Al via i saldi in Sicilia| Spesa di 200 euro a famiglia

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04 Gennaio 2014, 15:08

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PALERMO – E’ iniziata ufficialmente oggi la stagione dei saldi invernali in Sicilia. Dopo la flessione dei consumi registrata durante il periodo natalizio, le aspettative dei commercianti non sono delle migliori. Secondo le stime di Federconsumatori, saranno in pochi ad approfittare degli sconti, in quanto le famiglie hanno già esaurito il proprio budget durante le festività. L’Osservatorio dell’associazione dei consumatori prevede infatti che il numero di persone che acquisteranno durante questa tornata si attesterà intorno al 37 per cento, in ulteriore calo rispetto allo scorso anno (circa il 39 per cento).

Ancora bassa l’affluenza durante le prime ore del mattino. La crisi c’è e si sente, dunque. Ma c’è chi non si lascia scoraggiare e approfitta dei ribassi per fare i propri acquisti. A comprare durante questi saldi sarà circa una famiglia su tre. La spesa media dei palermitani si aggirerà invece intorno ai 194 euro, per un importo complessivo in Sicilia di 118,53 milioni di euro. Si comincia con una percentuale di sconto più bassa ma che potrà subire un incremento nelle prossime settimane.”Ci sono sempre promozioni ma non ci sono più i saldi di una volta – spiega un commesso di Salvaggio -. Inizieremo con il 20-30 per cento e poi in base alle rimanenze potremo arrivare anche al 50″.

Facendo un giro tra i negozi del centro storico del capoluogo siciliano ciò che balza subito agli occhi è che comunque la gente sembrerebbe approfittare di questa prima giornata anche solo per dare un’occhiata e farsi un’idea sugli effettivi sconti. Per molti, però, si tratta soltanto di spese necessarie posticipate. “Bisogna acquistare riflettendo – dicono due consumatori in giro per fare spese -. C’è gente che non arriva a fine mese. Non è tempo di sperperare denaro. Bisogna spenderlo con parsimonia e oculatezza”.

Dall’Osservatorio di Federconsumatori, il presidente regionale Lillo Vizzini spiega, però, che i saldi erano già partiti in molti negozi già da diversi giorni. “Tutti, ma proprio tutti, fanno sconti da parecchie settimane – afferma -. Perché continuare con questa farsa dei saldi ingessati, quando tutti gli operatori sono per la loro liberalizzazioni? Francamente ci aspettavamo da parte del governo Crocetta uno scatto di reni e fare della Sicilia regione apripista per la liberalizzazione delle vendite a saldo”.

Secondo Vizzini sarebbe stato utile un anticipo dei saldi ufficiali già durante lo scorso mese. “Anticiparli – spiega – avrebbe sicuramente aiutato a registrare un andamento delle vendite meno disastroso e reso meno plateale le vendite scontate sottobanco e/o per niente dissimulate”. Non mancano poi i consigli per non farsi fregare: “In merito ai prossimi saldi la raccomandazione più importante che rivolgiamo sempre ai consumatori è quella di verificare, prima della partenza ufficiale dei saldi, il prezzo pieno del prodotto che si intende acquistare, anche fotografandolo con il telefono cellulare, per avere una prova certa del prezzo originario. Solo in questo modo sarebbe possibile valutare la reale convenienza dell’acquisto e combattere le furbate di qualche commerciante scorretto”.

Anche quest’anno Federconsumatori ha stilato il suo decalogo per aiutare i consumatori a orientarsi negli acquisti scontati.

1. Non fermarsi mai davanti alla prima vetrina, confrontare i prezzi e, in ogni caso, orientarsi verso beni o prodotti che servono veramente.

2. Diffidare dalle vetrine tappezzate dai manifesti (che non consentono di vedere la merce) o che reclamizzano sconti eccessivi, pari o superiori al 60%.

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3. I saldi possono non interessare necessariamente tutta la merce del negozio. Quella a saldo, però, deve essere tenuta separata e ben individuabile rispetto a quella a prezzo pieno.

4. Attenzione alla presenza delle etichette: quella di origine permette di risalire al produttore, quella di contenuto garantisce la composizione del prodotto, quella di manutenzione informa sulle modalità di lavaggio per evitare rischi.

5. Occhio al cartellino! Su ogni prodotto deve essere indicato, obbligatoriamente ed in modo chiaro e leggibile, il vecchio prezzo, quello nuovo e il valore in percentuale dello sconto.

6. Non esiste l’obbligo di far provare i capi. Il nostro consiglio è, comunque, quello di diffidare dall’acquisto di capi di abbigliamento che non si possono provare.

7. I commercianti in possesso del POS hanno l’obbligo di accettare il pagamento con carte di credito o bancomat.

8. Conservare sempre lo scontrino quale prova di acquisto. Sarà prezioso in caso di merce fallata o non “conforme”, in quanto obbliga il commerciante alla sostituzione o al rimborso di quanto pagato.

9. Non sono rare le controversie con i negozianti che, in presenza di merce difettosa e impossibilitati a sostituirla, sostengono di non poter rimborsare i clienti perché l’annullamento dell’operazione di cassa sarebbe vietata dalle norme fiscali. Ai sensi dell’articolo 130 del Codice del Consumo la merce difettosa deve essere sostituita o il prezzo rimborsato, specialmente se c’è difetto grave e non riparabile. Inoltre, l’operazione di cassa può essere modificata anche nei giorni successivi.

10. Problemi o “bufale” devono essere subito denunciati ai vigili urbani, all’ufficio comunale per il commercio o a Federconsumatori chiamando lo 0916173434.

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04 Gennaio 2014, 15:08

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