Perizona - Pagina 144 di 174 - LiveSicilia

Oggi è il gran giorno di Balotelli al Milan. Il calciatore è atteso in Italia per le visite mediche di rito e nelle prossime ore dovrebbe arrivare l'annuncio ufficiale da parte della società rossonera. L'accordo con il Manchester City è stato raggiunto per una cifra vicina ai 20 milioni di euro più bonus. SuperMario firmerà un contratto che lo legherà alla società di via Turati fino al giugno del 2017 ad un ingaggio di circa 4 milioni, mentre al City ne guadagnava 5 e mezzo. Mario è un indiscusso talento anche se spesso è balzato agli onori della cronaca a causa delle sue 'Balotellate': come quando lanciò la maglia dell'Inter scatenando le ire dei tifosi nerazzurri, oppure quando poco dopo il suo arrivo a Manchester si mise a lanciare freccette ai ragazzi della formazione giovanile, sempre al City tentò una goffa veronica davanti la porta, facendo imbestialire il suo allenatore, Roberto Mancini, con cui di recente è quasi venuto alle mani. A volte la stampa tende ad ingigantire quelle che sono banali ragazzate, tanto che Balotelli dopo un gol segnato in Premier mostrò una maglia con scritto "Perchè sempre io?". Mario però si è anche dimostrato generoso e sensibile, come nell'aprile del 2011 quando, all'uscita da un 'Casino', donò mille sterline ad un senzatetto. Prandelli in merito al suo ritorno in Italia ha detto: "Ora dipende tutto da lui", il giovane e talentuoso attaccante indosserà la maglia 45 del Milan, squadra di cui ha sempre ammesso di fare il tifo.
Livesicilia vi propone un video caricato su You Tube dall'utente 'POK310' dal Titolo "Mario Balotelli 2011-2012, I'm Not Bad Boy" con alcuni dei più bei gesti tecnici dell'attaccante.



Era il 29 gennaio del 1886 quando veniva brevettata la prima automobile della storia: la Benz Patent Motorwagen, conosciuta anche con il nome di Velociped. Come si può immaginare la motorizzazione dell’epoca era di fatto una forma embrionale di quelli che sono gli odierni motori. La Motorwagen infatti montava un piccolo motore posteriore quattro tempi ad un solo cilindro da appena tre quarti di cavallo che le permettevano di raggiungere circa i 15 km/h. Ma la Velociped non fu il primo tentativo della storia di realizzare un carro spinto da un motore anche se le precedenti soluzioni utilizzavano i motori a vapore, troppo ingombranti e pesanti rispetto alla loro effettiva utilità. La nascita della prima vettura si può considerare infatti come la diretta conseguenza di due grandi eventi: la creazione nel 1876 del primo motore 4 cilindri ad opera di Nikolaus August Otto e la fondazione della Benz & Cie. Sarà infatti l’ingegnere Karl Benz che per primo impiegherà contemporaneamente un carburatore, un sistema di raffreddamento ad acqua, uno di accensione elettrica, un sistema di sterzatura ed un telaio di tipo tubolare. Saranno proprio queste caratteristiche che eleggeranno la Motorwagen come la prima autovettura della storia. Nonostante tutto però il successo tardò ad arrivare sia a causa della diffidenza iniziale delle persone sia perché la Velociped non era ancora dotata di un vero e proprio serbatoio di carburante cosa che la costringeva di fatto ad essere ancora un prototipo. Sarà soltanto nel 1888 che la vettura raggiungerà il massimo lustro quando la moglie di Karl Benz, Bertha, rubando la macchina al marito la utilizzerà per percorrere i 90 km che la separavano dai suoi genitori. La notizia chiaramente si diffuse con grandissima velocità e sarà proprio da quel momento che il concetto di autovettura entrerà nel lessico quotidiano.


Ricorre oggi il centunesimo anniversario della nascita di Paul Jackson Pollock, uno tra i più importanti esponenti dell'Action Painting o Espressionismo Astratto. Nato a Cody, in Long Island, il 28 gennaio 1912, Pollock è da sempre al centro delle attenzioni della critica. La sua opera si caratterizza per l'uso di tre tecniche pittoriche, il Dripping, l'Action Painting e l'All Over, rispettivamente lo "sgocciolamento", la "pittura in azione" e la pittura "a tutto campo", che permisero all’artista di “sentirsi più vicino, quasi parte integrante della pittura”. Influenzato anche dai miti e dalle tradizioni della cultura nativa dell'Arizona, Pollock fu introdotto all'uso del colore puro nel 1936, durante un seminario a New York. Se con l'Action Paiting si serviva non più soltanto del braccio, ma del corpo, attraverso la tecnica della sgocciolatura applicava il colore con pennelli induriti, siringhe da cucina e bastoncini. Pittura automatica, surrealismo e sand paiting dei nativi americani ebbero una profonda influenza su di lui. I suoi quadri più famosi sono quelli realizzati nel periodo del dripping, tra il 1947 e il '50. Ma appena il pittore espressionista diventò noto per il suo stile, decise inaspettatamente di abbandonare la tecnica che lo aveva reso famoso. Dal 1951 comincia ad usare colori molto più scuri, spesso soltanto il nero e iniziano anche le prime figurazioni. Contrariamente a quanto ci si aspetterebbe, Pollock negava l'esistenza del "caso". Si muoveva, infatti, intorno alle tele facendo colare il colore o spruzzandolo in una danza inarrestabile ma di cui sapeva fin dall'inizio i movimenti. Controllabile e incontrollabile venivano a creare un unicum inscindibile: idee e movimenti precisi uniti all'incertezza del modo in cui la tela avrebbe assorbito il colore. Harold Rosenberg, parlando di lui, diceva: "Quello che finiva sulla tela non era un quadro, ma un evento. Il punto di svolta c'è stato quando ha deciso di dipingere 'solo per dipingere'. I gesti che si riflettevano sulla tela erano gesti di liberazione dai valori - politici, estetici e morali". Non era della stessa opinione il Reynolds News, che in un titolo del 1959 scriveva "Questa non è arte, è uno scherzo di cattivo gusto".Profondo conoscitore della psicoanalisi, era in terapia per la lotta all'alcolismo e sarà proprio questa dipendenza a interrompere la sua vita nel 1956, a soli 44 anni, quando morì in un incidente stradale provocato dal suo stato di ebbrezza.

LiveSicilia vi propone alcuni tra i suoi quadri più rappresentativi.