Amici e avversari sconvolti ricordano Francesco: |”Hai dato tutto per la pallanuoto, fino alla fine”

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04 Dicembre 2013, 06:00

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CATANIA – Ha fatto la storia della pallanuoto etnea. Una storia che, da ieri, è destinata a cambiare. Francesco Scuderi, 48 anni e una vita spesa per lo sport, se n’è andato, lasciando un enorme vuoto in chi lo ha conosciuto. Non soltanto nei “suoi” ragazzi, i pallanuotisti della Strano Light Nuoto Catania, la squadra di cui era presidente, ma in tutti quelli che lo hanno visto crescere e diventare, da semplice centroboa, il fantastico atleta che ha contribuito a fare di Catania una città di sport.

La notizia della tragica scomparsa, in un attimo, ha fatto il giro d’Italia, arrivando anche nelle piscine d’Europa dove Francesco continuava a giocare con quelli che lui stesso definiva i “vecchietti” dei Master 40. Ma è soprattutto sul sito ufficiale della pallanuoto italiana – Waterpolodevelopment – che stanno spuntando, quasi senza soluzione di continuità, i messaggi di chi ha avuto il privilegio di conoscere “Ciccio”.

Non riesco ancora a credere che sia successo .- scrive Giuseppe Marotta. Insieme al grande amore per la pallanuoto, che in questi anni abbiamo condiviso, è cresciuto tra noi un forte sentimento di stima ed affetto. Atleta corretto, tecnico capace e poi dirigente eccellente, Francesco era una persona dalle grandi qualità professionali ed umane. Mi mancheranno le nostre lunghe telefonate, le nostre discussioni a volte animate, i nostri scambi di idee e i suoi suggerimenti sulla pallanuoto giovanile che non mancavo di sollecitare, consapevole delle sue capacità tecniche ed organizzative. Il prossimo appuntamento di World League femminile Italia – Ungheria, da lui fortemente voluto a Catania, nella sua piscina di Zurria, doveva essere una festa, la festa siciliana della grande famiglia della pallanuoto. Mai avrei pensato di dover scrivere queste righe”.

Nessuno avrebbe pensato di doverle scrivere. Nemmeno Bruno Cufino, vecchio amico di Scuderi. “Nel ricevere la notizia in un solo istante, con il ghiaccio nell’anima ho rivissuto i miei nove anni siciliani… anni in cui Francesco c’è stato sempre. C’è stato come centroboa e capitano del club dove è cresciuto, c’è stato come allenatore, come dirigente, per poi diventarne presidente, in anni difficili, riassestando la società e dandole una struttura non facilmente reperibile altrove. Se n’è andato in maniera tragica, troppo, troppo presto… con tante cose da fare e da dare”.

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Un carattere allegro, divertente, qualche volta burbero ma sempre ammantato di gioia, quello di Francesco: “Ragazzone” o “Bambinone”, per tutti quelli che lo hanno conosciuto e che non smettono di postare messaggi di cordoglio. Non solo amici. A sottolineare la tragedia che rappresenta la scomparsa di una persona splendida come Francesco ci sono anche gli avversari, quelli nuovi e quelli di sempre, gli arbitri, le società sportive d’Italia. E i compagni con cui ha giocato da giovane  e gli atleti della Nuoto Catania che, da oggi, sono un po’ orfani.

“In 3 anni vissuti alla Nuoto Catania sei stato mio compagno di squadra poi mio allenatore e infine mio dirigente e ho potuto conoscerti sotto tutti questi punti di vista – ricorda Bruno Antonino. Il tuo più grande amore era la pallanuoto e sicuramente lo sarà ancor di più da lassù. Ciao Ciccio”.

 

 

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04 Dicembre 2013, 06:00

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