"Chiude il cantiere del passante" | La Sis annuncia 250 licenziamenti

“Chiude il cantiere del passante” | La Sis annuncia 250 licenziamenti

Annuncio choc dei vertici della Sis. Orlando: "Fatto grave. Urge un intervento ai massimi livelli".

PALERMO – Un fulmine a ciel sereno, che però rischia di avere effetti dirompenti. La Sis, il consorzio che ha realizzato il tram di Palermo e che adesso sta costruendo il passante ferroviario, ossia il raddoppio della linea ferrata fino a Punta Raisi, ha annunciato il licenziamento di duecentocinquanta lavoratori e il blocco dei cantieri.

Una notizia comunicata ai sindacati, nel corso di una riunione, e che coglie tutti di sorpresa: l’opera, divisa in tre tratte, è stata in parte già realizzata ed è oltre il 80%, come dimostrano le stazioni Lolli e Guadagna, e ha comportato la decisione di abbattere cinque palazzine in via Imera, dove da anni i residenti sono costretti a dormire in albergo per gli scavi. Un’opera da oltre un miliardo di euro che ha provocato l’interruzione dei collegamenti ferroviari con l’aeroporto di Punta Raisi, ossia la tratta B che collega lo scalo con Notarbartolo.

Uno stop ai cantieri provocherebbe enormi danni, non solo occupazionali ma soprattutto per le opere che resterebbero a metà con buona pace della città sventrata. Il blocco dei lavori sarebbe motivata da problemi economici, ma avrebbe ripercussioni enormi visto che tutti i piani per la mobilità dipendevano proprio dal passante.

“Rischia di restare monca un’opera pubblica da 700 milioni di euro, tre volte il valore del tram, che avrebbe dovuto modificare con i suoi 37 Chilometri e le sue tre tratte il volto della mobilità urbana assieme al tram, aggiungendo i vantaggi della metropolitana leggera, in stretta correlazione con i lavori dell’anello ferroviario – dicono i sindacati – Abbiamo scritto al prefetto di Palermo per aprire con urgenza un tavolo di confronto con Ferrovie, con la Sis, con il Comune di Palermo e con noi organizzazioni sindacali per affrontare la vertenza. Chiediamo di essere ascoltati al più presto”.

“La Sis nei giorni scorsi alle segreterie provinciali aveva preannunciato di voler ampliare i licenziamenti già scattati nel luglio scorso, quando però si era trattato di esuberi reali, giustificati da uno stato di avanzamento dei lavori del 70 per cento – continuano i sindacati – Adesso a perdere il lavoro sono tutti gli operai del cantiere, 500 su 530 . In pratica la totalità: rimarrebbero all’opera solo gli addetti alla sicurezza. Secondo l’azienda la commessa è in forte perdita, da qui la possibilità che la Sis apra un contenzioso con la Rfi su aspetti tecnici e finanziari dell’opera non esplicitati al tavolo. Noi ci siamo opposti ad allargare i licenziamenti a tutti i lavoratori del cantiere in quanto non sussistono le motivazioni – aggiungono i sindacati degli edili e i confederali – Dal nostro punto di vista e secondo il cronoprogramma che c’era stato consegnato dalla stessa Sis, l’opera si sarebbe dovuta concludere entro il giugno 2018 e quindi l’attuale forza lavoro è congrua alle attività da svolgere. Richiamiamo al senso di responsabilità sia l’azienda sia Rfi, perché l’opera si definisca. La città di Palermo non può subire un ennesimo arresto di un’opera pubblica così importante dal punto d vista occupazionale e non può sopportare i rischi legati a una nuova incompiuta, che insiste in modo così invasivo sulla città, anche per l’impatto che ha per la mobilità”.

Da Palazzo delle Aquile filtra una enorme preoccupazione, anche perchè il Comune in questa vicenda svolge il ruolo del mero spettatore ma, come col passante, rischia di diventare il parafulmine di ogni problema, oltre a ritrovarsi con una città a pezzi.

A dicembre era prevista la consegna della galleria di via Belgio. La tratta tra Belgio a Isola è interrotta e ciò preclude ancora il transito dei treni da Palermo a Trapani. La galleria Imera bloccata è un altro tassello mancante. E poi c’è la tratta B, dal valore di 83 milioni su 110 milioni di opere complessive ancora da completare. Per realizzare la galleria della tratta B, alla stazione Notarbartolo, è stata acquistata una “talpa”, un macchinario da 10 milioni di euro, consegnato, collaudato ma ancora mai entrato in funzione. Martedì 25 dalle 7 alle 9 si terrà al cantiere della Sis un’assemblea sindacale e saranno discusse le iniziative da prendere.

 

Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI