CATANIA – “Le iniziative decise dal Governo” che ha previsto fondi per 25 milioni di euro, sul modello Caivano, per il rione San Cristoforo di Catania ” non possono non avvalersi della lunga esperienza in ‘trincea’, del prezioso patrimonio conoscitivo e della conoscenza dell’ambiente” maturata da comunità, realtà associative, organismi sociali, rappresentanti del Terzo settore”.
Lo afferma in una nota il Cantiere per Catania nel documento “Assieme, per San Cristoforo” che ha già raggiunto oltre sessanta sottoscrizioni, sottolineando che “dalla condivisione e dalla collaborazione passa la prospettiva di un impiego dei fondi con una progettualità che non si esaurisca nel perimetro dello stanziamento”.
“Partecipazione e collaborazione costruttiva – si legge nel documento – sono questioni di metodo e principi normativi non derogabili, nonché “diritti doveri” in quanto, come precisato dal documento che cita le parole del presidente Mattarella nel corso dell’assise a Trieste dei cattolici in Italia, l’esercizio della “democrazia non si riduce ad un semplice aspetto procedurale e non si consuma neppure soltanto con l’irrinunciabile espressione del proprio voto nelle urne nelle occasioni elettorali”.
“Catania – prosegue il documento – può diventare un modello perché il futuro di San Cristoforo, degli altri quartieri, dell’intera città e del nostro Paese ‘richiede una riscoperta e valorizzazione del ruolo delle comunità’, che riguarda associazioni, movimenti, sindacati, gruppi politici, organizzazioni sociali di svariata ispirazione, attori economici e organismi di rappresentanza, produttivi e di rappresentanza, che sono “chiamate a promuovere un vivo e proficuo rapporto fra cittadini e Istituzioni”.
“Ed è questo – conclude il documento – il vero senso della sussidiarietà: la messa a sistema del contributo di tutti, realtà sociali, istituzionali, economiche e rappresentative che si impegnano a coordinare le loro azioni in funzione dell’obiettivo del bene della comunità catanese”.

