Bilancio, la maggioranza si spacca | Pesano la Reset e le partecipate

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27 Novembre 2018, 13:50

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PALERMO – Nella settimana del bilancio 2018 scoppia il malumore dentro la maggioranza che in consiglio comunale sostiene il sindaco Leoluca Orlando, con due consiglieri, Paolo Caracausi e Massimiliano Giaconia, che si dicono pronti a non votare la manovra. Una pessima notizia per il Professore, che a Sala delle Lapidi conta su numeri non troppo ampi e che quindi potrebbe ritrovarsi in grande difficoltà.

Mal di pancia che vertono tutti sul mondo delle società partecipate, galassia da sempre sotto i riflettori e che, dopo la nomina dei nuovi amministratori unici dello scorso agosto, vive momenti di grande tensione. La Reset rischia infatti di chiudere con i conti in rosso per mancanza di fondi sufficienti a coprire le spese, gli amministratori non hanno mai ricevuto lo stipendio, i cda non sono mai stati costituiti (con buona pace dei partiti), la revisione dei contratti di servizio al momento è solo una promessa ma anche nuove assunzioni e progressioni restano al palo, per non parlare dei direttori generali. L’ufficio Partecipate ha infatti sottolineato come qualunque tipo di progressione o ingresso sarebbe paragonabile a una nuova assunzione e quindi, al momento, vietata sia da una delibera di consiglio che dalla legge: una posizione che i dirigenti non sarebbero disposti a modificare, nonostante gli annunci dell’amministrazione. Il tutto nonostante le società abbiano accettato, loro malgrado, di stralciare crediti milionari (Amat in primis) a fronte di una promessa di rilancio che però, al momento, non si è ancora concretizzata.

Un malessere profondo e generalizzato messo nero su bianco da Caracausi, presidente della commissione Aziende del consiglio, e dal vicecapogruppo di Palermo 2022, Massimiliano Giaconia, che hanno firmato una lettera inviata al sindaco e ai capigruppo per chiedere un immediato vertice di maggioranza prima dell’approvazione del bilancio, prevista per venerdì, e che i due consiglieri sarebbero pronti a non votare.

“Dal dirigente del settore Partecipate – scrivono Caracausi e Giaconia – abbiamo appreso che, rispetto al capitolo di spesa per Reset, non è giunta alcuna indicazione da parte dell’amministrazione e, se il bilancio dovesse essere approvato così com’è attualmente, una perdita di esercizio sarebbe inevitabile; la stessa azienda l’ha quantificata in 1,5 milioni di euro. Una circostanza paradossale, se si considera che sia il precedente Capo di Gabinetto, sia l’assessore al Bilancio, hanno più volte rassicurato la Reset che le somme in bilancio sarebbero state sufficienti. A tutto questo – continuano i consiglieri – aggiungiamo le difficoltà di Rap e Amat che più volte hanno chiesto di attingere a nuovo personale, ma invano, e lo spostamento ai prossimi anni della realizzazione di impianti di illuminazione necessari per una città ormai in buona parte al buio. Più volte abbiamo spronato l’amministrazione ad attivare la famosa ‘Cabina di regia’ per lavorare alla rimodulazione dei contratti di servizio e ai piani di rilancio delle aziende, ma di tutto questo ad oggi non c’è neanche l’ombra e, di contro, regna una grande confusione che potrebbe causare danni irrimediabili per i dipendenti delle partecipate e per la città”.

La giunta ha annunciato il prelievo di un milione dal fondo di riserva per Reset, sforzo che però non sarà sufficiente a garantire i servizi sino a fine anno, e la questione della mobilità orizzontale agita i sindacati. Da qui la richiesta “improcrastinabile” di un incontro di maggioranza con il sindaco e gli assessori competenti prima dell’approvazione del bilancio per “concordare – come si legge nella nota – una nuova azione di governo, più condivisa possibile, che prenda atto dei tanti problemi ed elabori strategie risolutive”. “Pur consapevoli dei danni che ne conseguirebbero – concludono Caracausi e Giaconia – vi informiamo che, in assenza di provvedimenti, ci ritroveremmo in difficoltà nel votare i prossimi bilancio di previsione e piano triennale”.

Una vera e propria bomba che cade proprio nella settimana del bilancio di previsione. Ieri l’Aula ha iniziato a discutere il piano delle opere pubbliche, ma gli accordi prevedono che il voto sulla manovra arrivi venerdì e comunque prima di dicembre, anche perché entro il 7 il Comune di Palermo deve comunicare al Viminale i dati del bilancio. Qualora sforasse questo termine, il trasferimento di 40 milioni di euro slitterebbe al prossimo anno con conseguenze disastrose sulle casse di Palazzo delle Aquile.

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“La questione Reset è stata affrontata più volte in riunione di maggioranza con il Sindaco e la volontà politica è quella di trovare la soluzione per aumentare le risorse necessarie per mettere in sicurezza l’azienda e garantire i lavoratori che in questi anni hanno dimostrato crescita professionale e attaccamento all’azienda – dice Ottavio Zacco di Sicilia Futura – Mi fa piacere che la commissione porti avanti le proposte condivise in maggioranza e mi auguro che presto si approvi il bilancio per sbloccare la macchina amministrativa evitando, in maniera responsabile, di perdere i finanziamenti extra comunali. Altrettanto importante è iniziare ad affrontare i contratti di servizio, i nuovi piani industriali delle aziende e sbloccare i concorsi in Amat e Amg in forte sofferenza, e completare il percorso di stabilizzazione dei precari. Mon possiamo non accelerare l’iter per scorrere le graduatorie della mobilità del personale Reset verso altre aziende, in modo da garantire i servizi alla città e snellire la società”.

Bisognerà vedere, adesso, quali saranno le conseguenze in Aula: il consiglio è convocato per le 17 di oggi e le opposizioni, finora molto più accondiscendenti rispetto al consuntivo, potrebbero nuovamente salire sulle barricate.

LE REAZIONI

“Come sempre più spesso accade, la maggioranza di Orlando scricchiola e non mostra nessun coordinamento né capacità di guida dei processi amministrativi”. Così Fabrizio Ferrandelli. “Vedere che chi dovrebbe stare accanto al sindaco, piuttosto che indicare le soluzioni ai problemi, si lamenta e lancia allarmi fa sorridere. Facciamo rientrare subito noi l’allarme è sottraiamo confusone offrendo una soluzione ai problemi. Propongo che la commissione Bilancio di cui sono componente – precisa Ferrandelli – proceda alla elaborazione di un emendamento condiviso spostando somme dal fondo di riserva nei confronti di Reset. Non saranno l’interezza delle somme previste dall’accordo sindacale, ma pur sempre un contributo alla vita delle nostre società”.

“Apprendiamo senza stupore che la maggioranza va in frantumi, chiedendo che si faccia chiarezza sull’aumento delle ore alla partecipata Reset – dice Giulio Tantillo, capogruppo di Forza Italia – Siamo pienamente d’accordo, si avvii un confronto non solo con gli uffici e l’amministrazione ma chiederemo come gruppi di minoranza una convocazione urgente dei sindacati per meglio comprendere i disaci e le richieste dei lavoratori. Vorrei ricordare a chi oggi si sveglia dal letargo che già nel bilancio 2017, con un documento votato dal consiglio, Forza Italia e Fratelli D’Italia hanno chiesto il tanto atteso aumento delle ore dei lavoratori Reset. Il tempo è scaduto, dalle chiacchiere si passi ai fatti. Presenteremo un emendamento mirato, con l’auspicio che la maggioranza lo sostenga. Va da sé che i tempi del bilancio si allungano”.

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27 Novembre 2018, 13:50

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