Chi è senza peccato | scagli la prima Grecia

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16 Luglio 2012, 11:24

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L’allarme di Ivan Lo Bello è giustificato. La Sicilia è in crisi. Un abisso non correttamente percepito nella sua drammatica evidenza. Una catastrofe che dalle colonne di S qualche mese fa avevamo ampiamente anticipato. La politica non ha interesse a compiere operazioni verità. Il resto sonnecchia. Ed è proprio sul resto che ci pare opportuno riflettere. Siamo d’accordo – da tempo – sull’attribuzione della colpa a chi ha amministrato in un periodo di vacche magre e si è dovuto sobbarcare il peso di una crisi, senza tuttavia promuovere inversioni di rotta. Il governo Lombardo, annunciato pomposamente come riformista e rivoluzionario, si è dissolto nella pratica delle clientele, nella solita attribuzione di un posto a tavola agli amici, nella consueta prassi di soldi sperperati e di finanziamenti mal spesi, di aiuti concepiti per garantire rendite di posizioni.

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Però… Sì, c’è un però. Perché la crisi che Lo Bello denuncia appartiene a tutti. All’opposizione che prima aveva gestito il comando con la medesima pratica rimproverata a Raffaele Lombardo, il capro espiatorio, in massima parte per responsabilità conclamate, in porzione residuale per un facile gioco al massacro. Chiama in causa pure Confindustria che ha un uomo nella stanza dei bottoni. L’assessore Venturi, che ha operato bene (vedi Irsap e Asi), è pur sempre un riferimento di quel mondo. Nessuno, insomma, può chiamarsi fuori, soprattutto se negli ultimi anni ha alzato la voce con un pizzico di timidezza. Chi è senza peccato scagli la prima Grecia.

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16 Luglio 2012, 11:24

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