconsapevole profezia.

Ogni volta che vogliamo rivivere l’estate delle nostre lacrime, noi cerchiamo quell’icona di tenerezza, come una protezione dall’indicibile, una teca di cristallo sotto le bombe. E la guardiamo, attraversati da sentimenti profondi, inermi davanti a tanta potenza evocativa, scorgendo, finalmente, gli uomini sotto la corazza degli eroi.

Tony ha ascoltato le parole del premier Giuseppe Conte, nell’istante in cui si è inerpicato sul “congiunto”, cioè, Piersanti Mattarella, fratello del Presidente della Repubblica, Sergio, con una vaghezza che ha provocato polemiche fuori e dentro la Camera. Ha detto, un emozionato premier, riferendosi al Capo dello Stato: “Una delle cose che più mi ha addolorato è stato quando c’è stato un attacco alla memoria di un suo congiunto sui social. Ora non ricordo esattamente….”.

Il fotografo della nostra guerra, era l’anno ’92, ha scritto, di getto, un post su facebook per esprimere il suo punto di vista, da palermitano e siciliano. In seguito, raggiunto al telefono, tra uno scatto parlamentare e l’altro, argomenta: “La memoria non va cancellata per nessuna ragione. No, la politica non c’entra. I riconoscimenti sono doverosi per tutti. Oltretutto, ‘un congiunto’ è uno che appartiene alla parentela larga… Però la gaffe ci può stare – continua – se c’è tanta emozione. E’ quello che è accaduto dopo che mi ha infastidito, quando l’onorevole Delrio (capogruppo del Pd, ndr) ha citato il nome di Piersanti Mattarella, invitando i deputati ad alzarsi. Tra i banchi della Lega e di M5s non si sono mossi”.

“C’erano pure onorevoli palermitani là in mezzo – conclude Tony – e non mi sembra che qualcuno abbia preso posizione. Mi sembra, invece, un segno della politica più brutta, quella che conduce alla contrapposizione a ogni costo”. Non aggiunge altro, Tony Gentile. I testimoni che si prendono la briga di rendere immortale un momento sono persone di poche chiacchiere e di sostanziali fatti.

Ma, forse, qualcosa si può aggiungere, a comporre una minuta didascalia. Quanto vale la memoria? Deve essere intera, o possiamo smozzicarla a nostro piacimento? I nomi sono importanti, perché racchiudono l’identità. Se mancano, non ricordi niente, anche se hai l’impressione di farlo.

Chi andrebbe, il 23 maggio, a cuor leggero, all’albero ‘comesichiama’ in via Notarbartolo? Chi si recherebbe, con intimo raccoglimento, il 19 luglio, in via D’Amelio, per abbracciare l’ombra di un “congiunto della famiglia Borsellino”?

E ancora: Piersanti Mattarella può essere messo da parte? Sul serio c’è chi non ha avvertito il dovere di alzarsi? Cosa ricordiamo, se non un nome, le mani e gli sguardi intrecciati sulla soglia dell’ultima porta? E chi ricordiamo, se ricordiamo davvero?

Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI