Lampedusa, 'abusivismo' di massa| Raffica di assoluzioni e prescrizioni - Live Sicilia

Lampedusa, ‘abusivismo’ di massa| Raffica di assoluzioni e prescrizioni

Uno scorcio di Lampedusa

L'indagine risale al 2011 e riguardava un centinaio di costruzioni.

NULLA DI FATTO
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AGRIGENTO – Tra prescrizioni e assoluzioni nulla resta dell’impianto accusatorio al processo sull’abusivismo edilizio di massa a Lampedusa.

L’indagine della Procura di Agrigento risale al 2011 e riguardava le lottizzazioni eseguite in contrada Grecale-Cala Creta, zona sottoposta a vincolo paesaggistico e in gran parte anche a vincolo di inedificabilità assoluta. Secondo l’accusa, un centinaio di costruzioni erano abusive e altre aveva ottenuto il via libera sulla base di autorizzazioni viziate da irregolarità. Già in fase di udienza preliminare la gran parte dei presunti abusi era caduta perché le costruzioni risalivano agli anni Settanta. Restavano in piedi alcune ipotesi di reato, compresi dei presunti falsi nelle pratiche di sanatoria.

In molti casi le accuse sono cadute nel merito, in altri la prima sezione del Tribunale agrigentino, presieduto da Giuseppe Melisenda Giambertone, ha preso atto che è trascorso troppo tempo per condannare gli imputati. Nell’elenco degli imputati ci sono dei nomi che si ripetono perché rispondevano di diverse ipotesi di reato.

Assolti con la formula “perché il fatto non sussiste”: Helmut Tschucher, Giovanni Maggiore, Paolino Scibetta, Agostino Maggiore. Assoluzione “per non avere commesso il fatto” per Giovanni Damiano Lombardo, Anna Maria Gatti, Rosario Di Battista, Elena Maria Sacchetti, Agostino Maggiore e Paolino Scibetta. Ed ancora, il “fatto non costituisce reato” per Giuseppe Garbriele, Giovanni Romiti, Alfonso Averna (dirigente dell’ufficio tecnico comunale), Giovanni Giammona (tecnico istruttore del procedimento amministrativo), Giovanni Sorrentino (impiegato dell’ufficio tecnico del Comune), Salvatore Caffo, Paolo Farruggio, Vincenzo Caruso, Maria Concetta Mangiapane (questi ultimi tre sono funzionari della Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Agrigento). Prescrizione per Alfonso Averna, Giovanni Sorrentino, Giuseppe Gabriele (dirigente dell’ufficio tecnico comunale), Helmut Tschucher, Giovanni Maggiore, Gianluca e Gianmarco Giacobazzi, Fabrizio Merlo, Alberto Barlattani, Franco Grunet, Francesco Novaro.

Gli imputati erano difesi, tra gli altri, dagli avvocati Marcello Consiglio, Giovanni Di Benedetto, Renato Canonico, Giuseppe Scozzari Marco Giglio, Luciano e Vincenzo Termini.


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