Cibo in cambio dei rifiuti | Ecco l’ecostazione mobile

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27 Marzo 2019, 16:35

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PALERMO – Conferire i rifiuti, attenderne la pesatura, riscattare una “ricompensa” sotto forma di beni alimentari: l’ecostazione mobile che ha fatto tappa all’istituto comprensivo statale “Luigi Pirandello-Borgo Ulivia”, in via Troina, ha gestito tre passaggi apparentemente semplici ma che in realtà racchiudono un lungo percorso educativo, i disagi delle periferie palermitane e gli sforzi per riabilitare un quartiere difficile.

Stamani, a turno, tutti gli alunni delle 32 classi dell’istituto hanno conferito alla struttura su ruote vari sacchi di rifiuti opportunamente differenziati, per vederli “trasformarsi” in alimenti distribuiti da Coop come pasta, passata di pomodoro, latte e altro; a determinare quale prodotto poter ritirare, uno scontrino che riportava il peso dei rifiuti conferiti.

Più si differenzia, più si riceve in cambio. Un concetto chiaro, ma che parte da lontano: l’ecostazione è la “prova finale” di un percorso avviato con i volontari di Legambiente nel febbraio scorso, quando le classi prime della scuola secondaria di primo grado hanno intrapreso un progetto con lo scopo di stimolare una riflessione sul corretto smaltimento dei rifiuti, e promuovere il rispetto dell’ambiente. Il percorso è stato seguito dalla docente Francesca Cipriano, referente legalità dell’istituto.

Agli incontri in aula è seguita una passeggiata per le vie del quartiere Borgo Ulivia, che ha consentito di rilevare e segnalare vari illeciti ambientali. Le segnalazioni sono state effettuate, in forma anonima, con l’applicazione gratuita “Gaia Observer”, che permette ai cittadini di impegnarsi nella difesa della natura grazie al solo smartphone. L’app può raccogliere foto, testo e posizione delle discariche abusive o delle attività di bracconaggio, e inviarle agli enti preposti alla difesa dell’ambiente. Infine, gli alunni hanno conosciuto esempi materiali di buona differenziata: oggetti nati dall’impasto delle arance o dalle selle di moto, e persino la carta nata dagli escrementi del cavallo.

A gestire l’ecostazione i dipendenti dell’Srr (Società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti) Palermo Area metropolitana, soddisfatti della risposta di alunni e genitori accorsi con grandi quantità di rifiuti già differenziati e imballati. “Nelle periferie quello che conta è la dimensione della concretezza, il riscontro nella quotidianità – dice Enza Muratore, dirigente reggente dell’istituto comprensivo “Pirandello-Borgo Ulivia” –. Il progetto coinvolge anche la chiesa della zona: è previsto che la trasformazione in bonus spendibili si traduca in gesti di beneficenza. Una solidarietà che soddisfa esigenze diverse: vicinanza ai bisognosi, rispetto dell’ambiente e istruzione”.

Intere famiglie di Borgo Ulivia hanno studiato come differenziare correttamente i rifiuti per arrivare preparate all’evento di oggi, imparando anche a ripulirli per renderli idonei alla trasformazione. Carta e cartone sono stati raccolti dagli alunni in classe, mentre i genitori si sono occupati di vetro e plastica. Raggiungendo un risultato che ha compiaciuto gli organizzatori: raccolti 980 chili complessivi di rifiuti, di cui 350 di carta e 270 di plastica, nemica dichiarata anche all’Ars. Alla Rap il compito di raccoglierli al termine dell’iniziativa.

“Il problema dei rifiuti è sentito perché molto, troppo evidente – afferma Muratore, che è anche dirigente titolare dell’istituto comprensivo “Mattarella-Bonagia” e ormai da anni tocca con mano le realtà di periferia –. Nel ‘lontano’ centro la differenziata è ormai sedimentata, ma la grande distanza di zone come Borgo Ulivia e Bonagia non deve significare abbandono. Coi docenti ci siamo interrogati su cosa potessimo fare, e ci siamo risposti con l’educazione ecologica, e quindi è il caso di dirlo: proprio oggi la ‘munnizza’ la volevamo”.

A sentire Legambiente, la fatica maggiore sta proprio nella spiegazione dei concetti di rifiuto e raccolta differenziata. Vanessa Rosano, volontaria, racconta: “È La prima volta che Legambiente collabora con una scuola avvalendosi di un’ecostazione al suo interno, e vista l’ottima risposta abbiamo deciso di ‘adottare’ le classi fino alla fine del loro ciclo di studi. Il motivo del percorso è che loro vedono il rifiuto come, appunto, rifiuto: una cosa da cui liberarsi; invece deve passare il concetto di rifiuto come risorsa. Attraverso le segnalazioni su ‘Gaia Observer’ – continua – i ragazzi hanno visto il loro quartiere con occhi critici e hanno constatato che i rifiuti in zona provengono quasi interamente da loro, e dalle loro case”.

Una leva non secondaria del percorso è stata far comprendere il valore monetario del rifiuto, nell’ennesimo momento delicato della gestione dei rifiuti in Sicilia. “Deve crescere la contezza economica del materiale conferito – dice Rosano –. C’è chi pensa ‘prima io, poi gli altri’? Bene, intanto pensi a te stesso convertendo i rifiuti in spesa, poi le altre fasi di  presa di coscienza verranno affrontate. Così si può davvero arrivare a far compiere a tutti la differenziata, che abbiamo constatato che qui praticamente non viene fatta”.

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27 Marzo 2019, 16:35

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