‘Ammare’ a Mondello

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26 Marzo 2012, 18:15

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Come ogni tribù che si rispetti, il popolo palermitano onora con particolare dedizione il rito primaverile del primo sole, che non è un saluto yoga al solstizio d’estate da fare all’alba con tamburi e sciamano, consiste semplicemente nello “scendere a Mondello”. E va bene stare ore nel traffico, non importa se c’è la partita o se la fidanzata ci cornutiò. Si scende e basta. Perché a Palermo si “sale” e a Mondello si “scende”, le cose giuste.

Già durante la settimana i liceali se la gettano r’abbella, (sì ingenui genitori, non credete al sole preso a ricreazione, vanno a mare. Mi dispiace che lo sappiate da me ma è così, ora cazziateveli) e si vanno a buttare in spiaggia a farsi foto col telefonino in tutte le posizioni tipo fino alle sette di sera. Ma il clou del rituale è il sabato. Orientativamente è intorno a mezzogiorno che scatta l’ora X, quando macchine, motorini, biciclette, autobus, sciecchi e calessi sfrecciano da tutti i lati in direzione Favorita come se qualcuno ad un certo punto urlasse: “Ok, vi do trenta secondi per catapultarvi a Mondello. Ventinove, ventotto…” Tutti almeno una volta ci siamo trovati a piazza Leoni ad aspettare il verde del semaforo lanciando sprezzanti sguardi di sfida a perfetti sconosciuti manco fossimo in corsa per l’oro olimpico. In questa armonia popolare ci sono gli invernofili con il cappottino e gli estatofili in canottiera con borsafrigo e sediasgraia, ma anche gli indecisi, che indossano la maglietta di cotone però sopra hanno lo smanicato da neve. Chissà forse un giorno anche loro conosceranno l’abbigliamento primaverile. Le signorine invece, sempre comode, chi invernale chi estiva, hanno i tacchi 15 con plateau che si sa, oltre a non sembrare per nulla Dumper cingolati dell’esercito, sulla sabbia ti danno anche un’irrinunciabile spinta. Contente loro.

In questa carovana ci sono quelli che avendo prenotato il tavolo giusto, quello dove chi passa dalla piazza li può ammirare, si preparano a gustare vino bianco e pesce affumicato direttamente dal gas di scarico delle Smait che cercano parcheggio, ovviamente senza togliere i raibba nuovi, e ci sono quelli che sentendosi già in perfetto stile balneare non si nutrono che poi si congessionano, ma verso il tramonto si danno il colpo di grazia con paneppanelle, arancine accarne, birra, una brioscia col gelato, o per i coraggiosi tutte cose insieme.

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Questi individui, comunque, sono accomunati da un unico must di stagione: l’abbronzatura. A-a-bbronzatura che Edoardo Vianello non aveva idea di cosa stesse parlando finché non gli hanno spiegato di cosa sono capaci i palermitani. A Palermo se a marzo non sei abbronzato non conti niente. Cioè, se hai l’abbronzatura livello Uomini&Donne ci hai provato, ma se vanti quella di livello Isoladeifamosi, hai svoltato. Voglio dire, vuoi mettere andare per locali il sabato sera paonazzi, quasi tumefatti, mentre sono tutti ancora pallidi? Perché ad un certo punto, in corrispondenza del primo sole, il palermitano decide (lui può questo ed altro) che è arrivata l’estate. Ma insomma chiminterìessa se ieri grandinava, oggi c’è il sole? siamo a marzo? si va ammareammondello. E in sostanza chi non è con lui è uno sfigato, stop. Quindi si stanno spalmati come le lucertole e “Giò ù puittasti l’ogghiu sprai chiddu c’arrustica?”. Che poi tra i benefits c’è anche il risparmio di quei ventieuri settimanali che spendeva in lampade, hai detto niente.

Le sere primaverili dunque, si verifica quello strano fenomeno tutto palermitano per il quale nello stesso locale all’aperitivo vedi una con gli stivali e la sciarpa di lana ed una con il sandalo gioiello. Perché mentre i miscredenti ahimè non osservano lo stesso culto e sfoggiano un biancume da autopsia, loro puzzano di doposole al cocco e sono tanto, tanto avanti. Di almeno tre mesi, ecco.

Che poi vorrei dire, le altre spiagge, quelle vicino daposeidon che in estate vi accolgono dalle otto del mattino, sono perfettamente raggiungibili anche ora e giuro, il sole c’è già anche lì. Ma forse l’abbronzatura Isoladeifamosi, quella sarbaggia, scura e rossa insieme, quella che ad agosto ce l’hanno tutti quindi non vale bisogna averla ora, quella che la sera per accentuarla per benino ti metti la maglietta giallo fosforescente, si ottiene solo in quella meravigliosa striscia nell’universo che va da Mondello paese fin’ù Ciallesto, che poi verso il Barattu ci sono i fighetti e i Mutanderos. Ma è, chiaramente, un’altra storia.

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26 Marzo 2012, 18:15

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