Abbandono di incapace, condanna |per amministratore e due infermieri

Abbandono di incapace, condanna |per amministratore e due infermieri

I tre sono stati condannati dalla corte di Assise di Catania per fatti risalenti al 2011 quando, all'interno della residenza per anziani, una donna ha aggredito un altro ospite, uccidendolo.

residenza arka
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CATANIA – La Corte di Assise di Catania, presieduta dalla dott.ssa Rosa Anna Castagnola, giudice a latere, dott. Nicola La Mantia, accogliendo le richieste formulate dal P.M., Alessandro Sorrentino e dalle difese delle parti civili, Avv.ti Alfio Pennisi, Concettina Mirabella e Maria Teresa Palumbo, ha condannato alla pena di due anni di reclusione, l’amministratore unico della residenza sanitaria assistenziale Arka Srl., Labisi Salvatore, nonché i due infermieri professionali in servizio presso la predetta struttura, Poidomani Vincenzo e Sapienza Ignazio, ritenendoli responsabili del delitto di abbandono di persone incapaci, da cui è derivata la morte dello sfortunato Piccione Sebastiano, ricoverato presso la Arka.

I tragici fatti risalgono all’11 marzo del 2011, quando, all’interno della residenza sanitaria assistenziale denominata “Arka S.r.l.”, struttura abilitata a dare assistenza ai soggetti anziani non autosufficienti, nonché ai disabili fisici, psichici e sensoriali, un degente, Sebastiano Piccione, ricoverato presso la predetta struttura per disturbi psichici, all’interno della sua camera è stato selvaggiamente aggredito e percosso da un’altra paziente diversamente abile, Marletta Graziella (per la quale altra sezione della Corte di Assise di Catania ha provveduto a dichiarare la non punibilità per totale incapacità di intendere e di volere) la quale, a causa della mancanza di adeguata custodia e vigilanza, nella notte dell’11 marzo si è introdotta nella stanza del povero Piccione, colpendolo ripetutamente, e con inaudita violenza con una scarpa, provocandone il suo decesso per i gravi traumi riportati.

La Corte di Assise di Catania ha ravvisato nella condotta di tutti gli imputati evidenti profili di responsabilità, per avere omesso la dovuta cura e custodia ai pazienti affidati alla loro vigilanza. La Corte di Assise, aderendo alle richieste degli Avv.ti Alfio Pennisi, Concetta Mirabella e Maria Teresa Palumbo, ha altresì condannato gli imputati al risarcimento del danno in favore dei familiari del povero Sebastiano Piccione, nonché al pagamento delle spese processuali.

Anche tale episodio rappresenta un esempio dell’evidente disfunzione della assistenza sanitaria locale, perché non è pensabile che delle persone indifese, che all’interno delle strutture assistenziali devono ricevere cure e vigilanza , vengano uccise per mano di altri internati che per la loro personalità meritano di essere maggiormente controllate. La lettura del dispositivo è stata accolta con viva emozione dai familiari del sig. Piccione Sebastiano, presenti in udienza, che hanno visto finalmente appagato il loro desiderio di giustizia.

 

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