Calenda e Schifani, l'ennesimo duello con Cuffaro

Calenda e la Sicilia, polemica infinita: ennesimo ‘duello’ con Cuffaro

Turano, Lombardo e gli altri
LE REAZIONI
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Non si placa la polemica dopo le dichiarazioni di Carlo Calenda sulla Sicilia e lo scontro con il presidente della Regione, Renato Schifani. Com’è noto, dopo averlo incrociato e avere scambiato con il leader di Azione un paio di battute sulla politica siciliana, il governatore ha deciso di rinunciare al suo intervento, nel corso della festa ‘Azzurra Libertà’, la tre giorni dei Giovani di Forza Italia a San Benedetto del Tronto. (Qui la cronaca completa)

Turano: “Parla di sé”

“Per Carlo Calenda i politici siciliani sono incapaci, assenti e non fanno nulla. Quindi parla di sé stesso visto che in Sicilia non è tornato nemmeno per una granita, dopo essere stato eletto alle politiche del 2022 nella circoscrizione Sicilia Occidentale. Calenda sii sequenziale: dimettiti. Lascia il seggio al Senato a un siciliano, che almeno conosce la strada per arrivare in Sicilia”. Così in un video sui social l’assessore regionale all’Istruzione e formazione professionale della Regione Siciliana, Mimmo Turano (nella foto).

Cuffaro: “Legga Sciascia”

“So che potrebbe risentirsi, ma con educazione suggerirei a Calenda di emendare il suo saccente eloquio sulla Sicilia e sui siciliani ricorrendo ad una meditata lettura dell’immaginario dialogo tra Garibaldi e Ippolito Nievo consegnatoci del genio letterario e umano di Leonardo Sciascia ne ‘Il quarantotto’, uno dei quattro racconti contenuti nell’opera ‘Gli zii di Sicilia’”. Così, invece, Totò Cuffaro, segretario nazionale della DC.

“Gli servirà – aggiunge Cuffaro – a recuperare la saggezza necessaria a comprendere che il popolo siciliano ‘ha bisogno di essere conosciuto e amato in ciò che tace, nelle parole che nutre nel cuore e non dice…’. E, in più, un piccolo segreto: la saggezza non si compra in Parlamento, per di più ricorrendo a dileggianti e gratuite semplificazioni nei confronti di una terra che gli ha permesso di diventare senatore della Repubblica, della cui complessità e ricchezza dovrebbe imparare a farsi carico in termini di conoscenza e di azione politica (più che di Azione)”.

“Ma forse è chiedergli troppo, come bene ha fatto comprendere a chi non se ne fosse accorto il risoluto atteggiamento tenuto dal presidente Schifani, al quale credo i siciliani debbano essere grati al di là di ogni appartenenza o simpatia politica”, conclude Cuffaro.

ScN: “Dichiarazioni gravi e inaccettabili”

“Le dichiarazioni di Carlo Calenda sono gravi e inaccettabili. Dire che la Sicilia è da ‘cancellare’ non è una battuta, ma un’offesa a milioni di cittadini che ogni giorno affrontano con dignità le difficoltà di questa terra e lottano per costruire un futuro migliore”, dice Danilo Lo Giudice coordinatore regionale Sud chiama Nord.

“Come movimento politico che nasce e cresce nel Sud, sentiamo il dovere di difendere la Sicilia e i siciliani da chi pensa di liquidare i nostri problemi con frasi denigratorie e superficiali – continua Lo Giudice -. La Sicilia non si cancella: la Sicilia resiste, lavora, produce ed è un patrimonio culturale, economico e umano che appartiene all’Italia intera”.

“Al presidente Schifani, che ha scelto con fermezza di abbandonare la convention di Forza Italia – è la conclusione – dopo le parole di Calenda, va la nostra solidarietà istituzionale. In questo momento serve unità, perché non possiamo permettere che l’immagine e l’onore della nostra Isola vengano infangati per calcoli politici o per provocazioni fuori luogo”.

Calenda bis

Dal canto suo, il leader di Azione stamattina ha ripreso l’argomento con un altro post sui social: “Penso che la Regione Sicilia sia costruita per opprimere i siciliani con un neo feudalesimo inaccettabile. Andrebbe perpetuamente commissariata con un governo tecnico”.

Poi, la replica a Cuffaro, lanciata dall’agenzia Ansa: “L’unica cosa che Cuffaro ha fatto verso il popolo siciliano è sfruttarlo e nonostante la condanna per favoreggiamento non ha ancora il pudore di tacere e ritirarsi a vita privata. È l’esempio di questa classe di parassiti che distrugge la Sicilia e affama i siciliani. Del resto, come diceva Giovanni Falcone: ‘Dove comanda la Mafia, i posti nelle Istituzioni vengono tendenzialmente affidati a dei cretini'”.

Riecco Cuffaro…

Giunge l’ennesima nota: “‘Esimio Calenda, ‘Iniuriam qui facit, quam qui accipit turpior est’ – Seneca (‘È più vergognoso chi fa l’offesa che chi la subisce’). Insultare non ti farà apparire né saggio né capace. Chi offende si disonora; chi subisce mantiene la dignità… e noi siciliani ne abbiamo da vendere. Parlare tanto e produrre poco, costruendo palazzi di lamentele contro chi lavora davvero sembra essere il tuo abito preferito: per me, il tipico comportamento da populista’. Lo dichiara Totò Cuffaro, segretario nazionale della DC, replicando alle ultime dichiarazioni di Carlo Calenda”.

Lombardo: “Bravo presidente”

Arriva anche la reazione di Raffaele Lombardo: “Il presidente Renato Schifani, scegliendo di lasciare la convention di San Benedetto, ha compiuto un gesto che onora l’intera comunità siciliana. Non una reazione d’impulso, ma la ferma difesa dell’identità, della storia e della dignità di milioni di siciliani. Riconosciamo in questo atto il valore di un presidente che rappresenta con serietà e coraggio la nostra terra”.

Razza sul voto segreto

“Non mi iscrivo al partito degli indignati e non ho particolari motivi per rispondere a input di Palazzo, ma non si può tacere che sul voto segreto Calenda dice una cosa sensata: è una norma da superare. Constato che nessuno ha risposto su questo punto, forse perché non c’era bisogno lo dicesse lui, avendolo già ampiamente detto cinque anni fa Nello Musumeci, dopo l’indegno voto sulla legge che aveva provato ad intervenire sul sistema dei rifiuti, aderendo alle decisioni della magistratura contabile. Nulla da fare: norma bocciata con il concorso dell’opposizione e di parte della maggioranza. I motivi molto noti, i protagonisti pure. Almeno loro non sono mai stati segreti”. Così il deputato europeo di FdI, Ruggero Razza.

“Quello che Calenda non ha detto è che oggi c’è un percorso, concordato tra il presidente della Regione Schifani e il presidente dell’Assemblea Regionale Gaetano Galvagno, per superare questa vergogna. Speriamo solo che al momento della sua possibile abolizione… nessuno chieda il voto segreto. E, nel caso, che nessuno nel segreto del voto, scelga di votare ‘rosso’ dai banchi del governo. Un fatto è certo: per FdI la trasparenza nel voto è una battaglia che va avanti da anni”.

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