Albergo diffuso, il sì dell’Ars |alla prima legge del M5S

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24 Luglio 2013, 19:14

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PALERMO – Dopo numerosi rinvii e un nuovo passaggio in commissione, arriva finalmente il “sì” dall’Aula all’Albergo diffuso. La legge approvata dall’Ars è la prima targata Movimento 5 Stelle mai approvata in Italia. Dopo aver eletto il più grosso numero di parlamentari regionali e “brevettato” il modello Sicilia, l’isola fa registrare un altro primato: la prima legge “italiana”del Movimento.

La legge, che, sottolineano i grillini siciliani “arriva dopo le importanti norme inserite nella legge di stabilità, quali le royalties petrolifere, le tariffe sulle acque minerali e il microcredito”, è pure la prima legge di iniziativa parlamentare approvata in questa legislatura e vede come prima firmataria Claudia La Rocca.

L’albergo diffuso è un nuovo modo di concepire l’ospitalità, complementare al turismo tradizionale, che rilancia la fruibilità dei centri storici delle città e dei paesi e pone le basi per nuova occupazione. La legge punta a dislocare gli alloggi per i turisti nelle abitazioni del centro storico e dei borghi marinari e rurali, garantendo a pochi metri da essi la presenza di locali adibiti a spazi comuni per gli ospiti (ricevimento, sale comuni, bar, punto ristoro).

“I vantaggi principali dell’albergo diffuso – afferma Claudia La Rocca – sono il recupero del patrimonio edilizio dei centri storici per ricavarne degli alloggi per i turisti e l’argine allo spopolamento dei piccoli comuni, spesso lontani dai circuiti turistici tradizionali. La nascita degli alberghi diffusi punta inoltre a creare nuove opportunità occupazionali”.

“In un difficile momento storico come questo – continua La Rocca – è necessario dare un segnale di novità, di idee che guardino sia allo sviluppo, sia alla sostenibilità. Inoltre il nostro territorio deve puntare sul turismo per la sua rinascita. Come Movimento promuoviamo l’ospitalità diffusa, espressione del concetto di turismo sostenibile. L’iter di questa legge, proposto in maniera trasversale anche da altre forze politiche, dimostra che in parlamento si può lavorare bene su progetti che guardano il bene comune. Colgo l’occasione per ringraziare il dott. Giancarlo Dall’Ara, promotore in Italia dell’albergo diffuso, nonché presidente dell’Associazione Nazionale Alberghi Diffusi, il dott. Michele Esposto, i responsabili degli alberghi diffusi di Scicli e Modica e tutti gli attivisti che hanno messo a disposizione le loro professionalità per il miglioramento del testo.”

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“L’albergo diffuso – si legge nella premessa dell’atto parlamentare – accoglie il turista facendolo immergere nelle atmosfere autentiche della vita dei piccoli borghi e centri storici, aiutandolo a conoscere abitudini e usanze originarie, a vivere la quotidianità locale e a degustare prodotti enogastronomici tipici. Inoltre guarda alla salvaguardia dell’ambiente, al recupero urbanistico, alla valorizzazione delle tradizioni, dando al tempo stesso opportunità occupazionali e imprenditoriali, con ricadute positive sulle attività commerciali esistenti, nonché sui centri commerciali naturali”.

Nella stesura del ddl, come avviene per tutti gli atti presentati dal gruppo parlamentare M5S, sono stati coinvolti cittadini ed attivisti. “Questa legge – afferma Giampiero Trizzino, presidente della commissione che ha incardinato il ddl (la commissione Ambiente che ha la delega al Turismo) – non è importante solo perché norma l’albergo diffuso, ma perché il riconoscimento giuridico di questo istituto consente di attingere ai fondi europei, cosa sui cui focalizzeremo la nostra attenzione. Un’altra cosa che tengo a far notare è che i giovani «inesperti» della politica sono i primi, e finora gli unici – tra tutti e 90 i deputati dell’Ars – ad aver fatto una legge parlamentare in questa legislatura. Non è autocelebrazione, ma i fatti parlano da soli”.

“Questo – afferma il capogruppo M5S Giancarlo Cancelleri – è un provvedimento che favorisce la creazione dei posti di lavoro attraverso lo sviluppo del turismo e delle buone pratiche di decrescita. Servirà a far ripartire l’economia anche nelle piccole realtà che, grazie a questa legge, potranno dotarsi di veri e propri impianti di ricezione senza però dover spendere enormi capitali per la costruzione di mastodontici hotel. La ricchezza sta nei centri storici e riscoprirla e valorizzarla è un dovere di chi fa le leggi”.

 

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24 Luglio 2013, 19:14

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