Ballottaggio: istruzioni per l’uso

di

10 Maggio 2012, 16:13

3 min di lettura

Palermo va al ballottaggio per scegliere il sindaco, per la prima volta nella sua storia. Il 20 e il 21 maggio il capoluogo siciliano sarà chiamato a stabilire chi tra Leoluca Orlando e Fabrizio Ferrandelli, siederà sulla poltrona di primo cittadino.

Ma come funziona il ballottaggio? Il secondo turno è una novità “recente”: è stato introdotto infatti solo nel 1993 per l’elezione diretta dei sindaci di città con almeno 15mila abitanti e dei presidenti di provincia. E a Palermo c’è un solo precedente, quello fra Pietro Puccio e Mario Ferrara nel 1996 ma per la presidenza della Provincia. In quel caso il primo, candidato del centrosinistra, riuscì a ribaltare le previsioni battendo il rivale e conquistando Palazzo Comitini.

I palermitani, fra meno di due settimane, si troveranno quindi fra le mani con una sola scheda e due nomi stampati, ovvero quello di Leoluca Orlando e quello di Fabrizio Ferrandelli. In corrispondenza del candidato, i simboli delle liste che li sostengono potrebbero non essere le stesse del primo turno.

La legge permette infatti il così detto “apparentamento tecnico”, ovvero che i candidati sindaci (e le liste ad essi collegate) che non hanno conquistato l’accesso al secondo turno possano appoggiare chi invece ce l’ha fatta dando vita ad alleanze impensabili fino a 15 giorni prima. Una possibilità remota, visto che a Palermo lo scontro sarà tutto interno al centrosinistra, ma non impossibile vista la posta in gioco. La tanto contestata legge elettorale, infatti, dà al vincitore del ballottaggio un premio di maggioranza del 60%. Quindi, se vincesse Leoluca Orlando, alla lista dell’Idv, l’unica che sinora ha superato lo sbarramento, andrebbero 30 consiglieri e quindi la maggioranza assoluta di Sala delle Lapidi. Un premio che però verrebbe meno nel caso in cui Ferrandelli riuscisse ad apparentarsi con altri raggranellando così più del 50% dei voti validi espressi al primo turno, conteggiati solo sulle liste che hanno superato lo sbarramento. In poche parole, un’alleanza “anomala” permetterebbe ai partiti di lasciare Orlando senza una maggioranza a piazza Pretoria potendo così limitarne lo strapotere.

Articoli Correlati

Ma la legge in questo caso è chiara: il candidato al ballottaggio può solo aggiungere ulteriori liste a quelle del primo turno e ha solo sette giorni di tempo per poterlo fare. Inoltre può anche modificare il programma e ha l’obbligo di ripresentare la lista degli assessori.

COME SI VOTA Per votare, è necessario apporre un segno sul nome del candidato o su uno o più dei simboli delle liste che lo sostengono; il voto è valido anche se il contrassegno risulta fuori dallo spazio contenente il nominativo del candidato. Attenzione però: per il ballottaggio non è previsto il voto disgiunto. Non si può, quindi, scegliere il nome di un candidato e uno dei simboli dell’altro, pena l’annullamento del voto.

QUANDO SI VOTA I seggi resteranno aperti domenica 20, dalle 8 alle 22, e lunedì 21 maggio dalle 7 alle 15. Per votare bisogna presentare la scheda elettorale e un documento di identità: la prima si può ritirare all’ufficio elettorale di piazza Giulio Cesare (aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 8,30 alle ore 13 e mercoledi’ dalle ore 15,30 alle ore 17,30), all’ufficio anagrafe di viale Lazio e in tutte le postazioni decentrate, ma a richiederla può essere solo il titolare; per quanto riguarda il documento, invece, occorre far chiarezza: si può utilizzare per votare un documento rilasciato da una pubblica amministrazione (carta d’identità o tesserino dei vari ministeri) a patto che abbia la foto e non sia scaduto da più di tre anni, o un tesserino di iscrizione a un ordine professionale purché munito di fotografia.

Pubblicato il

10 Maggio 2012, 16:13

Condividi sui social