“Aspettiamo ancora i fondi Fas| Orlando? Pronti al dialogo”

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09 Agosto 2012, 09:45

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“Ad oggi mancano 60 milioni di fondi Fas”. Luisa Latella “aveva previsto un adeguamento del contratto di servizio di otto milioni l’anno, quando dovevano essere venti”. Paolo Lupi, uno dei tre commissari straordinari dell’Amia, l’azienda che a Palermo si occupa della raccolta rifiuti, dice che “qua non abbiamo visto niente”. Ma non intende soffiare sul fuoco delle polemiche sollevate da Leoluca Orlando, dopo l’incendio che per dieci giorni ha fatto bruciare Bellolampo. “Siamo disposti al dialogo” e precisa: “La data di riapertura della discarica deve essere ancora stabilita”.

La discarica resterà chiusa per un mese. Come pensate di riuscire a risolvere l’emergenza?
“Non so che voci siano quelle che hanno diffuso la notizia che Bellolampo riaprirà tra un mese. È una data, questa, che deve essere ancora accertata da un tavolo tecnico tutt’ora in corso con la Protezione Civile. Certo è che più si allungano i tempi di trasporto dell’immondizia, più sarà difficile ristabilire la normalità in città. Ci stiamo attrezzando per trovare con la Protezione Civile. Stiamo cercando altri automezzi. Stiamo tutti collaborando per ottenere i migliori risultati possibili”.

Orlando ha detto che se non saprà le destinazioni precise, non concederà denaro per far fronte all’emergenze. Cosa risponde?
“A chi ha promesso denaro Orlando? Qua non abbiamo visto niente. Gli interventi sono effettuati dalla Protezione Civile. A prescindere da chi siede a palazzo delle Aquile noi ci relazioniamo all’amministrazione come a un’azienda, indipendentemente da chi sia occupata la poltrona più alta. C’è da dire che l’amministrazione non è riuscita ad adempiere al piano di ripatrimonializzazione, disposto dallo stesso comune e sottoposto al tribunale. Uno strumento di garanzia ammissibile solo in amministrazione straordinaria. Ad oggi mancano 60 milioni di fondi Fas. La Latella (Luisa, ex commissario straordinario del comune, nda) aveva previsto un adeguamento del contratto di servizio di otto milioni l’anno, quando dovevano essere venti. Lei li ha visti?”.

Riguardo alle condizioni di sicurezza della discarica?
“I rilievi dei vigili del fuoco hanno stabilito che il personale Amia lavora in condizioni di sicurezza. I teloni che ricoprono le vasche ce li abbiamo trovati. Poi visto che l’incendio è doloso come dicono…”.

Secondo lei non lo è?
“Io sono un commercialista. A me spetta fare i conti. Nessuno ci aveva avvisato dei problemi di gestione della discarica e nessuno si ricorda del mare di percolato che abbiamo tirato fuori appena arrivati. Non si sono mai visti incendi negli ultimi dieci anni. I vigili del fuoco hanno detto che ci sono stati tre focolai dolosi. Su questo saprà chiarire la magistratura. C’è chi diceva che c’era diossina nell’aria ma non c’è. E non lo dico io, ma l’Arpa”.

Orlando ha annunciato di avere inviato una lettera al ministro dello Sviluppo Corrado Passera allo scopo di sostituirvi… Cosa ne pensa?
“Nella lettera non sono state riscontrate contestazioni specifiche. Qualora ne dovessero emergere, ci siederemo attorno a un tavolo e vedremo quali sono. Se si guadagnano cento euro non se ne posso spendere centoventi. L’Amia parte con un costo di raccolta maggiore rispetto a quanto ci viene destinato dall’amministrazione. A quel punto, l’unico modo di far tornare i conti è tagliare il personale. Finora non è successo, e speriamo che non succederà”.

Il sindaco ha chiesto anche perché i vostri stipendi non siano resi pubblici…
“Il nostro compenso è deciso dal ministero: se mi autorizza, potrò renderli pubblici. Lo stipendio dei commissari si basa sul passivo fallimentare, sui ricavi e sull’attivo realizzato. Lo stipendio del commissario, dunque, è quello del dirigente medio. Per intenderci, su dieci euro, almeno sei sono tasse”.

Perché non vi siete mai presentati, né agli incontri con i giornalisti, né a quelli con i cittadini?
“C’è un tavolo tecnico in corso. Non ci interessa scatenare delle querelle. Avevamo iniziato un dialogo con la precedente amministrazione. Evidentemente questa non ha interesse a proseguirlo”.

Il tavolo tecnico, dunque, a quali soluzioni porterà?
“Sarà possibile attivare la sesta vasca prima che si esaurisca lo spazio disponibile all’interno della discarica. Un progetto realizzabile grazie ai fondi Fas. Nel momento in cui ci sarà bisogno di portare altrove l’immondizia sarà necessario trasportarla in altri siti della Sicilia, a un centinaio di chilometri di distanza”.

Il prezzo?
“Cento euro a tonnellata, che saranno pagati dalla Protezione Civile, che è il soggetto attuatore delle operazioni”.

C’è qualcosa che volete dire all’amministrazione?
“Siamo pronti a dialogare per cercare di salvare l’azienda. Il nostro interesse è quello di farla tornare il prima possibile nelle mani del Comune”.

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09 Agosto 2012, 09:45

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