Catania torna salotto |per Giorgio Napolitano

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26 Febbraio 2014, 14:34

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CATANIA – La città si veste di nuovo. La visita del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel capoluogo etneo ha messo in moto una macchina organizzativa che non si ricordava da tempo. Tornano a sventolare, infatti, le bandiere fuori dal centro fieristico Le Ciminiere. La segnaletica stradale del viale Africa rinnovata e la rotatoria dell’Aeroporto ri-arredata. Mentre nella giornata di ieri la presenza, con tutta evidenza poco gradita, dei punkabestia a piazza Università è stata fatta allontanare. E con loro le bancherelle dei venditori ambulanti, anche se già stamattina in Corso Sicilia i banchi del tarocco erano stati riallestiti. Fin dall’alba, il manto stradale della via Etnea è specchiato. Le uniche carte a terra sono quelle dei coriandoli carnevaleschi.

In grande spolvero anche Palazzo degli Elefanti, sede dell’amministrazione comunale. Tutto è pronto già dalle prime ore della mattinata. Il servizio d’ordine è imponente. Gli accessi sono riservati esclusivamente a invitati e accreditati. A giornalisti e fotografi è impedito di avvicinarsi al presidente Napolitano. Il protocollo è rigido, nonostante manchi all’appello il cerimoniere Luigi Maina. Un cordone di agenti in giacca e cravatta impedisce ogni movimento. Ed in effetti, dalla sala Vincenzo Bellini, stanza che ospita il cerimoniale della nascita del Distretto Sud-Est, non si sposta nessuno.  Nessuno poi scatta in piedi all’ingresso del Presidente. Tanta è la bolgia che addirittura l’assessore regionale ai Beni Culturali Michela Stancheris segue l’incontro dal mega schermo della sala stampa. “Troppa calca” – spiega a LiveSiciliaCatania, soffermandosi a guardare i ritratti del pittore etneo Giuseppe Sciuto.

La Sicilia che conta, ad ogni modo, è tutta dentro Palazzo degli Elefanti. Rosario Crocetta è in prima fila seduto al fianco di Napolitano. Buona parte della giunta regionale è con lui in sala. Ci sono poi tutti i vertici economici dell’isola, capitanati da Ivan Lo Bello, vicepresidente nazionale di Confindustria. “Occorrere mettere a sistema – ha detto davanti ad una sala assiepata – le risorse presenti e non possiamo relegare ai margini la lotta all’illegalità e alla corruzione. Sotto questo profilo – ha sottolineato – la Sicilia ha fatto enormi passi avanti. Ma non possiamo non occuparci delle periferie delle nostre città e della marginalità di alcune fasce di popolazione”.

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Intanto però tutto si muove intorno al Palazzo. Compreso il servizio di guardaroba. Per questo è stata allestita la sala consiliare. Una scelta che ha fatto sorridere qualcuno, ma di fatto, anche durante i fuochi del tre febbraio, la stessa area è stata predisposta a tale servizio. Resta poi l’amarezza di quei tanti che avrebbero voluto sentire la voce di Napolitano risuonare all’interno di Palazzo degli Elefanti. Un suo intervento però non era affatto previsto. Il protocollo quindi è tutto rispettato.

Solo fuori dalle mura del Municipio Napolitano si è lasciato andare ad una brevissima dichiarazione ai giornalisti: “Non solo si chiede attenzione alle istituzioni nazionali, ma e’ necessario che si dimostri capacita’, iniziativa, come per la nascita del Distretto Sud-Est a cui ho assistito. La capacità di innovazione per ripartire è essenziale perché non c’è politica nazionale che da sola possa risolvere i problemi del Mezzogiorno”.  Tutto questo mentre c’è una città che attende decisioni fondamentali utili a risollevare le sorti di Catania. Il Va pensiero della corale del Bellini è l’emblema di questa attesa.

 

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26 Febbraio 2014, 14:34

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