Camusso: tavolo su Fincantieri | Orlando ‘chiama’ la Concordia

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14 Marzo 2014, 11:47

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PALERMO – “Senza un’industria forte non può esserci sviluppo. Il tema è come ricostruire. Dopo la durissima lotta dei cantieri navali italiani, che ha convinto Fincantieri, a investire; bisogna cambiare passo, non si può più aspettare”. Così Susanna Camusso, partecipando a Palermo all’assemblea degli operai Fincantieri, dove circa 100 lavoratori su 489 sono in cig a rotazione a zero ore. La leader della Cgil ha parlato anche della necessità di portare la vertenza del sito palermitano al ministero dello Sviluppo economico, per rilanciare la proposta di costruzione del bacino off shore da 80 mila tonnellate all’interno del sito; un progetto da circa 81 milioni di euro, da realizzare con un cofinanziamento da parte della Regione e dell’azienda. Una posizione quest’ultima condivisa anche da Fim e Uilm. “Rilanciamo l’idea di un tavolo nazionale, speriamo che la nuova ministra abbia questa sensibilità” ha aggiunto. Durante l’assemblea, organizzata dentro lo stabilimento della Rsu di Fim, Fiom e Uilm, in memoria del segretario provinciale della Fiom Giovanni Orcel, assassinato dalla mafia il 14 ottobre del 1920, hanno partecipato anche il sindaco di Palermo e il segretario regionale della Cisl Maurizio Bernava. I sindacalisti hanno voluto anche ricordare che tra due giorni ricorre il 117/mo anniversario dell’apertura del Cantiere navale in città.

“I lavori sulla Costa Concordia a Palermo possono essere realizzati anche domani”, sono state le parole di Orlando. Il sindaco è tornato a chiedere la riapertura del tavolo al ministero dello Sviluppo economico, dopo la proposta di Fincantieri di dotare il sito di un bacino da 80 mila tonnellate per piattaforme off shore. Il progetto dovrebbe essere realizzato con un investimento da 81 milioni di euro, con il cofinanziamento della Regione e dell’azienda.

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La Camusso ha poi parlato di lavoro e lotta alla mafia: “Le ultime elezioni hanno regalato un sogno alla Sicilia sul piano della lotta all’illegalità, ma senza lavoro alla fine rischia di vincere l’illegalità – ha affermato -. Bisogna essere inattaccabili dal punto di vista dei comportamenti che non prestano il fianco ad avere non trasparenza ed incertezza. E’ una stagione in cui ricomincia il dibattito su cos’è l’antimafia dal punto di vista della giustizia e dell’intervento. L’altro versante è che le persone abbiano una prospettiva; la legalità è un punto di certezza sulle prospettive”. “Basti pensare anche al dibattito sui beni sequestrati – ha sottolineato -, se le imprese sequestrate chiudono, il messaggio che si dà alla regione, alle persone, al Paese è debole: si rischia di dire che prima c’era il lavoro e poi non più. Una parte consistente della lotta alla criminalità organizzata è dare risposte e difendano gli insediamenti: se viene sequestrata un’azienda, l’attività deve continuare”.

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14 Marzo 2014, 11:47

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