Bancarelle, Catania apre il caso |L’ordinanza diventa una grana per Orlando

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04 Maggio 2013, 20:40

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PALERMO – La dichiarazione arriva dalle agenzie di stampa verso sera. Ed è un fulmine a ciel sereno: “Sono in totale disaccordo con l’ordinanza sui venditori ambulanti e sono anche un po’ arrabbiato. Ho saputo della decisione consultando il sito del Comune”. Con queste parole Giusto Catania apre il primo grande scontro interno alla giunta dell’era Orlando: oggetto del contendere, l’ordinanza sindacale emanata ieri su proposta dell’assessorato alle Attività produttive, guidato da Marco Di Marco, che impone uno stop alle bancarelle degli ambulanti. Catania è duro, ma non è il solo.
Per l’assessore al Decentramento la questione è politica. “Di grande rilevanza politica”. Perché “non c’era stata una discussione preventiva, ed è questo che mi ha dato fastidio. Ma non sono d’accordo neanche nel merito: ritengo che questa delibera sia discriminante. Prima di fare quell’uscita pubblica, però, ho parlato con Orlando”. Tutto chiuso qui? Non esattamente. Perché nell’esecutivo di Leoluca Orlando c’è anche qualcun altro che partecipa al dibattito: “È vero, la città ha bisogno di ordine e questa è una situazone che dev’essere presa in mano – dice ad esempio l’assessore alle Attività sociali Agnese Ciulla – ma bisogna fare in modo che non si mortifichi la possibilità di lavorare”. Alla parola “malumori”, però, l’assessore Ciulla frena: “Nessun malumore, stiamo discutendo serenamente”. Ma, appunto, si discute: “Bisogna trovare degli spazi nel rispetto di tutti, nei confronti di chi compra e di chi passeggia. Ma questo, lo ribadisco, non significa che ci siano dei malumori. Certo, il percorso per arrivare alla decisione poteva essere più lungo”. Si chiude a riccio invece il vicesindaco Cesare Lapiana: “Io – taglia corto – le cose le discuto in giunta. La mia posizione uscirà dalla giunta con un comunicato”.

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04 Maggio 2013, 20:40

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