Clienti sequestrati e picchiati| Vucciria, 4 pusher in manette

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11 Ottobre 2019, 13:35

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PALERMO – Sequestro di persona a scopo di estorsione, cessione di stupefacenti e di lesioni personali aggravate. Queste le accuse per quattro presunti componenti del gruppo che avrebbe spacciato nella zona del popolare mercato della Vucciria. A fare scattare gli arresti, gli agenti del commissariato “Centro” e della squadra mobile, dopo le indagini che hanno portato all’individuazione di Francesco Lo Gelfo, 24enne della Vucciria, Pietro Presti, 26enne della Kalsa, Salvatore Sammartino, 53enne anche lui della Vucciria e Vincenzo Di Giovanni, 21enne dello Zen. Secondo quanto accertato, la base operativa della banda sarebbe stata l’appartamento in via Calzonai di Sammartino, dove è cominciato il calvario di due “clienti” del gruppo. Due involontari protagonisti di episodi simili per la dinamica e la violenza violenza messa in atto dagli arrestati. 

A far luce sul primo episodio, che risale al primo di ottobre, gli agenti del commissariato. Un uomo era arrivato in città da un paese della provincia per comprare del crack: era stato indirizzato da alcuni spacciatori di strada alla Vucciria e messo in contatto con pusher specializzati nel reperimento della droga. Aveva facilmente ottenuto alcune dosi, ma l’esserne entrato in possesso aveva segnato l’inizio del suo incubo: sarebbe stato costretto dai pusher a consumarla nell’appartamento di vicolo dei Calzonai e sotto costante minaccia ad acquistarne e consumarne altra. “Allora, ca fari, a fumari o no?”, avrebbero detto al ragazzo i pusher, mettendolo sotto pressione. La vittima avrebbe dunque sborsato cento euro e sarebbe stata costretta a cercare altro denaro per comprare altre dosi di droga. 

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Avrebbe inoltre subito percosse e minacce, con i pusher che urlavano: “Ti scannu a bastunati”. Soltanto dopo alcune ore, durante le quali il ragazzo sarebbe stato letteralmente sequestrato, è riuscito a fuggire rifugiandosi in un negozio e lanciando l’allarme. Una vicenda di cui risponderanno Lo Gelfo, Presti, Sammartino e Di Giovanni. Il secondo episodio risale al 5 di ottobre ed è stato ricostruito dai “Falchi” della squadra mobile palermitana: protagonista un giovane professionista originario di un’altra provincia siciliana, in città per cercare cocaina. Si sarebbe rivolto a Lo Gelfo e Presti. Nell’arco di alcune ore, a cavallo tra sabato e domenica, il professionista, anche alla luce del rapporto di conoscenza con i suoi fornitori, ha acquistato un numero di dosi, concesse anche “a debito”. Quando i pusher hanno intuito che l’uomo non sarebbe stato in grado di pagare, hanno deciso di ricorrere alle maniere forti: lo hanno rinchiuso in un appartamento della Vucciria, lo stesso di vicolo dei Calzonai del primo episodio, attendendo che trovasse i soldi. Il denaro, la vittima, lo avrebbe ottenuto dopo averlo chiesto telefonicamente al genitore, al quale avrebbe fedelmente reso il racconto della sua disavventura, chiedendo un bonifico sulla propria carta prepagata.

Il genitore, allarmato, ha chiamato la polizia facendo così immediatamente scattare la segnalazione raccolta dai poliziotti della Mobile palermitana. Gli agenti hanno individuato la vittima, in stato di shock per le strade della Vucciria, appena rilasciata dai suo sequestratori dopo aver vista soddisfatta la loro richiesta economica. Lo Gelfo, trovandosi già ragli arresti domiciliari per altri fatti, dovrà rispondere anche di evasione.

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11 Ottobre 2019, 13:35

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