Politica

Centrodestra, girone infernale: tra colpi di scena e passi di lato

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20 Aprile 2022, 05:25

3 min di lettura

PALERMO – “Lasciate ogni speranza o voi che entrate”. Nel girone infernale del centrodestra siciliano la speranza di avere un quadro nitido va al momento accantonata.

Le interlocuzioni nazionali

“Entro 48 ore sarà tutto finito”, rassicura qualcuno. Ma il copione scritto ieri impone la dovuta cautela. L’atteso vertice bilaterale tra Ignazio La Russa e Silvio Berlusconi non si è tenuto, anzi (come trapela da fonti bipartisan) non sarebbe nemmeno stato in programma. Un messaggio per Giorgia Meloni che va nella direzione dell’isolamento forzato. E c’è di più. Come fa osservare un beneinformato, il Cavaliere alla fine incontra Matteo Salvini ad Arcore (con tanto di agenzia che ovviamente rimbalza sui telefoni dei malpancisti siciliani). “Non sapevo nulla”, commenta in serata Ignazio La Russa in riferimento alla riunione di Arcore.

La mossa della Lega su Messina

Ma torniamo a Matteo Salvini. Del leader leghista ieri in Sicilia si è parlato soprattutto per la vicenda “Messina” con il segretario regionale Nino Minardo costretto a bere l’amaro calice e annunciare che la linea del Capitano è una e una soltanto: sostenere il candidato di Cateno De Luca.  Un fatto che crea scompiglio dentro il partito siciliano, tanto da fare gongolare gli avversari, ma che allo stesso tempo lancia un campanello d’allarme ai colonnelli di Musumeci (mentre qualcuno dentro Fratelli d’Italia inizia a tentennare sulla linea dell’ortodossia rispetto al bis). “La linea di Salvini non cambia nemmeno sul Musumeci bis”, sussurra uno dei registi dell’operazione.

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I colonnelli di Musumeci

Eppure “tutti gli uomini del Presidente” passano il pomeriggio a godersi lo spettacolo. “Speriamo che le faide interne a Lega e Forza Italia possano risanarsi, così verrebbe più facile trovare una sintesi di coalizione avendo interlocutori che abbiano una voce non contestata dopo un’ora”, riferisce off record un pasdaran del Presidente. La speranza, nemmeno tanto nascosa, è che la mossa messinese (che ha come effetto immediato l’endorsement di FdI a Croce) incrini l’asse con gli azzurri (per via della vicinanza tra il candidato in questione e i sicilfuturisti neo forzisti). Ma dagli ambienti in questione per il momento tutto tace. Tornando in zona Palazzo d’Orleans, i bookmaker segnalano che le quotazioni delle due mosse (governo del Presidente o dimissioni anticipate) iniziano a perdere quota perché renderebbero ancora più complicati i rapporti con gli alleati.

Il nodo Palermo

Nel frattempo, però, si apre il caso Samonà, indicato ieri come vicesindaco nella seconda edizione del ticket con Cascio nel match di Palermo. C’è chi vede nella scelta di piazzare un assessore della giunta Musumeci un segnale di belligeranza nei confronti del Presidente, chi invece lo considera semplicemente un’ottima pedina in grado di placare possibili conflitti all’interno del partito palermitano, chi ancora semplicemente un nome autorevole da spendere in una partita importante. E, tra i palazzi che contano, qualcuno si chiede se Samonà lascerà l’incarico come ha fatto l’ex collega Lagalla e che cosa avverrà a quel punto. Domande su domande e una sola certezza: la prossima mossa spetta ai meloniani che a Palermo si giocano tutto. Correre in solitaria, puntare su Cascio o a sorpresa convergere su Lagalla. E c’è chi assicura che anche oggi i colpi di scena non mancheranno. Nemmeno sul fronte opposto, dove si attende l’intervento di un deus ex machina che trovi la quadra.  

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20 Aprile 2022, 05:25

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