Palermo, scontro per la droga in via Montalbo fra omertà e piombo

L’omertà dei testimoni, il rumore del piombo: scontro mafioso per la droga

via Montalbo
Due gruppi armati e pronti a tutto

PALERMO – Armati, pericolosi, ben radicati nei circuiti criminali e coperti dall’omertà. L’inchiesta della Procura di Palermo che ha portato a tre fermi per il tentato omicidio di via Montalbo fa emergere una realtà preoccupante.

L’antefatto è il raid in via Don Minzoni. Un uomo ha sparato una raffica di colpi con un’arma da guerra. È la quarta volta che accade: il deposito di “Sicily By Car” in via San Lorenzo, la rimessa di auto in via Sferracavallo, il ristorante “Al Brigantino” sempre a Sferracavallo, e per ultimo via Don Minzoni.

via Montalbo
Due uomini armati arrivano in via Montalbo

Via Don Minzoni-via Montalbo: botta e risposta

A giudicare dalla vendetta di via Montalbo era chiaro a tutti i partecipanti il collegamento con i fatti di via Don Minzoni dove è stata crivellata una macchina parcheggiata e colpita la facciata della casa popolare dove abita uno dei fermati.

Eppure i parenti hanno finto di essere all’oscuro di tutto. Una donna ha raccontato ai poliziotti della squadra mobile di essersi svegliata mentre era sola in casa dopo avere udito il rumore della raffica di colpi. La macchina, una Fiat 500 Abarth, è sua. Qualcuno, ma non sa dire chi, l’aveva coperta con un telo per nascondere i buchi nella carrozzeria. Un tentativo mal riuscito di coprire i parenti.

Ha pure aggiunto che le telecamere fossero spente e servissero solo come deterrente. Falso: erano perfettamente funzionanti e le immagini in via Don Minzoni sono servite a identificare coloro che sono entrati in azione in via Montalbo.

“Dediti al crimine” in un contesto mafioso

L’1 maggio, all’indomani dei due episodi, Giovanni Gioè si è presentato alla Mobile accompagnato dal suo avvocato. I poliziotti poche ore dopo hanno rintracciato gli altri due. Quando hanno bloccato Rosario Sposito in strada ha alzato subito le mani in segno di resa.

Si tratta di soggetti “dediti al crimine e profondamente incardinati” nel contesto dello spaccio di droga nella zona che da via Montalbo arriva sino alla Fiera del Mediterraneo e sotto il controllo della mafia. La famiglia è quella dell’Acquasanta dove D’Ignoti, secondo un’accusa caduta in appello, gravitava già anni fa.

C’è uno scenario nella scenario. I luoghi dove si è sparato con i Kalashnikov ricadono in due mandamenti diversi: Tommaso Natale e San Lorenzo. C’è una guerra fra mandamenti o un drappello armato si muove senza rispettare i confini tradizionali?

Di sicuro nella zona di via Montalbo due gruppi sono arrivati allo scontro e non si fanno alcuno scrupolo ad usare armi pesanti nelle strade affollate e piene di gente. Una donna è stata ferita perché si è trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato.

L’arrivo in scooter dei due uomini armati in via Montalbo

Si indaga ancora. Conosciamo l’identità dei tre fermati e dell’uomo ferito, ma i gruppi possono contare su più uomini che agiscono con modalità mafiose e con armi da guerra.


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