MESSINA – Arresti domiciliari per l’avvocato messinese Carlo Alessandro, accusato di bancarotta fraudolenta per distrazione in concorso. Stesso provvedimento è stato notificato, dagli uomini della guardia di finanza ad un ufficiale della Marina militare, Giuseppe Impennato, di Erice. Le misure cautelative, disposte dal gip Maria Vermiglio, scaturiscono da un’indagine della Sezione operativa delle fiamme gialle, legata al fallimento della società CM s.r.l.,avvenuto nel 2010. La ditta si occupava dell’acquisto e la rivendita di beni immobili. Secondo la guardia di finanza, prima del dichiarato fallimento, sarebbe stato effettuato il passaggio di 218.000 euro. Somma che, formalmente, sarebbe finita nelle casse nelle casse di un’altra società, la Peloritana Appalti.
Secondo l’accusa, inoltre, Giuseppe Impennato e Carlo Alessandro, al tempo rispettivamente amministratore di diritto e amministratore di fatto della CM s.r.l, avrebbero distratto i 218mila euro. Nello specifico, a incassare la somma sarebbe stato Impennato che poi, trattenendo per sè 15mila euro, ne avrebbe girati 203mila all’avvocato Alessandro. All’accusa di bancarotta per distrazione, il gip Vermiglio aggiunge ai due anche l’irregolare tenuta dei libri contabili, per impedire la “lettura” della somma distratta. L’indagine della Finanza ha puntato anche sull’assenza, nelle casse della società, di assegni, per 190mila euro, relativi ad operazioni di compravendita di immobili. Per il gip Vermiglio, si è trattato di una chiara volontà di sottrarre fondi alla garanzia dei creditori.

