PALERMO – Dopo le pesanti denunce sollevate dal deputato Davide Faraone in merito alle criticità del reparto di Oncologia, il Policlinico di Palermo rompe il silenzio. In una conferenza stampa convocata d’urgenza presso i locali della direzione generale, la manager Maria Grazia Furnari ha risposto punto su punto alle accuse, illustrando lo stato attuale dell’unità operativa e le ragioni tecniche dei momentanei disagi.
“Non mi presto alla campagna elettorale di nessuno”
Furnari ha esordito con una ferma difesa del personale sanitario e della dignità dell’istituzione: “Respingo con forza certi attacchi mediatici che non fanno che offendere i professionisti, gli operatori e chi ogni giorno lavora con impegno, onestà e qualità nella nostra struttura. Non mi presto alla campagna elettorale di nessuno”.
Secondo la dirigente, le denunce circolate sui social e sui media sarebbero frutto di una lettura distorta della realtà: “Le informazioni distorte e tendenziose, che tra l’altro spesso violano la privacy dei pazienti, creano solo danno all’immagine del Policlinico e allarme nella popolazione ed io questo non lo accetto e respingo fortemente”.
I cantieri e il trasferimento del reparto
Entrando nel merito dei disservizi segnalati, la dg ha spiegato che la struttura sta attraversando una fase di profonda ristrutturazione: “Al Policlinico ci sono ben cinque cantieri, non si possono evitare dei disagi. Il momentaneo trasferimento del reparto di Oncologia in un plesso più piccolo, per consentire l’adeguamento dell’impianto antincendio, è stata la scelta più idonea per non chiudere il reparto ed evitare di bloccare l’assistenza. Non c’è niente fuori norma come invece si vuole fare credere”.
L’obiettivo della direzione è trasformare queste criticità in opportunità: “Noi tutte queste condizioni di difficoltà le viviamo come occasioni di rinnovamento e di rinascita”.
“Stop alla strumentalizzazione del dolore”
L’affondo finale di Furnari è stato rivolto direttamente alle modalità della protesta politica: “Chi ritiene che essere un politico significhi creare scandalo, andare con le dita negli occhi delle persone che lavorano, colpire attraverso questi ‘scandali’ l’avversario politico sulla sofferenza delle persone è fuori strada”. La direttrice ha poi richiamato al rispetto dei luoghi di cura: “Non si entra nei luoghi di cura per fotografare e fare video. Non si strumentalizza il dolore. Non lo accetto a nome di tutto il Policlinico”.
Valerio: “Il cancro non va in vacanza, garantite 200 prestazioni al giorno”
A ribadire l’efficienza delle cure, nonostante le criticità logistiche, è stata l’oncologa Maria Rosaria Valerio, che ha rivendicato con orgoglio il lavoro svolto dal personale: “La condizione di disagio è sotto gli occhi di tutti, ma la nostra priorità è garantire il proseguo delle terapie ai nostri pazienti. Non credo che il cancro possa andare in vacanza solo perché abbiamo delle opere di ristrutturazione in corso”.
L’oncologa ha spiegato gli sforzi compiuti per mantenere attivo il servizio durante i lavori: “Abbiamo fatto salti mortali per garantire questi nuovi locali provvisori, facendo i conti con strutture non modernissime che necessitano di manutenzioni continue. Non potevamo certo voltare le spalle alla popolazione chiudendo il servizio, come magari vorrebbero alcuni politici che non hanno a cuore la salute dei cittadini”.
“Speculare sui pazienti oncologici non è sana politica”.
Valerio ha poi lanciato un appello per un confronto costruttivo, censurando però i toni dello scontro: “Se ci sono proposte migliorative siamo pronti a condividerle, ma non si può essere accusati sui giornali in maniera così cruda e violenta, offendendo la dignità di chi è in cura. Speculare sui pazienti oncologici non è sana politica”.
A supporto della qualità delle prestazioni erogate, il medico ha fornito i dati sul volume d’attività del reparto: “Il flusso di 200 pazienti giornalieri tra visite e chemioterapie è la prova dei servizi che offriamo nonostante le difficoltà strutturali. La politica nella sanità deve entrare solo per offrire soluzioni e garantire la sicurezza, non per risolvere beghe di parte”.
“Noi, punto di riferimento in Sicilia”
Dello stesso avviso è Antonio Russo, dirigente dell’Unità operativa complessa di Oncologia: “Per compensare gli spazi ristretti e garantire al meglio le prestazioni abbiamo allungato gli orari di lavoro, aggiunto organico e lavorato di sabato. Non c’è questo ammassamento di persone all’interno della struttura come si vuole fare credere”.
Russo ha rivendicato il ruolo centrale della struttura nel panorama regionale: “Abbiamo un aumento costante di pazienti e siamo un punto di riferimento in Sicilia. Stiamo mettendo in campo tutte le soluzioni possibili per gestire i flussi e favorire il benessere delle persone”.
Badalamenti: “Nessuna lista d’attesa, visite entro 15 giorni”
Sulla stessa linea è lo specialista Giuseppe Badalamenti, che ha fornito i numeri reali della pressione assistenziale sulla struttura: “Tra pazienti e accompagnatori gestiamo un flusso di circa 500 persone al giorno. La nuova struttura, a differenza della precedente, non è suddivisa su tre piani e questo non consente di spalmare la folla in spazi più ampi ma, allungando gli orari di lavoro fino alle 20:00, siamo riusciti a garantire tutte le prestazioni”.
Badalamenti ha poi smentito categoricamente l’ipotesi di ritardi nelle cure: “Non abbiamo mai interrotto l’attività, se non per i tre giorni necessari al trasloco. Non ci sono liste di attesa: i pazienti vengono visitati entro i 15 giorni. Riusciamo a mantenere i nostri numeri, che sono in costante aumento, evidentemente perché siamo bravi nel nostro lavoro. Credo che meglio di così non si possa fare con i mezzi che abbiamo in questo preciso momento”. Ha concluso ribadendo la natura temporanea dei disagi: “Si tratta di una situazione transitoria che avrà fine non appena, spero presto, torneremo nel plesso originale una volta ultimati i lavori”.
La voce dei pazienti: “Siamo in famiglia”
Alla conferenza erano presenti anche dei malati oncologici con i loro parenti, pronti a testimoniare il funzionamento di un reparto che considerano vitale: “Sono entrata al Policlinico e non lo cambierei mai perché qui mi sento veramente in famiglia – ha detto una delle donne in cura -. Accoglienza, disponibilità e professionalità sono doti che confermano l’eccellenza della struttura”.
Altri testimoni hanno confermato l’efficienza del servizio nonostante il trasloco: “Non abbiamo certo notato queste grandi differenze rispetto alla vecchia struttura. Il servizio viene sempre erogato al massimo dell’efficienza”.
