PALERMO – Una doppia tragedia evitata per pura casualità. In via Montalbo non è stata ferita solo una donna di 67 anni, un altro proiettile vagante si è conficcato nella carrozzeria di una macchina. Dentro c’era un bambino di poco più di un anno. La donna è stata colpita al gluteo, il bimbo è rimasto illeso. Una traiettoria diversa, una manciata di centimetri più in alto e due innocenti sarebbero morti. La voce corre fra la gente che vive nella strada di fronte il mercato ortofrutticolo.
Le foto agli atti dell’inchiesta della Procura di Palermo, culminata in tre arresti, descrivono l’arrivo di due scooter da cui scendono altrettanti uomini. Corrono impugnando la pistola, braccano Danilo D’Ignoti che scappa. Lo inseguono e iniziano a sparare all’impazzata. D’Ignoti viene colpito alla coscia, non è in pericolo di vita.
Una scena che si aggiunge alle sventagliate di Kalashnikov. A Palermo c’è un allarme sicurezza. I poliziotti della squadra mobile hanno individuato a arrestato i presunti autori del tentato omicidio. I carabinieri del Nucleo investigativo lavorano agli altri casi. Le risposte arriveranno. La repressione ci sarà, più complicata è la prevenzione.
Tensioni e boss scarcerati
C’è gente che gira armata in città. Al momento non sappiamo se si tratti di cani sciolti che tentano di scalare le gerarchie mafiose con il piombo o se qualche boss, fra Resuttana e San Lorenzo, li stia guidando.
Ci sono liberi per fine pena personaggi del calibro di Calogero Lo Piccolo, Giuseppe Biondino e Bartolo Genova. Presto lo saranno gli imputati del processo nato dal blitz “Talea” che fece emergere forti tensioni nel mandamento. Giovanni Niosi rischiò di essere ammazzato: prima aveva patteggiato la pena, violando la regola mafiosa, poi mise in giro la voce che presto ci sarebbe stata una riunione del mandamento.
Parlava troppo, ma alla fine non lo uccisero e lo misero di lato. Fino al suo arresto nel 2017 e alla successiva condanna a 10 anni l’officina di Niosi in viale Regione siciliana era luogo di incontri fra i boss di San Lorenzo e Resuttana.
In via Montalbo in ballo c’erano questioni legate ai traffici di droga. Una donna e un bambino hanno rischiato di essere ammazzati.

