Caso Onorato: la nota e la precisazione dell'avvocato

Caso Onorato: la nota e la precisazione dell’avvocato

La nostra posizione
LA NOTA E LA PRECISAZIONE
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“Le ipotesi giornalistiche secondo cui l’assenza di impronte digitali sulla fascetta stretta al collo di Angelo Onorato sarebbe dovuta a caratteristiche tecniche del materiale sono del tutto prive di fondamento scientifico”. Lo affermano in una nota l’avvocato Vincenzo Lo Re, del foro di Palermo, e l’avvocato Francesca Donato, moglie di Angelo Onorato.

“Il materiale delle fascette di cablaggio – precisano – non rientra fra quelli refrattari alle impronte digitali, né vi sono circostanze ambientali o temporali tali da far ipotizzare un deterioramento successivo. In nessuno degli atti di indagine, inclusi quelli della polizia scientifica, risulta una valutazione negativa circa l’idoneità della superficie della fascetta a trattenere impronte”.

“Cercare di sminuire la rilevanza di tale circostanza con tesi prive di fondamento – concludono – non è comportamento professionale né moralmente accettabile”.

Così si legge, appunto, in una nota. Non viene nominato alcun giornale, ma sembra plausibile il riferimento (anche?) a un articolo pubblicato da LiveSicilia.it che, peraltro, si sofferma lungamente sulla tesi della famiglia contro la richiesta di archiviazione.

Le parole dell’avvocato

Abbiamo contattato l’avvocato Lo Re, per chiedere se il comunicato stampa si riferisse al nostro articolo e il legale ci ha detto che “è stato raggiunto telefonicamente dalla sua assistita e ha condiviso l’infondatezza scientifica della tesi di chi pensa di sostenere che su quelle fascette non possono restare impronte, ma il comunicato stampa emesso dall’addetto stampa della Donato non gli è stato sottoposto preventivamente e non va messa in discussione la professionalità di chi riassume lo stato delle indagini e riferisce su ipotesi opposte, che allo stato non sono state formalizzate in atti di indagine”.

La nostra replica

Ecco le nostre conclusioni: occupandoci del terribile caso della morte di Angelo Onorato, come per tutti gli altri, ci saremmo limitati a pubblicare la nota. Il riferimento plausibile a un nostro comportamento, descritto come professionalmente e moralmente non accettabile, dunque scorretto, ci impone di rispondere. Non siamo disposti, pur comprendendo il dolore familiare per il quale resta ferma la nostra vicinanza all’avvocato Donato, ad accettare lezioni di moralità e professionalità.

Anche nella vicenda in specie, come sempre, abbiamo volutamente risposto a dettami morali stringenti, limitandoci alla cronaca di fatti e delle circostanze essenziali, con il massimo rispetto che mettiamo in campo per ogni situazione.

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